25/09/2022

Riceviamo dal Comune di Udine pubblichiamo.
In calce il nostro commento.

NOTA STAMPA dal Comune di Udine

Pac, il sindaco Honsell sui controlli della polizia locale

“Premesso che la polizia locale ha concretamente effettuato una serie di controlli sui principali varchi del ring, l’idea dell’amministrazione comunale era proprio quella di evitare di dare l’impressione di una città blindata, anche perché diversamente da quanto avveniva prima questo non è un provvedimento d’urgenza, ma una misura strutturale”. Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, sulla questione dei controlli da parte della polizia locale nel corso del primo giorno di applicazione del nuovo Piano di azione comunale, che da ieri 7 gennaio prevede la chiusura del ring cittadino, dalle 16 alle 20 e fino al 31 marzo, alle auto a benzina euro 0 e 1, diesel 0, 1, 2 e 3 e ciclomotori e moto 0 e 1.

“Quello entrato in vigore ieri non è un provvedimento d’urgenza come invece era quello degli anni scorsi – sottolinea il primo cittadino –. Si tratta di una misura strutturale e preventiva e dunque deve entrare nello stile di vita dei cittadini, così come è accaduto in tante altre città della pianura padana. Non è certo con operazioni di polizia che si introducono cambiamenti come questo. Anzi, sarebbe stato controproducente dare l’impressione di una città blindata. Ovviamente i controlli da parte della polizia locale ci sono stati, ma in questa prima fase si è scelto di adottare un approccio morbido proprio per dare il tempo ai cittadini di assimilare la novità”. Già ieri la polizia locale ha impiegato tre pattuglie per i controlli sul rispetto del Piano di azione comunale. “Anche nei prossimi giorni – spiega l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente, Enrico Pizza – tre pattuglie presidieranno a rotazione 2 dei 29 varchi presenti e la Zona a traffico limitato”.

Particolarmente importante sarà, nei prossimi mesi, sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di assumere collettivamente comportamenti virtuosi rispetto all’inquinamento dell’aria. “Non inquinare dovrebbe essere naturale – osserva Honsell – perché è nell’interesse della cittadinanza vivere in un ambiente di qualità. Contiamo sull’aiuto della stampa per scoraggiare le furbizie, visto che i varchi sono tanti, e promuovere invece la cultura della civiltà”.

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Dei vigili nemmeno l’ombra. Così titolava il Messaggero Veneto la
notizia relativa al nuovo piano antinquinamento avviato dal Comune di
Udine. L’assenza di controllo, ipotizzata dall’articolista, era riferita
al primo giorno di entrata in vigore del piano. E questo ha fatto
scattare la risposta del sindaco del capoluogo friulano Furio Honsell,
con relative puntualizzazioni.  I controlli ci sono stati ma non tali da
indurre i  cittadini a pensare ad una città blindata. Approccio
morbido, quindi, per un provedimento che non è d’emergenza ma è
strutturale. Più dei controlli è importante costruire comportamenti
collettivi virtuosi rispetto all’inquinamento dell’aria. Ovviamente
vanno scoraggiati i furbetti anche con l’aiuto della stampa- precisa
Honsell –  anche se non   è certo con operazioni di polizia che si
introducono cambiamenti come questo.

E’ oramai acclarato –
aggiungiamo noi – che l’inquinamento è una delle principali cause di
malanni che non siamo ancora in grado di sconfiggere (ahimè). Le polveri
sottili, invisibili quando letali, sono una presenza costante. Le
respiriamo sempre anche quando i livelli sono inferiori ai tassi
stabiliti da una normativa che diventa il principale alibi di tutti per
poter dire che quando la percentuale è al di sotto del limite di legge,
l’aria è pulita, respirabile, innoqua. Tutte Balle! come balle sono le
rassicurazioni sull’utilizzo dei cellulari.L’aria come i telefonini (
ora smarphone) sono dappertutto e ci hanno immerso in un inquinamento
invisibile e continuo con il quale dubiatimo che le cellule umane vadano
d’accordo. Invertire lo status quo è oramai impossibile.  C’è solamente
da confidare sulla ricerca scientifica per i rimedi ai malanni
provocati.
Tornando al piano antinquinamento di Udine, il sindaco ha
ragione. Ci vorrebbe una diversa cultura di civiltà ma, per come si sono
messe le cose, lo starter va affidato a scelte forti che niente hanno a
che fare con i soliti accomodamenti. Ha ragione anche Pietro
Fontantini,   presidente della Provincia di Udine, quando afferma che
questo piano dà il colpo finale alla città emporiale a favore dei mega
centri commerciali. Come affermare che non è vero? ma sono verità che si
accumulano sull’onda di  politiche incapaci di incidere. Inquinamento e
commercio: allo stato attuale due elementi inscindibili e direttamente
proporzionali. Si inverte la rotta con un grande rilancio della città in
termini di sostenibilità. Automobili fuori dalla città per sempre
tranne che per i mezzi di soccorso e di trasporto merci. Per il resto
biciclette, risciò e mezzi elettrici. Stop! ci sono sistemi a pedali che
consentono di fare la spesa, acquistare un vestito, un paio di scarpe
e, forse, portarsi via anche un frigorifero senza prendere la pioggia in
testa. E per le auto? rivalutazione ed obbligatorietà dei parcheggi
scambiatori periferici.

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