14/07/2024

Un progetto che prevede percorsi di integrazione per gli extracomunicatri, già passato in gunta comunale a Udine il 26 ottobre, prevede di coinvolgere circa 250 persone in attività formative di cui una parte riservata a corsi di lingua italiana e sicurezza, una parte a micro cantieri didattici.

Saranno circa 250 le persone coinvolte in attività formative di cui una parte riservata a corsi di lingua italiana e sicurezza, una parte a micro cantieri didattici. la capogruppo del Pd cittadono , Monica Paviotti che ha collaborato con l’assessore Antonella Nonino, per tutti gli aspetti strutturali, organizzativi e tecnico-burocratici volti alla predisposizione di progetti per l’impiego di richiedenti asilo in lavori socialmente utili. ha spiegato gli aspetti pratici di quanto verrà realizzato.

«Sono previsti due laboratori. Un primo indirizzo, dedicato a circa 50 persone che attualmente si trovano nelle ex caserme Cavarzerani e Friuli, prevedrà dei corsi-laboratorio in occasione dei quali verranno date nozioni di lingua italiana, sicurezza, salute ed educazione civica. A occuparsene la Croce Rossa. Il secondo percorso –prcisa la capogruppo – coinvolgerà un più cospicuo numero di soggetti. Saranno infatti circa 225 le persone (in accoglienza nel sistema AURA) coinvolte in attività formative di cui una parte riservata a corsi di lingua italiana e sicurezza, una parte a micro cantieri didattici.

Entrambi i progetti partiranno dal gennaio 2017 e dureranno sei mesi Avranno un nome significativo: “percorsi laboratoriali dell’imparare facendo, finalizzati allo svolgimento di attività di cura del patrimonio pubblico”.

In quanto alle spese sostenute per il progetto, saranno a carico delle associazioni partner del Comune ma rimborsate completamente dalla Regione Fvg. I migranti saranno quindi impegnati in attività volontarie e gratuite come la pulizia dei marciapiedi, lo svuotamento dei cestini, la sistemazione del verde pubblico.

Paviotti ha inoltre voluto evidenziare un altro aspetto importante: «Tutte queste attività non andranno in alcun modo a modificare o compromettere gli appalti attualmente in essere con le ditte che si occupano di questi ambiti perché si tratta di “secondi passaggi”, svolti in orari differenti che vanno ad aumentare il livello qualitativo del servizio già svolto».

La speranza è inoltre quella che il fenomeno dei richiedenti asilo venga vissuto con meno preoccupazione dalla popolazione udinese. Dal canto loro i migranti potranno «sentirsi utili nell’ambito della comunità che li ha accolti e acquisire competenze spendibili al termine del percorso di accoglienza».

 

(NDR) Agire concretamente con progetti percorribili per favorire ed accelerare l’integrazione attiva dei profughi è un imperativo. Costoso anche questo come, del resto, tutta la macchina del soccorso e dell’accoglienza emergenziale. L’inattività e non integrazione protratte nel tempo hanno conseguenze destabilizzanti e, potenzialmente pericolose, per tutti. I progetti “sperimentali”, come descritti nell’articolo, devono trasformarsi nella “norma ferrea” che pone il discrimine tra chi veramente si impegna ad imparare ed accettare le regole culturali di comune convivenza del paese ospitante, che diventerà la sua patria adottiva, e quelli che, invece, non intendono farlo. In questo senso, un passaggio chiave, è l’insegnamento puntuale della lingua italiana, prima di tutto il resto, ancora prima dei laboratori di qualsiasi tipo. Poi segue l’insegnamento di discipline professionalizzanti che, in qualche modo, creino le precondizioni dell a dignità del “lavoro retribuito”. il lavoro “volontario e gratuito”, a compensazione dei servizi di accoglienza o per far far sentire utile chi è ospitato, non è eticamente percorribile e rischia di innescare meccanismi discriminatori. In altri paesi non esistono formule di lavoro gratuito in cambio di…qualcosa. Si lavora, si viene pagati e con questi soldi si paga l’ospitalità. E’ una questione di responsabilità e coscienza nella quantificazione valoriale sia del lavoro che una persona fa che dei servizi che, in cambio di una valore, riceve…premettendo doverore giustificazioni ad un clima di caos e, in molti casi, di squallido profitto che si è venuto putroppo a creare a causa delle dimensioni del fenomeno, quanto più presto verranno messi a punto “rigidi sistemi di accoglienza” basati sull’accesso di tipo culturale tanta più percezione avremo che questi profughi ciondolanti altro non sono che “studenti che stanno imparando” perchè costretti a farlo dalla mattina alla sera… e così non ci sarebbe più tanto senso di fastidio.

GFR

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