11/06/2024

Presentata mercoledì mattina a Venezia, al primo piano di Ca’ Giustinian, la Biennale di Architettura 2018, alla presenza del presidente della Fondazione, Paolo Baratta, e delle due curatrici, Yvonne Farrell e Shelley McNamara. La Mostra Internazionale aprirà i battenti il 26 maggio 2018, anticipata dalla due giorni di vernissage (24 e 25) e calerà il sipario il 25 novembre. La 16. edizione della manifestazione presenterà, come di consueto, le partecipazioni nazionali con proprie mostre nei padiglioni ai Giardini e all’Arsenale, oltre che nel centro storico di Venezia. Anche nel 2018 si prevedono selezionati eventi collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, che allestiranno le loro esposizioni e le loro iniziative a Venezia.

Come nelle precedenti edizioni, hanno spiegato nel corso della presentazione, continua l’indagine sul rapporto tra architettura e società civile “il cui scollamento – ha sottolineato Baratta nella prime battute della conferenza – ha condotto a fenomeni di urbanizzazione drammatici e all’assenza di spazi pubblici. L’assenza di architettura – ha continuato – impoverisce il mondo e riduce il benessere conseguito con lo sviluppo economico e demografico”. L’obiettivo della Fondazione è quello di aggiungere una grande Biennale di Architettura, al mosaico di quelle presentate in passato.

Dopo il presidente della Biennale, a prendere la parola le curatrici. “Freespace – ha esordito Farrell – celebra l’abilità dell’architettura di trovare una nuova e inattesa generosità in ogni progetto e nelle condizioni più diverse. Dà l’opportunità di enfatizzare i doni della natura: la luce del sole e della luna, la forza di gravità, i materiali. Freespace – ha continuato – stimola la ricerca di soluzioni attraverso cui l’architettura possa provvedere al benessere di ogni abitante del pianeta: abbraccia la libertà di immaginare gli spazi di tempo e memoria, costruendo sulle stratificazioni della nostra eredità culturale”.

“Nella 16ma Mostra Internazionale di Architettura – hanno continuato le curatrici – si celebrano gli esempi di generosità e di sollecitudine nell’architettura in tutto il mondo. Siamo convinti che queste qualità sostengano la capacità fondamentale dell’architettura di promuovere e supportare l’importante contatto che sussiste tra le persone e lo spazio. Concentriamo la nostra attenzione su queste qualità perché pensiamo che l’ottimismo e la continuità ne siano parte costitutiva. L’architettura che incarna queste qualità con generosità e desiderio di scambio è proprio ciò che chiamiamo Freespace”.

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