24/09/2022

Una sorta di Stato generale della gioventù responsabile, un coordinamento in grado di raccogliere le istanze e i suggerimenti messi a disposizione dagli amministratori pubblici under 40 del Friuli Venezia Giulia per poi, dimostrando la capacità di fare rete, portare i risultati fino al Comitato delle Regioni (CdR) dell’Unione europea e da qui, attraverso il suo presidente, fino ai vertici dell’Ue.

Parte dal Consiglio regionale Fvg, attraverso il suo presidente, una nuova visione per costruire concretamente la nuova Europa che potrà avere un futuro solo se in grado di interpretare esigenze e desideri dei cittadini.

Un punto di partenza, dunque, che prende spunto anche dalla consapevolezza che “la risposta ai numerosi problemi e alle molteplici sfide attuali – ha sottolineato più volte Apostolos Tzitzikostas, presidente del CdR – non è certamente meno Europa ma, bensì, ‘più Europa’. Sia per fermare gli euroscettici, sia per dare le corrette risposte a chi si oggi sente escluso”.

Sono questi, condensando i contenuti del convegno “Dare forma alla casa della democrazia europea”, ospitato nell’aula consiliare di piazza Oberdan a Trieste. ed espressamente dedicato ai giovani amministratori pubblici dei Comuni Fvg. Il dialogo prevedeva infatti il coinvolgimento dei rappresentanti eletti a livello locale nella costruzione della casa comune europea e il contributo di una rete stabile per colmare il gap tra le istituzioni dell’Ue e i cittadini europei.

Il presidente Tzitzikostas, ha assicurato il suo impegno per costruire una nuova Europa “che sia l’Europa delle città e delle regioni. C’è stato un ritardo – ha spiegato – ma ora abbiamo un’occasione unica per rinforzarne funzionamento e legittimità con l’aiuto di sindaci, assessori e consiglieri, migliorando la comunicazione”.

“Dopo pandemie e altre sfide come quella emigratoria – questo l’auspicio espresso da quello che è anche governatore della Regione della Macedonia Centrale – abbiamo bisogno di più e non meno Europa che possa sostenere la cooperazione transfrontaliera (e il Fvg sa bene come farlo) per una risposta ai problemi comuni. Devono prevalere la solidarietà e il rispetto dei valori e dei diritti attraverso le specificità regionali. È necessario basarsi sul principio di sussidiarietà, rispettando le specificità regionali con una regolamentazione migliore”.

In precedenza, era stato il presidente del Cr Fvg a introdurre il concetto della sussidiarietà e ad auspicare un’Europa come casa comune che sappia riconoscere l’importanza delle realtà regionali e locali. Assi portanti dell’evoluzione per il bene comune vanno ricercati nella riattivazione del cosiddetto ascensore sociale, nel rilancio della manifattura locale e in un’alleanza comune. Gli amministratori locali, in tal senso, hanno il compito di operare per prevedere e governare il cambiamento con un nuovo modello di sviluppo territoriale come già avvenuto dopo il terremoto del 1976.

L’assessore regionale alle Finanze con delega anche alla Programmazione europea, dal canto suo, ha puntato il dito sulla necessità di premiare merito e competenza, sottolienando anche la posizione strategica del Friuli Venezia Giulia e nna tradizione di autonomia legislativa, anche a carattere fiscale e tributario, da confermare assolutamente attraverso misure chiare e adottate di concerto con i territori.

Il presidente del Cr del Veneto, capo delegazione italiana presso il Cdr e coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province Autonome, ha detto che se si vuole dare un futuro all’Europa, bisogna farlo ora cambiando passo e riprendendo i principi fondanti che vedevano le autonomie locali quale pilastro.

Particolarmente nutrita la schiera degli ospiti che hanno dato il via agli interventi. Il presidente dell’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – Federazione del Fvg (Aiccre Fvg) ha ricordato come la pandemia stia obbligando istituzioni e cittadini a modificare il modo di rapportarsi con un’Europa che sembra aver ritrovato il senso della solidarietà.

Anche il presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani – sezione del Fvg (Anci Fvg), rappresentando 215 sindaci, ha rimarcato la lunga storia locale di condivisione dei valori europei. Il Fvg è diventato quasi il cuore dell’Europa e i Comuni stessi, enti più vicini alla cittadinanza, hanno saputo scrivere pagine importanti di collaborazione e integrazione con le realtà vicine delle quali Go! 2025 costituisce un chiaro esempio.

La presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna del Fvg (Crpo Fvg) ha richiamato l’attenzione sulla necessità di pervenire a una piena parità di genere, giacché rimangono ancora profonde disuguaglianze tra uomini e donne.

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