19/09/2021

Il portavoce del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Cristian Sergo, constesta duramente la risposta ricevuta dalla giunta Serracchiani sulla capacità di trasporto rete elettrica regionale.
Una interrogazione che si ricollega all’utilità e attualità dell’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia in fase di costruzione.

“L’elettrodotto, lungo ben 39 km, avrà una capacità di trasporto quasi doppia rispetto al flusso medio dell’intera regione. Sulle reali motivazioni che stanno alla base di quest’opera, la Giunta
Serracchiani continua a prendere in giro i cittadini del Friuli Venezia Giulia – sottinea Sergo -arrivando a citare il Programma triennale di sviluppo del 2002, vecchio quindi di 14 anni, e confermando la futura realizzazione dell’elettrodotto sottomarino di ben 1 GW tra Divaca, in Slovenia, e Salgareda, in provincia di Treviso. Un impianto che da solo finirà per sopperire all’energia esportata dalla regione FVG. Senza rendersene conto, l’assessore Vito ha
confermato in Aula l’assoluta inutilità dell’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia che con i suoi piloni sta devastando il territorio del Friuli Venezia Giulia”.

“Negli ultimi due anni è stata raddoppiata l’energia elettrica prodotta dalle centraline autorizzate dalla Regione – ha ricordato Sergo. Inoltre oggi abbiamo il fotovoltaico e molte altre possibilità. Senza scordare che addirittura Terna, nelle sue rilevazioni statistiche riportate anche nel procedimento di Via, ha dovuto ammettere che dal 2008 al 2014 l’energia richiesta nella regione FVG si sia ridotta di 891 GWh al pari del dato nazionale. Una richiesta di energia che si è ridotta quindi dell’8,5%. Dati che dimostrano ampiamente quanto quest’opera non
sia giustificabile neanche dal punto di vista del fabbisogno energetico”.

“In Calabria e in Sicilia – ha aggiunto il portavoce del M5S – altri impianti simili all’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia sono stati giustamente interrati per mitigare il fortissimo impatto sul territorio. Qui invece si procede a marce forzate, con l’obiettivo di innalzare quanto prima gli ultimi piloni nonostante i pronunciamenti contrari da parte del ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo e del Consiglio di Stato, che hanno dato ragione ai cittadini, ai comitati e a quei sindaci ribelli che stanno orgogliosamente difendendo il
paesaggio della nostra regione”.

“Questa maggioranza che sostiene la Giunta che ha espresso parere favorevole di compatibilità all’opera, prima ci ha negato una Commissione speciale sull’energia all’inizio legislatura, bocciando una nostra mozione poi, più recentemente, non ha accolto la nostra richiesta di audizione dei vertici della multinazionale in IV Commissione. Eppure era stato il ministero dell’Ambiente a chiedere ai proponenti di tener conto del mutato contesto rispetto agli anni in cui è stato proposto il progetto. “È ora di smetterla – conclude l’esponente M5S – e dimostrare una volta per tutte, numeri alla mano, perché l’elettrodotto si debba comunque fare. Costi quel costi”.

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