13/05/2021

La scomparsa di Paolo Villaggio un “mito” italiano della comicità attoriale, paragonato pur nelle dovute differenze, alla grandezza di Totò, ha sollevato un’ondata di cordoglio da parte di personaggi della vita pubblica, del mondo del cinema, dello spettacolo in genere e di tanta gente che, attraverso le parole, i personaggi  e l’arguzia di Villaggio, ha riso ma si è anche ritrovata in manie, difetti e debolezze che l’attore così genialmente fece emergere, anche grottescamente, dai suoi esilaranti personaggi nel cinema e nei libri, prototipi assoluti dell’uomo zerbino, cosmicamente sfortunato, degno di quei personaggi dipinti da Gogol e Dostoevskij.

Nel coro delle voci e delle riflessioni , rilanciamo quella di Renzo Tondo, attuale leader di Autonomia Responsabile in Consiglio regionale che, con Paolo Villaggio, si ritrovò a dover a che fare in una situazione imbarazzante, all’epoca della sua presidenza regionale.

“Paolo Villaggio è stato un grande, comunque. Graffiante, dissacrante, spesso esagerato. Ma agli artisti dobbiamo concedere qualche licenza”, afferma Così Renzo Tondo, nello svelare un retroscena inatteso.

“Come presidente della Regione – spiega Tondo – ho ricevuto sollecitazioni per valutare un’eventuale azione legale dopo quelle parole (“i friulani per motivi alcolici, non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di m…… e l’abitudine di ruttare violentemente”), ma mi sono imposto di non assecondare l’istinto.

Ho atteso e, col senno di poi, sono convito di aver scelto bene. La bufera era scoppiata da poche ore quando ho ricevuto la telefonata di Paolo Villaggio. Era sinceramente dispiaciuto. Abbiamo parlato per qualche minuto, e ho scelto di tendere la mano, piuttosto che agitare il pugno. Il popolo friulano si è sempre distinto per onestà e serietà, e penso, con quell’atteggiamento, di aver dimostrato quanto i friulani sappiano essere signorili nella loro semplicità”. Ancora Tondo: “Ho un grandissimo rispetto per Paolo Villaggio. Non mi improvviso biografo, né mi metto ad analizzare la profondità di alcuni messaggi che ha saputo lanciare. Preferisco ricordarlo come un grande del nostro cinema, e ringraziarlo per quello che ha regalato a tutti, friulani compresi”.

 

 

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