Commozione, solidarietà e indignazione. E’ stato tutto questo l’affollato evento in piazza di Udine, come molti altri nelle piazze italiane, organizzato dall’associazione Ucraina-Friuli di Codroipo, con il sostegno dei sindacati e presenti diversi rappresentanti del mondo politico e istituzionale. Renata Della Ricca, Segretaria Ast-CISL di Udine, che ha collaborato attivamente alla riuscita dell’evento, ha parlato di azione grave ed inaudita nei confronti dell’Ucraina ed auspica che le truppe si ritirino quanto prima dai confini ucraini, ridando voce alla diploamazia. La più grande solidarietà e vicinanza – ha detto Della Ricca – alla vasta comunità ucraina in Italia, formata prevalentemente da donne che lavorano nelle nostre famiglie. Sostegno ed accoglienza per i profughi di questa guerra e sanzioni esemplari per chi l’ha voluta.” Siamo costernati, non avremo mai voluto vedere scritte queste pagine di storia che stanno calpestando i diritti e la dignità di un popolo e che richiedono una risposta ferma e concreta”, ha detto accorato l’assessore comunale Fabrizio Cigolot, subito dopo seguito dal consigliere regionale Christiano Shaurli che si è richiamato all’articolo 11 della Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie e che Putin non rispetta come non rispetta pace, democrazia e diplomazia. Oggi c’è un Paese aggredito e uno che aggredisce, al di là di qualsiasi distinguo. Sono necessarie sanzioni durissime- ha aggiunto Shaurli, qui è in gioco la democrazia, tutto ciò che abbiamo costruito nel dopoguerra e la capacità dell’occidente di evitare le guerre.
Il sindaco di Povoletto Giuliano Castenetto ha definito Putin un dittatore trasformatosi in un criminale di guerra, che fa sparare sulla popolazione civile. La Russia è guidata da un governo criminale ma il popolo russo non lo è. Il consigliere regionale Furio Honsell, presente anche la consigliera regionale Mariagrazia Santoro, ha ricordato che l’occidente ha sbagliato 8 anni fa, quando ha chiuso gli occhi e ha voltato le spalle per interessi economici alla Cecenia e a Grozny, la città più devastata nella storia recente. E a ordinarlo è stato Putin. Sapevamo che era un dittatore ma non abbiamo fatto niente, ha ripetuto più volte Honsell. Anche dai rappresentanti sindacali si è levata la ferma condanna per l’ignobile attacco all’Ucraina e tutta la vicinanza al popolo ucraino. Dalle testimonianze di ucraini che hanno preso la parola, il ricordo delle atrocità accadute in Cecenia e la condanna per la chiusura dell’associazione Memorial in Russia e per le altre associcazioni perseguitate dsa Putin in Russia come quella delle madri dei soldati morti sui fronti. Dalla piazza anche il dispiacere per le prese di posizione di associazioni pacifiste e femministe occidentali che hanno attribuito la colpa di tutto quello che sta accadendo alla volontà di allargamento della Nato o a gruppi neonazisti ucraini invece di considerare che i filorussi dell’Ucraina sono criminali governati da banditi.
L’associazione Ucraina-Friuli.it sta raccogliendo fondi da destinare alle fondazioni russe “Torna vivo” e “Ospedalieri”, quest’ultima fondata nel 2008 da una ragazza di 19 anni per fornire medicinali ai ragazzi ucraini partiti nel 2008 per il Donbass con le sole scarpe da ginnastica ai piedi per difendere la loro patria…












