13/06/2024

Di Marco Mascioli

Tutti i giovani tra i 18 e i 25 anni sanno guidare meglio dei genitori e in alcuni casi meglio di tutti gli altri automobilisti. Almeno questa è la loro convinzione. 

Però guardando le statistiche nella maggior parte degli incidenti stradali con vittime, risultano concentrate proprio nella loro fascia d’età. Lo scorso anno, l’aumento più consistente rispetto al 2020, si è registrato proprio nelle classi di età 15-19 anni (+41,7%) e 25-29 anni (+34,9%).

Risulta pertanto evidente la carenza di obiettività, formazione ed esperienza, giacché la realtà dei neo patentati è notevolmente diversa da quanto vissute nelle scuole guida per conseguire la patente. Tanto bravi e ossequiosi delle norme prima, tanto scatenati dopo aver cambiato il foglio rosa con la patente di guida. 

Tanto per fare un esempio, se sono rimasti pochi i conducenti irresponsabili che non usano le cinture di sicurezza, magari adducendo le motivazioni più incredibili, sono ancora moltissimi a non utilizzare nei posti posteriori. La sanzione pecuniaria è fissata tra gli 80 e i 323 euro. Nel caso in cui a dimenticarsi la cintura sia il conducente, si avrà la sanzione economica più la decurtazione di 5 punti dalla patente di guida. 

Tutti poi sono certi che un “bicchierino” o una “birretta” li reggono benissimo e durante i pasti non c’è problema, senza prendere in considerazione l’assunzione di droghe più o meno leggere. I fatti però dimostrano che abbiamo torto. Il livello d’attenzione scende, il campo visivo diminuisce e i rischi per noi stessi e per gli altri, sono altissimi. Non tutti ricordano che, secondo l’articolo 186 bis del Codice della Strada, per i primi 36 mesi i neopatentati non possono condurre il mezzo dopo aver assunto qualsiasi bevanda alcolica (il limite è di 0,0 grammi per litro), come per i conducenti professionali (camionisti, tassisti e conducenti di autobus). 

Poi ci sarebbero un’infinità di articoli del Codice della Strada che non vengono osservati, principalmente per ignoranza. Basti pensare agli indicatori di direzione (le frecce) che ormai non usano nemmeno gli indiani, oppure i fari che si devono accendere anche di giorno, in autostrada e nelle strade principali per le auto, mentre in moto o motorino devono sempre essere accesi ovunque. 

L’osservanza e la conoscenza dal punto di vista normativo, si somma all’inesperienza e la mancanza di insegnamenti da parte di veri professionisti del voltante. Tutti dovremmo conoscere i pericoli cui si va incontro quando si guida, imparare a guidare in condizioni di difficoltà (pioggia, neve, ghiaccio etc.), sapendo affrontare gli imprevisti, con corsi in cui per prima cosa riscontriamo le nostre carenze, poi scopriamo che l’istinto spesso è il contrario di ciò che andrebbe fatto. 

Paolo Grossa di Percorso Sicurezza, dopo la prima edizione dello scorso anno, ha pensato ai neo o prossimi patentati. I maggiorenni che frequentano le V classi dell’I.S.I.S. Galilei di Gorizia, il cui dirigente scolastico, Puzzi Alessandro, ha accolto immediatamente la proposta del progetto sociale di educazione stradale, con una giornata di formazione rivolta a ragazze e ragazzi.

L’attività solidale a sostegno del sapere, a favore di questi giovani appena maggiorenni, per la sicurezza, attraverso l’educazione stradale. Non un corso di guida, ma una giornata di educazione civica / stradale. 

Così Percorso Sicurezza, assieme a Vieffe Drifting, hanno progettato una giornata a favore degli studenti coinvolgendo la Polizia di Stato, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Gorizia e Life Care Academy, che sono intervenuti con lezioni teorico – pratiche presso il circuito di Mariano del Friuli (GO), con personale e mezzi, per sensibilizzare i giovani a mantenere sempre un comportamento prudente quando ci si trova su strada. L’intento era di fornire spunti utili per comprendere quali sono i comportamenti corretti per condurre un’autovettura, una motocicletta, una bici o anche un monopattino.

La giornata è stata divisa in due turni identici, uno al mattino e uno al pomeriggio, con alunni diverse sempre dell’ultimo anno delle superiori (scuole secondarie di secondo grado) di Gorizia. Inizialmente l’intervento degli agenti della Polizia di Stato, a seguire i piloti professionisti di Vieffe Drifting, quindi l’intervento del personale VV.FF. Si è trattato di una giornata che entra a pieno titolo nel percorso di educazione civica del percorso scolastico, che sarebbe bello fosse inclusa in tutti gli istituti, ma come disse il dirigente dell’Isis di Gorizia, loro la ripeteranno volentieri ogni anno. 

Interessanti tutti gli interventi formativi pratici, ma quando i piloti professionisti hanno chiesto chi volesse provare a fare un giro nel circuito da drifting, tutti si sono detti volontari. Inizialmente dovevano essere solo quattro i fortunati allievi che avrebbero fatto da passeggeri per una corsa sul circuito bagnato, ma poi, grazie alla disponibilità di Fabio Reveri e Mario Ventimiglia del Vieffe Drifting, nessuno è stato escluso. Avere l’occasione di provare l’ebrezza del controsterzo (controllato) con un pilota da drifting, non capita a tutti.  

Il centro di guida sicura Vieffe Drifting di Mariano del Friuli (GO) si sviluppa all’interno di un’area di oltre 12000 mq ed è il punto ideale d’incontro per tutti gli appassionati di motori. Il circuito è dotato di un percorso particolarmente tecnico, che permette a tutti, sia al neofita, sia al guidatore più esperto, di affinare le proprie competenze di guida. Curve, tornanti e rotatorie sono raccordate in maniera tale da permettere un percorso particolarmente tortuoso, tecnico e impegnativo.

Caratteristica unica del circuito, è la possibilità di allagamento totale o parziale della pista con impianto d’irrigazione a scomparsa, così da potersi cimentare in condizioni di diversa aderenza. Luogo ideale per ogni tipo di test drive. All’interno dell’area si trova anche una clubhouse, punto di ristoro e gli uffici. 

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