27/11/2022

Manovra finanziaria all’osso per il Friuli Venezia Giulia, ma la Regione non deve abbandonare i giovani, già pesantemente colpiti dalla crisi. Il monito arriva dal segretario della Cisl Fvg, Giovanni Fania, alla vigilia del ll’undicesimo congresso CISL regionale.
“E’ chiaro – spiega Fania – che le risorse sono scarsissime e che nel prossimo futuro occorrerà fare scelte drastiche, ma è anche vero che tra le priorità senz’altro dovranno trovare spazio i giovani”. Per la Cisl, infatti, non può essere ignorato che in regione più di 20mila posti di lavoro sono andati persi tra gli under 35. “Un dato che ci preoccupa molto e che dipinge di toni ancor più drammatici l’aumento della disoccupazione”. Tuttavia a mettere in allarme il Sindacato non sono “solo” i numeri, compresi quelli della precarietà (13.500 l’esercito dei collaboratori a progetto in Fvg), ma anche le  ricadute sul senso di futuro dei più giovani. “Il punto di partenza per ridare fiducia – commenta Fania – deve tornare ad essere il lavoro: per questo servono interventi orientati al mercato del lavoro e soprattutto mirati a de-incentivare la flessibilità che si traduce in precarietà”. “I nostri giovani – rincara il segretario cislino – tutt’altro che choosy vanno sostenuti, facilitando l’accesso al lavoro, che oggi purtroppo avviene, non solo attraverso forme di precariato mal retribuite, ma anche in ritardo rispetto a quanto accade all’estero: da noi l’età media del primo impiego è 22 anni, a fronte dei 16 tedeschi e dei 17 inglesi”. Via libera, quindi, al rafforzamento dell’apprendistato professionalizzante, ma anche ad un migliore matching, pure a livello regionale, tra domanda ed offerta di lavoro e alle agevolazioni per le imprese che assumono. Interventi possibilissimi, pur in un periodo di gravi ristrettezze finanziarie, e che per la Cisl devono essere attivati quanto prima, di concerto con le istituzioni e le categorie economiche. In gioco c’è il futuro di giovani, sempre più spaventati, come risulta da un’indagine svolta dalla Cisl e Ial nazionali e che ben ricalca i dati rilevati dal Sindacato anche negli under 35 del Friuli Venezia Giulia. Secondo la ricerca in questione, ben l’84% dei ragazzi risulta spaventato dall’incertezza data dalla precarietà, il 72% dalla temporaneità del lavoro e il 57% dalla continua ricerca di un’occupazione, senza contare – tra i dati più inquietanti emersi – che il 78% ritiene che oggi per entrare nel mondo del lavoro la cosa che conta maggiormente è “conoscere persone che contano”, per il 41% avere un appoggio politico e per il 23% l’aspetto fisico, a fronte di un 49% che, per fortuna, continua a credere ancora nella preparazione, di un 48% che si affida alla motivazione e di un 32% che pensa che l’impegno valga ancora qualcosa. “Altro che schizzinosi – conclude Fania, riportando il dato secondo cui il 71% dei giovani è disposto a fare qualsiasi lavoro purché pagato – quello che ci deve far riflettere, e molto, è che 4 ragazzi su 10, da qui a cinque anni, si vedono con un lavoro non stabile e solo il 22% si immagina pienamente realizzato nella professione”.

CISL FVG: VIA LIBERA ALL’XI CONGRESSO
Ma tra le novità anche una profonda riorganizzazione interna

Aperti ufficialmente i lavori dell’XI congresso della Cisl Friuli Venezia Giulia: a Monfalcone, alla  presenza della segretaria nazionale Anna Maria Furlan, il consiglio generale del Sindacato ha dato il via libera alla sua stagione congressuale, che dalle prossime settimane, fino ad aprile, interesserà tutte le categorie e le unioni territoriali.
Le prime a rinnovare i propri organismi saranno da qui a dicembre le leghe dei pensionati, mentre le categorie andranno alle votazioni da gennaio, seguite dalle unioni territoriali a metà marzo. Bisognerà, invece, aspettare la primavera più inoltrata per il rinnovo dei vertici della Cisl regionale, con la ricandidatura dell’attuale segretario Giovanni Fania.
Tuttavia, a tenere banco nella giornata di ieri non è stato solo il tema congressuale, ma anche la ristrutturazione che attende – così come le strutture del resto d’Italia – anche la Cisl del Friuli Venezia Giulia. “In un momento difficilissimo come quello attuale – spiega il segretario generale Giovanni Fania – come Sindacato crediamo che vadano attuati nuovi modelli di sobrietà, capaci di dare risposte ancor più incisive e concrete alle persone: in questa direzione ci stiamo muovendo come Cisl” “Il nostro obiettivo principale – aggiunge – è essere ancora più vicini ai lavoratori ed ai pensionati, grazie ad un Sindacato ancor più dinamico e presente”. In questo senso, accanto alla regionalizzazione già siglata o in corso della maggior parte delle categorie come, ad esempio, Fai, Fistel, Filca e Fisascat, la prima novità immediata riguarda la fusione di due Ust, vale a dire quella di Gorizia e quella di Trieste. “Si tratta  – spiega Fania – di due territori piuttosto omogenei, non fosse altro perché entrambi confinano con la Slovenia e la
Croazia e già condividono una serie di realtà produttive, come Fincantieri, la cui direzione si trova a Trieste, mentre i cantieri a Monfalcone”. Non più, dunque, soltanto un’ipotesi, ma una fusione deliberata oggi dal Consiglio Generale, che vedrà la luce proprio al congresso del 2013.
“Il nuovo assetto – commenta ancora Fania, annunciando che anche diverse categorie si accorperanno in un’ottica di filiera – è stato determinato anche dalle nuove e impegnative sfide che ci attendono: crisi sempre più trasversali e la necessità di dare risposte non sempre omogenee”. Ed è proprio la crisi a tenere banco durante i lavori del Consiglio generale, assieme alla manovra finanziaria della Giunta. “Ci conforta il fatto che sanità, sociale e lavoro non siano stati sostanzialmente toccati (pur se non adeguati al costo dell’inflazione e quindi, di fatto, decurtati), ma dall’altro lato ci preoccupano le altre poste fortemente snellite”. “Chiediamo – incalza Fania – che venga immediatamente attivato un tavolo di confronto con la Regione e ristabilita una concertazione sana e produttiva per definire le priorità che ci attendono in modo
sistematico e continuativo”. Sul fronte nazionale è, invece, la segretaria confederale Anna Maria Furlan a rilanciare con forza il tema della competitività, elemento mancante del nostro sistema-Paese. “Oggi – dice – ci troviamo ad affrontare la crisi con uno svantaggio enorme, quello, cioè, di essere un Paese che da vent’anni non investe in innovazione e ricerca e che paga un conto altissimo e drammatico di corruzione ed evasione”. Quanto al futuro, sempre Furlan incalza: “Lavoriamo perché l’accordo sulla produttività venga firmato da tutti e portato quanto prima al Governo con immediato scambio di 1,7 miliardi a favore della crescita e dello sviluppo”.

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