19/08/2022

Al Governatore leghista del Friuli Venezia Giulia certo non manca la dialettica ed eloquenza e di conseguenza mi pare alquanto bizzarro che abbia scelto di sottrarsi ad un botta e risposta di persona, anche aspro, guardando negli occhi e davanti a giornalisti e pubblico il direttore artistico del festival Mittelfest. Il silenzio ( e assenza), almeno in questo caso non è d’oro o non segue la aurea regola che sia meglio tacere che dire stupidaggini. Ci sono delle “legittimità” di posizione che vanno ribadite e, se si crede di aver ragione, vanno anche sbattute in faccia a muso duro. Scappare non giova alla salute politica e al consenso, soprattutto perché esistono le opposizioni, alle quali il Governatore ha fornito grasso colante. La diatriba politica intorno a muri e Carole varie, costruita su imprecisioni, mezze verità e mezze falsità, inesattezze e superficialismi ( per esempio sulla lunghezza del muro o sulla nuova eroina indagata Carola che vorrebbero premiare a Parigi, a Napoli e a Firenze ma di cui non sappiamo esattamente cosa e chi rappresenti), alla fine ha “deturpato pesantemente ” l’avvio del Festival.

Il centro sinistra, attraverso le prese di posizione del segretario regionale del Pd Cristiano Shaurli e della parlamentare Debora Serracchiani, ne ha subito approfittato, sfoderando una difesa del Festival basata su principi generali , difficilmente non condivisibili, per poter accusare Governatore e Giunta di intromettere la politica allo scopo di allineare l’arte e di imperdire la libertà di espressione degli artisti, di tradire lo spirito del Mittelefest che nasce per mettere assieme le diversità, per voler imporre censure e pensiero unico agli artisti.

“L’arte dovrebbe essere tutelata in modo particolare, altrimenti dal ‘qui non si parla di politica’ all’Arte di Stato o allo zdanovismo sovietico c’è un passo”, ha dichiarato Serracchiani, aggiungendo che “La politica ha sempre ispirato gli artisti e da loro ci aspettiamo di essere messi in discussione, che ci facciano riflettere, non che suonino il piffero a Salvini”.

Personalmente credo (almeno spero) che nella “visione” del Governatore non ci sia spazio per lo zdanovismo sovietico in salsa leghista e non ci sia la strategia del tappare la bocca agli artisti. E’ però doveroso che la politica lasci esternare ma anche risponda alle “provocazioni legittime dell’arte”, e questo si può fare con l’esercizio della parola e non del silenzio.

GFB

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