13/06/2024

Nel 2022 in Friuli Venezia Giulia sono state aperte 8.060 nuove partite Iva, circa 2.700 in meno rispetto all’anno  precedente (-25,3%); si tratta della diminuzione più accentuata tra le regioni italiane (la media a livello nazionale  è pari a -8,7%). Lo rende noto il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo che ha rielaborato dati del ministero  dell’Economia e delle Finanze. La dinamica fortemente negativa che ha caratterizzato la nostra regione è stata  determinata dall’andamento della provincia di Gorizia, il peggiore in Italia (-2.419 unità, pari a -73,5%), dove nel  2021 si era verificata un’anomala crescita delle partite Iva aperte da soggetti non residenti, operanti nel settore  del commercio online. Udine e Pordenone hanno infatti evidenziato delle flessioni molto più contenute  (rispettivamente -8,6% e -2,8%); l’area giuliana è stata una delle poche a livello nazionale dove si è verificato un  incremento (+4%). In sostanza, dopo due anni eccezionali, il 2020 condizionato dalla pandemia e il 2021 dalla  inconsueta dinamica della provincia di Gorizia, il numero di nuove aperture in regione è tornato a livelli analoghi a  quelli del triennio 2017-2019.

In crescita le aperture degli under 35

La diminuzione registrata nel 2022 in Fvg ha riguardato principalmente i soggetti non residenti (-96%), che erano  aumentati in maniera anomala nell’anno precedente, e le persone fisiche (-189 unità, pari a -3%); queste ultime  comprendono sia le ditte individuali, sia i lavoratori autonomi (inclusi i liberi professionisti), e costituiscono il 75%  del totale. Per quanto riguarda le sole persone fisiche, nel 2022 il calo si è concentrato tra gli uomini (-192  aperture, pari a -4,9%); la flessione, inoltre, ha riguardato quasi esclusivamente gli over 50. Si può inoltre  osservare che, negli ultimi anni, la quota di aperture effettuate da under 35 è tornata a crescere dopo il calo del  periodo 2015-2016, sfiorando il 50% del totale nel 2020. Tale andamento è stato probabilmente favorito dalla  possibilità di aderire al regime forfetario, che nel 2022 a livello nazionale ha riguardato quasi la metà delle nuove  aperture. L’analisi dei dati in base al luogo di nascita mostra che, sempre tra le persone fisiche, una nuova partita  Iva su quattro è stata avviata da un soggetto nato all’estero (1.543 su 6.084), in prevalenza in un Paese europeo  non comunitario.

Le tendenze settoriali

Il settore delle attività professionali scientifiche e tecniche è quello in cui più frequentemente prendono avvio i  percorsi di lavoro autonomo o imprenditoriale (1.520 nel 2022 in regione); il comparto comprende sia le libere  professioni (notai, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, ecc.), sia quelle attività non regolamentate da  ordini professionali (pubbliche relazioni e comunicazione, consulenza gestionale, collaudi e analisi tecniche,  pubblicità e ricerche di mercato, ecc.). Rispetto all’anno precedente si rileva un notevole calo nel commercio (- 74,2%), dopo la fortissima espansione del 2021 di quello online; anche il comparto primario presenta una  contrazione molto rilevante (-310 unità, pari a -32,2%) toccando il valore minimo dal 2011 a oggi. Nell’ultimo  biennio (da 767 nel 2020 al 1.091 nel 2022) sono al contrario aumentate le aperture nell’edilizia, grazie ai  notevoli incentivi esistenti. Infine, il comparto che comprende i servizi di alloggio e ristorazione, dopo l’intensa  diminuzione causata dall’emergenza sanitaria, mostra un andamento positivo negli ultimi due anni, anche se i  valori pre-pandemici sono ancora lontani (520 aperture in regione nel 2022, contro le 683 del 2019).

Nota metodologica

I dati statistici relativi alle aperture delle nuove partite Iva di imprese e professionisti sono quelli comunicati  all’Amministrazione Finanziaria e memorizzati nelle banche dati dell’Anagrafe Tributaria. Si ricorda che le  informazioni riguardanti le chiusure non vengono pubblicate perché non significative da un punto di vista  economico, in quanto al momento della cessazione dell’attività spesso i contribuenti non adempiono all’obbligo di  chiusura della partita Iva.

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