02/12/2022

Il recente incidente del Canale di Suez e la pandemia in corso, non hanno portato ripercussioni negative sui traffici container del porto di Trieste nel primo quadrimestre del 2021: la variazione positiva sfiora il + 4%

La virata al rialzo dei primi quattro mesi vede sul podio il comparto RO-RO che consolida il suo andamento positivo (+31,93%) In controtendenza le rinfuse solide (- 9,06%), e la flessione delle rinfuse liquide (-17,65%).

Quest’ultima perdita, ha inciso sui volumi totali del quadrimestre ( -9,55%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I valori del singolo mese di aprile però fanno già intravedere incoraggianti segnali di ripresa del segmento delle rinfuse liquide (+24,64%), generando immediato beneficio a cascata sui volumi complessivi dello scalo giuliano, che per la prima volta dopo la pandemia evidenziano una crescita a doppia cifra (+20,44%), sul mese di aprile dell’anno scorso.

Per quanto riguarda la movimentazione ferroviaria il network del porto di Trieste che conta su più di 200 partenze settimanali via treno verso tutta Europa, ha continuato ad ampliarsi nel periodo della pandemia con il rafforzamento di alcune linee dirette in Austria e il lancio di un nuovo servizio verso Norimberga in Germania. Ma solo ora si vede un vero recupero dei numeri, con ritorno sui livelli del pre-Covid: 3.045 sono stati infatti i treni operati nei primi quattro mesi (+8,52%), ma è sul sul singolo mese di aprile che il rialzo è ancor più evidente (+ 40,40%).
Focalizzandosi sul porto di Monfalcone, la movimentazione nei primi quattro mesi a Portorosega è stata pari a -11,30% . Il decremento è riconducibile al settore delle merci varie (-22,65% ) e a quello delle rinfuse solide ( -5,40%). Va evidenziato il dato positivo della sottocategoria dei prodotti metallurgici (+1,93% ) che con 630.926 tonnellate, rappresenta il 93,35% delle rinfuse solide movimentate ed il 65,50% del volume complessivo dello scalo monfalconese. Rassicuranti segnali di ripresa per il settore contenitori (+30,59%) e 286 TEU; negativo invece il comparto veicoli commerciali (-3,52%) con 27.248 unità transitate, su cui hanno pesato le difficoltà di approvvigionamento di materie prime e componentistica elettronica, di cui sta risentendo l’industria automobilistica e il suo indotto.

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