17/04/2024

Sarà Franz Fischler, Commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale dal 1995 al 2004 e ministro per l’agricoltura dell’Austria dal 1989 al 1994, a tenere una lezione pubblica su “Sfide e opportunità per il settore agro-alimentare friulano nel nuovo contesto globale” in occasione dell’evento “Le prospettive dell’agricoltura tra tradizione e innovazione” che si inserisce nella serie di iniziative “Il futuro dell’Europa e lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia” organizzate dal corso di laurea magistrale in Cittadinanza, istituzioni e politiche europee del dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Udine.

L’evento, che si terrà lunedì 8 aprile alle 16 nell’Aula 3 Strassoldo del Polo economico-giuridico dell’ateneo friulano, in via Tomadini 30 a Udine, si aprirà con i saluti del rettore Roberto Pinton, di Elena D’Orlando, direttrice del dipartimento di Scienze giuridiche, di Luciano Nonis, direttore della Fondazione Friuli e di Claudio Cressati, direttore vicario del dipartimento di Scienze giuridiche. I temi della lezione di Fischler saranno poi discussi in una tavola rotonda a cui interverranno docenti dell’Università di Udine, come Silvia Bolognini, Francesco Marangon, Antonio Massarutto, Michele Morgante, rappresentanti della società civile come Claudio Filipuzzi, presidente della Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, Giovanni Giavedoni, presidente di Confagricoltura Udine e presidente della Camera civile degli avvocati di Udine e Phillip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Friuli Venezia Giulia, esponenti istituzionali come Corrado Pirzio Biroli, già capo di gabinetto alla Commissione europea, Serena Tarangioli, dirigente tecnologo del CREA Politiche e Bioeconomia e l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier. Modererà il giornalista Rossano Cattivello.

La riforma Fischler del 2003 modificò l’assetto della politica agricola comune, mettendo fine all’epoca dei sussidi legati alle produzioni e introducendo il cosiddetto decoupling. Tutte le imprese agricole possono ricevere pagamenti unici diretti, calcolati in modo diverso, ma comunque condizionati al rispetto di standard ambientali e di protezione degli animali, di sicurezza alimentare e di sicurezza sul posto di lavoro, di buone condizioni agronomiche ed ecologiche (i cosiddetti cross compliance). La riforma ha aperto la strada a una progressiva evoluzione della Politica Agricola Comune nell’ottica di una maggiore tutela del consumatore e degli obiettivi di un’Europa più verde e di una crescita sostenibile.

Che bilancio si può fare di questa riforma dopo vent’anni? Che effetti ha avuto nelle regioni europee, e in Friuli Venezia Giulia in particolare? Che scenari si aprono di fronte alle evoluzioni che sono avvenute nel frattempo? Che correttivi sono ora necessari per rispondere alle nuove sfide globali? Sono soltanto alcune delle domande a cui si tenterà di dare una risposta durante l’incontro che affronterà alcune questioni fondamentali relative alla politica agricola dell’Unione europea e ai suoi effetti sul Friuli Venezia Giulia.

La competizione internazionale, le guerre, i processi migratori stanno cambiando la posizione dell’Europa sullo scacchiere globale.

L’Unione europea si sta ripensando per tentare di gestire questi cambiamenti: rivede i trattati, riforma le istituzioni e spinge sull’allargamento. Che effetti avranno questi processi sulla Regione Friuli Venezia Giulia? Come possono fare sentire le loro voci le realtà locali in scelte tanto importanti per il loro destino? Che strategie mette in atto l’Unione europea per rispondere alla competitività globale e come si possono sfruttare, a livello locale, le opportunità che essa offre? Negli incontri sul futuro dell’Europa e della regione si affronteranno queste domande da vari punti di vista: della politica, del welfare, della produzione agricola e industriale e dell’innovazione sociale basata sulla conoscenza. La serie di incontri, organizzata in collaborazione con la Fondazione Friuli, intende mette al servizio del territorio le risorse scientifiche e didattiche della laurea magistrale in Cittadinanza, istituzioni e politiche europee: le competenze professionali che essa forma sono cruciali per lo sviluppo della regione nel contesto della competizione globale.

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