23/02/2024

Può essere che non tutti siano d’accordo nel veder nascera la famosa variante di Aquileia ma è anche probabile che siano gli stessi che hanno fatto e fanno anocra oggi  economia sul cosidetto passaggio, coem è sempre stato fin dall’antichità, che ci ha insegnato che ogni titpo di commercio si fa lungo le grandi e quindi trafficate via di comunicazione. Ma oggi non è più sufficiente e, anzi, rimanere ancorati a questo concetto significa finire in retroguardia. Per Aquileia, importante città dell’Impero romano, l’asse stradale che l’attraversa ha sempre significato una frustrazione  delle sue potenzialità. In assenza di questo “disturbo”, valorizzazione del grande patrimonio storico, ulterriori ricerche e messa in luce del medesimo e fuizione turistica, farebbero un balzo in avanti. Anche il commercio ne beneficerebbe e di molto , anche volgendo le spalle a quel comodo passaggio che oggi è rappresentato dalla strada regionale che attraverso la cittadina.  A differenza di Pompei, città musealizzata completamente,  Aquileia potrebbe trasformarsi in uno strepitoso ed  parco archelogico abitato. Un unicum nel suo genere. E questo si realizzerà perché “Entro breve, la Regione predisporrà gli strumenti per la realizzazione della variante di Aquileia, per trasferire all’esterno  dell’abitato il traffico che ora percorre il nucleo urbano, con l’obiettivo di  facilitare la visita dell’antica città romana e completerà le infrastrutture per poter dotare della banda larga l’intera località. In questo modo, si potrà consentire ai turisti, ai visitatori e agli appassionati di storia e  archeologia di affrontare con i più moderni strumenti multimediali tutti i  percorsi disponibili per la scoperta delle memorie dell’antica località romana. Inoltre, la banda larga consentirà di vedere Aquileia non solo in orizzontale, ma anche in verticale”.

Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, intervenendo ad Aquileia e portando il saluto del governatore Massimiliano  Fedriga all’inaugurazione della struttura di protezione e valorizzazione degli scavi, nonché alla presentazione dei lavori di restauro della domus di Tito Macro. 

Un intervento da sei milioni di euro finanziato dalla Regione, attraverso la Fondazione Aquileia, e dall’Ales, lo strumento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il recupero dei beni storici.

Accanto alla messa in luce degli antichi mosaici dei resti della dimora di un facoltoso protagonista della vita dell’antica Aquileia,   l’intervento è consistito nella realizzazione di una copertura di protezione.

 Una teca lunga 77 metri e larga 25, che oltre a proteggere i reperti restaurati dagli archeologi, tra i quali 320 metri quadrati di mosaici, permette ai visitatori di ammirare i

resti della casa romana di Tito Macro in tutte le stagioni dell’anno, al riparo dal sole e dalle intemperie.

Si tratta di un evento fondante per la città di Aquileia, perché come ha evidenziato Gibelli, presente il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, assieme a numerosi consiglieri

regionali, amministratori, ricercatori e studiosi, segna l’avvio di una nuova stagione per uno dei monumenti architettonici dei quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare.

 l’Amministrazione sta anche accelerando l’iter per fare sì che il Museo archeologico nazionale di Aquileia possa essere trasferito dal Ministero per i beni culturali alla Fondazione Aquileia.  

Infine, Gibelli ha annunciato che sta per diventare operativo l’Ufficio unico per Aquileia, che grazie al contributo della Regione potrà garantire al Ministero, in Friuli Venezia Giulia, un supporto tecnico per la gestione degli appalti e dei lavori.

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