17/06/2024

La notizia è questa, nella sua asciuttezza e con il botto di un fulmine a ciel sereno, o quasi: Fantasy Way, società detentrice delle frequenze della storica radio Fantasy è fallita. (procedura n.27/2017   con dichiarazione depositata il 26 maggio 2017). Si dilegua un altro pezzo della radiofonia locale, in precedenza era stata radio Metro a dare forfait, che lascia ulteriormente orfano il Friuli Venezia Giulia in un settore, quello radiofonico, tutt’altro che sofferente in Italia, se guardiamo al suo grado di tenuta rispetto ad altri media. Radio Fantasy, che voleva essere la radio tra la gente, dinamica e legata al territorio (si legge su internet), per ora continua le trasmissioni, in attesa del suo destino messo nelle mani del curatore fallimentare, che si occuperà anche degli  importanti canali in Fm  che questa emittente può vantare nel suo patrimonio, sei per la precisione, di cui uno splendido 90,700 MHz, come da censimento consultabile  sul sito di AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

Frequenze che ora verranno messe sul mercato nell’ambito di una procedura fallimentare e non di una volontà imprenditoriale, e c’è da aspettarsi che i big players della radiofonia nazionale non tardino a farsi avanti. A meno che non si creino cordate di imprenditori locali, disponibili a mantenere “regionale” questa storica emittente…ma se guardiamo al passato, c’è ben poco da sperare.

Rattrista il fatto che il territorio regionale si impoverisca nel settore della comunicazione locale, che invece andrebbe valorizzata, per mantenere frequenze e, soprattutto, “microfoni” sul territorio, per mantenere canali alternativi al “monopolismo” pubblico e per rispondere alle “oligarchie nazional private ”, rappresentate dai grandi gruppi radiofonici milanesi e romani che, con la provincia italiana non hanno niente a che fare, se non per “sfruttarla” ai fini di rappresentare sé stessi, attraverso format nazional-popolari calati dall’alto, e questo vale sia per le trasmissioni che per gli eventi.

Se affiniamo lo sguardo con la lente di ingrandimento , possiamo almeno affermare che il vicino Veneto se l’è giocata molto meglio nel settore radiofonico. Sono presenti gruppi editoriali,solidi per numeri d’ascolto e fatturati, che hanno conquistato gradimento e importanti fette di mercato anche in Friuli Venezia Giulia. La speranza è che, almeno dal Veneto, ci sia qualche dichiarazione d’interesse e, magari, qualche “volontà” di lasciare microfoni sul territorio, oltre a prendersi le frequenze a buon mercato. In fondo, il Veneto è parte di quella Euroregione senza confini, che con il Friuli Venezia Giulia e la Carinzia, dovrebbe esprimersi “in sintonia”.

Gianfranco Biondi

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