21/05/2024

Stanno arrivando dall’Austria le prime adesioni alla procedura di petizione prevista dall’articolo 227 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che il Movimento Trieste Libera ha avviato, aprendo così il contenzioso internazionale sull’attuale Free Territory of Trieste (FTT) e sul suo Porto Franco Internazionale davanti al Parlamento Europeo e, per suo tramite, al’attenzione della Commissione Europea.
Le adesioni dall’Astria, che si aggiungeranno a quelle di cittadini ed organizzazioni che sostengono lo status di porto franco internazionale,si devono al fatto che l’Austria ha forti legami storici con Trieste (1382-1918) e ne ha fondato il Porto Franco nel 1719.

L’attuale FTT, creato con la Risoluzione n. 16/1947 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dal Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 nel previsto Regime Provvisorio di governo è affidato dal 1954 all’amministrazione civile provvisoria del Governo (non dello Stato) italiano, che lo ha aggregato dal 1957 all’UE (allora CEE) secondo l’articolo 355.3 TFUE, quale Territorio europeo del quale uno Stato membro ha assunto provvisoriamente la rappresentanza estera senza averne la sovranità.

La petizione denuncia che il Governo italiano amministratore ha violato il diritto dell’UE ed il diritto internazionale omettendo di stipulare gli accordi necessari per rendere esecutiva tale aggregazione, come per le procedure di adesione e di associazione all’UE, e simulando che il Free Territory of Trieste ed il suo Porto Franco internazionale appartengano allo Stato italiano, così danneggiando gravemente sia la popolazione amministrata, sia gli Stati dell’UE e del resto del mondo che hanno diritti generali e speciali sul Porto Franco internazionale di Trieste.

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