11/06/2024

L’andamento negativo registrato nel quarto trimestre dello scorso anno si è rivelato meno intenso di quanto si pensasse. Lo rende noto il 31 gennaio l’Istat, che stima che nel 2022 il Pil in Italia (espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) è aumentato del 3,9% rispetto al 2021.
Il dato combacia perfettamente con la previsione elaborata da Prometeia dodici giorni fa. Lo stesso ente stima, inoltre, sia per l’Italia, sia per il Nord Est, come pure per il FVG una crescita quest’anno dello 0,4%.
Il Fondo Monetario Internazionale, sempre il 31 gennaio, si spinge addirittura oltre, alzando ulteriormente le stime, prevedendo per l’Italia per il 2023 una crescita dello 0,6%.
L’economia italiana e regionale vedono così allontanarsi il rischio di una recessione, nonostante gli effetti negativi provocati dalla guerra in Ucraina. Il netto calo delle quotazioni del gas, superiore anch’esso alle attese, avrà, inoltre, effetti positivi anche sul clima di fiducia dei consumatori e delle imprese (quest’ultimo a gennaio è aumentato per il terzo mese consecutivo).
Le incognite legate agli sviluppi del conflitto in Ucraina e all’aumento dei tassi ovviamente restano, ma sono, al momento, meno cupe.
Quanto, infine, ai restanti Paesi, per il FMI la Germania potrebbe evitare la recessione quest’anno registrando un timido aumento dello 0,1%. Negli Stati Uniti la crescita dovrebbe attestarsi all’1,4%, grazie alla resilienza della domanda interna. Il Pil cinese, dopo la frenata al 3% del 2022, dovrebbe tornare ad accelerare al 5,2% nel 2023.
Il Regno Unito resta l’unica economia tra quelle esaminate nel Outlook di gennaio in recessione quest’anno, con una contrazione dello 0,6%.
La Russia sta assorbendo meglio del previsto la guerra in Ucraina e il peso delle sanzioni. Dopo aver chiuso il 2022 con un calo inferiore a quello stimato, -2,2%, nel 2023 potrebbe tornare il segno positivo, +0,3%.
Il commento del presidente reggente di Confindustria FVG, Gianpietro Benedetti:
“Un forecast positivo, quindi di fatto non si è mai parlato di recessione, ma di raffreddamento dell’economia, cosa che sta avvenendo nel 2023 e che nel 2024 avrà probabilmente qualche leggero miglioramento. Miglioramento, o meno, legato alla gestione dell’inflazione in Europa e tassi di interesse conseguenti. L’altra variabile rimane il costo dell’energia che, come anticipato negli scorsi mesi, è previsto in forte calo. È possibile ritenere che oramai il tema Ucraina influisca molto poco sul costo dell’energia, che fluttuerà secondo leggi di mercato. L’Ucraina in prospettiva offrirà, nel breve, grandi opportunità alle aziende europee per la ricostruzione, trasformandosi in un evento positivo. Per concludere, 12-18 mesi con l’economia che si prepara a ‘riscaldare i motori’ per cogliere le nuove opportunità”.

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