02/12/2022

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La Pitina, tipicità affumicata  unica ed inimitabile  delle valli pordenonesi, a base oggi di carni di pecora e capra e un tempo di ungulati, già presidio slowfood dal 2000, è stata riconosciuta IGP dall’Unione europea dopo un difficile iter durato quasi un ventennio. Il territorio di produzione coinvolge 12 comuni, in gran parte inseriti nel parco UNESCO delle Dolomiti friulane e sei sono i  produttori che preparano, per ora,  15 mila chili di Pitina. Questo prodotto tipico, passato dagli 8  euro  30 euro al chilo,  oggi presente in tutti i menu della ristorazione delle Valli pordenonesi, è tramandato dalla  tradizione orale…l’assessore regionale Stefano Zannier…(ASCOLTA IL SERVIZIO AUDIO)

 Per la Pitina ora si ipotizza un graduale raddoppio della produzione, una volta superati i problemi di approvigionamento di  pecore e capre che si vorrebbero provenienti  da allevamenti locali. La Pitina è destinata ad essere  un’icona del territorio come fattore di richiamo turistico…(ASCOLTA IL SERVIZIO AUDIO)

Dal 20 al 22 luglio l’IGP verrà celebrato con la Festa della Pitina,  a Tramonti di sopra con incontri, laboratori e degustazioni con slowfood in prima linea e con l’abbinamento di un mercato internazionale con oltre 40 produttori da Slovacchia, Slovenia, Indonesia, Croazia, Polonia e Armenia.

Il riconoscimento della Pitina, l’insaccato di carni ovi-caprine tipico della Val Tramontina, quale unica IGP della destra Tagliamento, conferisce il giusto risalto a un prodotto che, rappresentando un’icona per il territorio, può fungere da tramite per la valorizzazione turistica. E per la rivitalizzazione della montagna pordenonese. E offrire nel contempo l’occasione per trattenere la popolazione nella vallata considerata, e in quelle adiacenti.

È questo, in sintesi, il pensiero espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, alla presentazione, a Udine, della conclusione positiva del lungo iter volto ad assicurare un marchio identitario, unico, irripetibile, a un prodotto del quale, come ha ricordato l’assessore, anche nella memoria locale si riconosce l’esclusività nella tradizione norcina della Val Tramontina.

Che cosa è accaduto nelle ultime settimane rispetto al percorso per la sua valorizzazione avviato nel 2006?

Il 19 giugno, è stato firmato dal Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Phil Hogan, il regolamento per la produzione della Pitina IGP, che avrà valore di tutela in tutti gli stati della Ue.

Atto, che ha concluso ufficialmente il suo percorso burocratico lo scorso 2 luglio.

La Pitina, viene attualmente prodotta da sei aziende, che si trovano nei Comuni di Tramonti di Sopra, Barcis, Cavasso Nuovo, Erto e Casso, e Maniago.

Sono interessati dal regolamento anche i Comuni di Andreis, Cimolais, Claut, Frisanco, Meduno, Montereale Valcellina, Tramonti di Sotto che sono compresi nelle Valli pordenonesi: la Val Tramontina, la Val Cellina e la Val Colvera. Si tratta di un’area, che ricade per buona parte all’interno del Parco delle Dolomiti Friulane, ambito territoriale riconosciuto nel Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco.

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