Trieste, gen 23 – “No alla restaurazione delle Province. È la posizione condivisa dalle Opposizioni in Consiglio regionale in merito alla proposta di legge costituzionale 19 ‘Modifiche alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia) in materia di enti locali’, all’esame della V Commissione consiliare”.
Lo fanno sapere, in una nota, tutti i consiglieri di Minoranza, che si dicono “fortemente critici sul ripristino degli enti intermedi voluto dal Centrodestra.

“Davvero i cittadini e le imprese di questa regione non sentivano il bisogno di nuovo assessori e nuovi consiglieri provinciali e di ulteriori livelli burocratici. “Il presidente Fedriga e l’assessore Roberti ci riportano nel passato rispolverando le Province inventate da Napoleone Bonaparte”, afferma Francesco Russo (Pd).
“È sintomatico – sostiene Mauro Cappozzella, capogruppo del Movimento 5 Stelle – che le difficoltà strutturali che il sistema Regione si trova ad affrontare ad oggi sono rappresentate dalla sanità e in particolare dalla sanità territoriale, che di fatto è stata azzerata, e le infrastrutture, ma nessuna delle due è stata mai una competenza delle Province, la cui rinascita non apporterà dunque alcun beneficio”.
Ricostituire le Province com’erano prima della loro abolizione è un errore. Si tratta di un ritorno al passato – commenta Giampaolo Bidoli (Patto per l’Autonomia) – in alternativa a quello che definisce l’ennesimo poltronificio sono auspicabili forme diverse di riorganizzazione delle autonomie locali.
“Siamo contrari alla reintroduzione dell’ente Provincia. Non porterà soluzioni e semplificazioni per i Comuni e i cittadini – afferma Tiziano Centis (Civica Fvg) -. I Comuni devono avere risposte e risorse per migliorare i servizi verso i propri cittadini e non un ulteriore ente che incaglia e rende tutto più complicato”.



“Per una Regione piccola e poco popolosa come la nostra – dichiara Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) -, un livello di area vasta quale quello delle Province storiche è superfluo. Andrebbe piuttosto fatta una riforma che dia maggiore autonomia alle Comunità di Comuni (ex Uti). Il livello che manca in regione è quello sovracomunale. Ma mantenere l’attuale polverizzazione del territorio in oltre 200 Comuni e sperare che 4 nuovi enti permettano di superare l’attuale deficit di coordinamento è impossibile”.







