C’è un’emergenza nell’emergenza che riguarda le cooperative sociali e di servizi.
Ospedali, strutture sanitarie e servizi alla persona rischiano di non venir più gestite, pulite e sanificate.
Si sta infatti registrando una pericolosa assenza di materiale DPI (dispositivi di protezione individuale), quali mascherine, guanti, disinfettanti, occhiali di protezione, ecc… nei servizi assistenziali, sanitari e di pulizia e sanificazione, poiché il materiale viene dirottato dalle aziende fornitrici unicamente alla Protezione Civile nazionale ed addirittura sequestrato, in qualche caso, dalla Guardia di Finanza. Eì quanto scrive in una nota la Lega delle Cooperative.
Questo blocco delle forniture provoca, secondo Legacoop FVG, l’impossibilità di garantire la sicurezza dei propri soci e dipendenti e quindi la conseguenza di non poter esercitare un servizio pubblico essenziale, indispensabile per combattere la diffusione del COVID-19. Chi svolge questi delicati lavori, a maggior ragione in questo momento particolarmente difficile, non può lavorare senza protezione, dovendo tutelare anche la propria salute; allo stesso tempo non può venir meno la sua attività, indispensabile per sostenere le persone più deboli e la salute di tutti.
Un problema serissimo, sul quale Legacoop FVG si è attivata sia nei confronti dell’assessore Riccardi – che si è detto disponibile a cercare una soluzione che presso la Protezione Civile regionale.
L’impossibilità per le imprese di ricevere gli ordinativi nasce dall’Ordinanza del Capo della Protezione Civile Nazionale n. 639 del 25 febbraio 2020 che prevede priorità assoluta, rispetto ad ogni altro ordine, anche se emesso precedentemente agli ordinativi di acquisto del Dipartimento della Protezione Civile stessa.
In sostanza tutto il materiale viene incamerato centralmente dalla Protezione Civile che, in base alle richieste, provvede alla distribuzione a livello regionale alle strutture sanitarie. Questo comporta che le imprese di pulizia, ma anche le cooperative sociali impegnate nell’assistenza alle persone, se non celermente rifornite, non saranno più nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro.Un problema serissimo sul quale non solo si sono attivate le strutture delle centrali cooperative a livello nazionale, ma anche quelle regionali in quanto la decisione sulla distribuzione del materiale fa capo alle strutture dei Dipartimenti regionali della Protezione Civile.
Ai problemi relativi alla sicurezza si sommano quelli che discendono dalla chiusura dei servizi soprattutto delle scuole e dei relativi servizi che per più di un mese ha provocato il fermo lavorativo di un quarto del mondo cooperativo (3.000 persone coinvolte, su 12.000 cooperatrici/ori sociali in regione). Questo metterà in ginocchio le cooperative se non vengono pagati i servizi “vuoto per pieno”. Infatti per il mese appena trascorso, i lavoratori si troveranno a dover attendere gli ammortizzatori sociali relativi all’ultima settimana di gennaio … ma, il mese prossimo, sarà necessario erogare degli acconti, e le cooperative non sono certo in grado di farlo visto che gli enti non pagano a seguito della chiusura dei servizi. Questa situazione emergenziale grave si somma al fatto che le stazioni appaltanti pubbliche non riconoscono i maggiori oneri derivanti dalla stipula (dopo ben 7 anni) del nuovo CCNL. L’ARCS, cioè la centrale acquisti della sanità, ha respinto tutte le richieste delle cooperative, perfino quelle relative agli appalti della disabilità, per cui in bilancio regionale Fvg erano stati messi fondi proprio a quello scopo. Legacoop Fvg afferma con forza che non esistono solo i problemi nella ristorazione e del turismo/alberghiero, che sono mediaticamente visibilmente macroscopici, ma anche problemi cruciali che colpiscono i servizi alla persona, ma anche più in generale la produzione e la Grande GDO (Grande distribuzione organizzata) dietro la quale ruotano logistica e forniture.







