16/05/2021

Protagonista di una serie di efferati atti di sangue che lo renderanno tristemente celebre. Tutto iniziò esattamente 40 anni fa, in una notte di aprile del 1981, all’età di 19 anni, Roberto Succo, la cui famiglia era originaria delle Valli del Natisone, commise il suo primo crimine. Uccise i genitori, accoltellando per 32 volte la madre Maria e, dopo averne atteso il rientro a casa per tutto il giorno, colpì col retro di un’accetta il padre Nazario. In seguito continuò ad uccidere, oltre a una lunga serie di stupri, aggressioni, furti e rapine compiuti anche all’estero. Proprio all’uscita di una pizzeria a San Pietro al Natisone (UD), il ragazzo (passato alla storia come l’assassino della luna piena, il killer dagli occhi di ghiaccio e non solo) fu fermato e arrestato, per la prima volta. 

Condannato a 10 anni di reclusione e internato nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, il 17 maggio 1986 approfittando di un permesso, fuggì dall’ospedale e fece perdere le sue tracce. Succo era stato un detenuto modello, si era diplomato e sembrava aver ritrovato un certo equilibrio mentale. Dopo la fuga si rifugiò in Francia con documenti falsi. Qui commise almeno altri sei omicidi. Dalla Francia attraversò la Svizzera, tornò in Italia e il 28 febbraio 1988 fu nuovamente arrestato dalla polizia italiana a Santa Lucia di Piave (TV). Tentò nuovamente di evadere dal carcere di Treviso e nuovamente dichiarato irresponsabile dagli psichiatri, diagnosticato come “schizofrenico paranoico”. Nella notte tra il 22 e il 23 maggio 1988, nel carcere di Vicenza fu trovato morto, soffocato con un sacchetto di plastica riempito di gas. 

Questo killer di fama internazionale fu già soggetto di un libro di Pascale Froment (Roberto Succo – Histoire vraie d’un assassin sans raison) e un film di Cedric Kahn (Roberto Succo) in Francia e distribuiti in tutto il mondo, usciti ambedue vent’anni fa, senza grande successo di pubblico. Poi ci fu la rappresentazione teatrale “Roberto Zucco”, unica opera di Bernard-Marie Koltès ispirata da un fatto reale, anche se volle modificare leggermente il cognome del criminale pluriomicida cui si riferì. 

Ispirandosi alla sceneggiatura di Koltes, reinterpretandola con spirito giovane, lo scorso anno, in Friuli Venezia Giulia, misero in scena lo spettacolo teatrale “Buio 1981″ poi bloccato dall’emergenza pandemica. Il grande lavoro di ricerca svolto per la preparazione dello spettacolo dedicato a Roberto Succo, insieme ai Lockdown imposti, ha spinto lo sceneggiatore Alessandro Di Pauli e l’artista Chiara Signorini Gremigni a realizzare una graphic novel che finisce esattamente nel punto in cui inizia la rappresentazione teatrale. 

Ora è disponibile questo libro “Buio 1981 – Una graphic novel raccontata nell’oscurità”, prodotto da “Servi di Scena” e “MateâriuM”. Libro a colori che ripercorre le atmosfere di un’epoca contraddistinta da sfarzo e decadenza, luci e ombre. Acquistabile online sul sito www.matearium.it e nelle librerie W. Meister di San Daniele e Kobo Shop di Udine. 

All’interno della graphic novel i testi e le illustrazioni ripercorrono le tappe che hanno trasformato la vita di un adolescente, in uno degli incubi che hanno ossessionato il nord-est d’Italia e parte dell’Europa durante i primi anni ‘80. Pagina dopo pagina Roberto Succo diviene il simbolo di una forza oscura e incontrollata che popola la notte con la sua presenza inquietante. Il progetto editoriale è accompagnato anche da una serie di proposte musicali, tutte rigorosamente del 1981, che aiutano il lettore a immergersi nelle atmosfere del tempo. 

Tutto è nato dal foglio di sala per lo spettacolo teatrale in lavorazione. Poi ogni cosa si è fermata. Così, quelle quattro facciate, si sono trasformate in qualcosa di diverso e imprevisto. Una graphic novel con le illustrazioni di Chiara Signorini Gremigni (diplomata al Liceo Artistico “G. Sello” di Udine, attualmente studia fumetto alla Scuola Internazionale di Comics a Padova), la grafica e l’impaginazione di Adele Costalunga e la consulenza editoriale di Manuela Malisano & Paolo Nikli della W. Meister & Co. Editori. 

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