Leonardo di ser Piero da Vinci è il personaggio storico cui è più difficile affibbiare un titolo, una categoria, una professione. Credo il termine più calzante sia “genio”. Ha inventato, progettato, realizzato e scoperto talmente tante cose diverse da impegnare un intero corso di studi, senza riuscire a comprendere pienamente il suo ingegno e talento universale.
Lui che non poté studiare, non imparò mai il latino, incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme d’espressione nei più disparati campi dell’arte e dell’apprendimento, solo grazie alla sua passione e curiosità. Architetto e scultore, disegnatore e scenografo, anatomista e musicista, progettista e inventore.
Probabilmente la stragrande maggioranza delle persone collega nella memoria il nome di Leonardo da Vinci all’Uomo Vitruviano, studio di proporzionalità di un corpo umano, esposto nelle gallerie dell’Accademia di Venezia. Attraverso il suo bagaglio di conoscenze d’anatomia, ottica e geometria Leonardo arricchì l’intuizione vitruviana, arrivando a un modello proporzionale che rappresentava il più alto segno dell’armonia divina, “colta e condivisa dall’arte suprema del saper vedere”.
Altre opere molto note sono sicuramente “la macchina volante” Il Grande Nibbio, descritta nel Codice del Volo, ovvero il dipinto dell’ultima cena, ma indiscutibilmente tra le centinaia di lavori spicca per notorietà universale “La Gioconda”, nota anche come Monna Lisa, un dipinto a olio su tavola di pioppo.
Grazie all’artista Piero de Martin e al sindaco di Codroipo Fabio Marchetti, a Codroipo è stata allestita una mostra presso l’atelier de Martin con alcuni organi realizzati dallo strumentaio e liutaio Mario Buonoconto. L’esposizione sarà disponibile gratuitamente sino all’11 dicembre prossimo. Il professor Enzo Santese ha narrato la storia e l’importanza della realizzazione, raccontando aneddoti rilevanti e curiosi, con profonda ammirazione per l’esposizione di Codroipo.
Assecondando la sua passione per gli strumenti antichi, Mario Buonoconto ha seguito una traccia che lo ha portato sino a Madrid dove avevano realizzato un organo portativo su progetto di Leonardo da Vinci. Buonoconto da anni perseguiva il desiderio di realizzare strumenti del 1400 che oggi possiamo definire antesignani delle fisarmoniche, con circa quattrocento anni d’anticipo.
La mostra, sicuramente di grande attrattiva per chiunque voglia avvicinarsi al poliedrico genio di Leonardo, ha avuto anche un evento inaugurale presso la sala consigliare del municipio di Codroipo. Piero de Martin ha presentato il professor Enzo Santese, critico d’arte, il realizzatore dell’opera Mario Buonoconto, il musicista Denis Biasin (strumenti musicali ad Azzano Decimo – Pordenone) che insieme al maestro Sebastiano Zorza hanno eseguito alcuni brani con questo strano strumento. Un organo a tutti gli effetti, di dimensioni ridotte, con tastiera verticale e canne superiori oblique, molto originale come pensato da Leonardo da Vinci.
Emise un suono strano, cupo, debole e caratterizzato da toni lievi, che ci immersero nelle sonorità del medioevo, molto diverse da quelle contemporanee. Come illustrato dal maestro organaro Gustavo Zanin nel suo estemporaneo quanto gradito intervento, oggi subiamo un inquinamento acustico costante, funesto, nocivo, che non ci consente di apprezzare i suoni che nella tranquillità dei tempi remoti rappresentavano la normalità.
Mario Buonoconto di Majano (UD) dopo gli studi tecnici a Buenos Aires, approfondì lo studio della musica e degli strumenti musicali. Rientrato in Italia, iniziò il suo lavoro di ricerca e riproduzione di strumenti antichi. Scoprendo un organo realizzato sul progetto di Leonardo contenuto nel “Codice di Madrid”, che però non funzionava, si volle impegnare nel realizzare lui lo strumento. Scoprì che Leonardo da Vinci utilizzava una sorta di copyright: nei suoi progetti c’è un errore che non consente di utilizzare i suoi disegni per costruire, se non si conosce “la chiave”. Trovando e omettendo l’errore, Buonoconto è riuscito a costruire gli strumenti funzionanti rispettando interamente gli intendimenti di Leonardo.
L’esposizione a Codroipo rimarrà aperta sino all’11 dicembre 2016 con alcuni di questi strumenti pensati e realizzati nel 1400, ora riprodotti fedelmente, nella galleria d’arte De Martin (nonostante i danni subiti per un furto)insieme alle opere del padrone di casa, tra cui si possono ammirare i quadri realizzati dal professore sul tema musicale, proprio per l’occasione, oltre a tutti i prodotti in materiali preziosi che non sono stati rubati.
Marco Mascioli







