Il verde e i silenzi dei pascoli di montagna, i gesti antichi tramandati di generazione in generazione e la passione dei malgari che resistono tra tradizione e nuove sfide contemporanee. Sono i protagonisti dell’attesa Asta dei Formaggi, nuovo appuntamento che si inserisce quest’anno nel già ricco calendario della 31a edizione di Friuli Doc. L’appuntamento è per domenica 14 settembre alle 16 nella suggestiva cornice della Loggia del Lionello, dove i migliori prodotti caseari delle terre alte saranno battuti all’incanto in un evento che unisce cultura, gastronomia e solidarietà.
Ogni forma racconta una storia. Storie di pascoli curati con dedizione, di mandrie condotte tra i prati alpini, di mani esperte che trasformano il latte fresco in un tesoro da custodire e tramandare. Sono circa quaranta oggi le malghe ancora produttive in Friuli Venezia Giulia, veri presidi di biodiversità e tradizione che rappresentano un patrimonio inestimabile. Qui la vita scorre al ritmo delle stagioni e delle fatiche quotidiane, tra l’alba e il rientro del bestiame, con la consapevolezza che ogni anno porta con sé nuove sfide, dal cambiamento climatico ai predatori, fino alle condizioni sempre più complesse per chi sceglie di restare a presidiare le terre alte. Sfide che, anziché scoraggiare, alimentano la determinazione dei malgari, capaci di trasformare difficoltà e sacrifici in un prodotto che è simbolo identitario di un intero territorio.
L’asta, curata dalla Cooperativa Malghesi, diventa così un momento di incontro e di valorizzazione. Le forme selezionate provengono da differenti malghe e racchiudono sfumature di gusto che cambiano da valle a valle, da famiglia a famiglia. Ogni assaggio è diverso, ogni forma è unica, espressione di un equilibrio irripetibile tra natura, clima, erbe e mani sapienti. Partecipare significa portarsi a casa non solo un prodotto d’eccellenza, ma anche il racconto vivo di una comunità che resiste e innova. L’incanto delle forme non sarà quindi soltanto un gioco di rilanci e aggiudicazioni, ma sarà soprattutto un gesto di sostegno concreto a chi tiene viva un’arte antica e la consegna al futuro.






