La vocazione dei triestini all’ospitalità è nota ma, con l’assessore del comune di Trieste Luisa Polli, abbiamo analizzato quali sono le iniziative che stanno facendo aumentare sempre più il flusso di turisti nel capoluogo regionale.
Senza voler strafare considerando anche il castello di Duino e i resti del vecchio castello che meritano assolutamente una visita e magari un tuffo dal piccolo porticciolo, entrando a Trieste dall’Italia incontriamo il castello di Miramare. Mancano pochi chilometri dal centro città e con i primi stabilimenti balneari attrezzati di ristoranti e bar, entriamo in uno dei simboli più amati della città. Il profilo bianco si erge su uno scoglio e le finestre si affacciano sul mare del golfo di Trieste. Questo basterebbe per rendere imperdibile questo castello che è stato a lungo la residenza estiva degli imperatori d’Austria.
Sissi, la bellissima e giovane principessa moglie di Francesco Giuseppe, la cui storia affascina e incuriosisce ancora oggi, passeggiava volentieri anche nel parco del castello, ventidue ettari ricoperti di aiuole, fiori e alberi, con le statue, le fontane e i giochi d’acqua. Lei trascorse molto tempo in questo castello. Le storie dei membri della famiglia reale asburgica aleggiano nelle stanze di Miramare, ancora arredate come all’epoca. Noi possiamo passare qualche momento in contemplazione, sognando d’interpretare un membro della famiglia reale, prima di proseguire la visita.
Se la giornata è particolarmente calda, possiamo raggiungere il confine con la Slovenia, dove si trova la Grotta Gigante. Una delle tante di origine carsica che caratterizzano il territorio. L’aggettivo “gigante” lascia intuire la differenza con le altre cavità senza confronto. All’interno è possibile visitare la sala naturale più grande del mondo! Attraverso gli scalini di roccia si scende in profondità tra stalattiti e stalagmiti, ammirando pareti rocciose dalle sfumature diverse, formazioni calcaree e pozzi verticali che sembrano infiniti, grazie anche ai giochi di luce ben congeniati.
La storia ha lasciato a Trieste anche un ricordo molto forte: l’unico grande campo di concentramento munito ufficialmente di forno crematorio in Italia. Un ex stabilimento per la raccolta e selezione del riso, fu utilizzato durante la Grande Guerra come luogo di smistamento dei deportati ebrei, soprattutto detenuti politici e partigiani italiani, sloveni e croati (allora Jugoslavia), verso i campi di concentramento del resto d’Europa e d’Italia. La Risiera di San Sabba
è uno dei più importanti luoghi della memoria, allestita a museo per non dimenticare quanto successe durante il secondo conflitto mondiale.
Sicuramente sarà giunta l’ora di mangiare qualcosa e per non farci mancare nulla di caratteristico, cercheremo un’osmiza. Si tratta di frasche collocate nelle alture, propongono piatti tipici e vini locali. Nelle osmize i visitatori possono acquistare e soprattutto consumare direttamente i prodotti dei contadini come prosciutti, salami, uova e soprattutto vino. Oggi le osmize sono un’istituzione sia per i residenti, sia per i turisti, quindi si sono adeguate ai tempi, pubblicando su internet gli aggiornamenti in tempo reale sugli orari di apertura. Il sito Osmize.com vi evita di girare in macchina alla ricerca di quella che al momento è chiusa.
Dalle colline sopra Trieste, con la superlativa visione del mare, potremmo sfruttare i mezzi pubblici per evitare le code e le ricerche dei parcheggi. Andando a Opicina, c’è il capolinea del famoso tram che porta a Trieste. L’altro capolinea è in Piazza Oberdan. Prendere questo tram è sicuramente un’esperienza unica, ci si muove su un mezzo d’epoca, attraverso un percorso ripido come pochi. Durante tutto il tragitto si può godere della magnifica vista su Trieste con tutto il litoraneo.
Raggiunto il centro città, possiamo seguire il rumore e il profumo del mare per raggiungere la piazza più bella e grande del mondo con uno sbocco sull’Adriatico. Piazza Unità d’Italia è uno spettacolo da qualsiasi angolazione: palazzi, locali pubblici e arredo urbano ne fanno un gioiello inimitabile.
Inevitabile bere un caffè seduti sul posto di Italo Svevo, Umberto Saba o James Joyce, cui Trieste ha dedicato anche delle statue sistemate in diversi luoghi della città. Le basiliche da visitare sarebbero tante: i temerari possono iniziare a salire verso il santuario di Santa Maria Maggiore, continuando l’ascesa per l’irrinunciabile cattedrale di San Giusto, poi il castello di San Giusto e il relativo museo, arroccate in cima e, se in mancanza di buone gambe, meglio prendere un mezzo pubblico. L’elenco delle case di culto, dei musei e delle esposizioni presenti in città è quasi interminabile. Avendo più di una giornata a disposizione suggerisco di rivolgersi al locale ufficio turistico dove reperire tutte le informazioni dettagliate, se non addirittura optare per una visita guidata.
Se invece non vi resta molto tempo, siete con la vostra macchina o la motocicletta, vi svelo un segreto: la polizia locale di Trieste è da sempre composta dagli agenti più simpatici, disponibili e competenti del mondo! Chiedete a loro dove andare e vi ci faranno arrivare con i consigli giusti. Da non credere.
Internet offre informazioni riguardanti qualsiasi cosa, vedendo le pagine della retecivica.trieste.it possiamo scoprire tutti gli eventi, le iniziative e le mostre disponibili giorno per giorno.
Mi piacerebbe tutti visitassero bene Trieste almeno una volta nella vita, soprattutto considero inaccettabile sapere di gite scolastiche o famigliari in direzione opposta, tralasciando il capoluogo regionale solo per ignoranza. Non è vero che le città sono tutte uguali, Trieste è unica. Senza entrare nelle diatribe politico / storiche, il Territorio Libero di Trieste non è in Italia, nemmeno in Slovenia e neppure in Austria. Si capisce subito che si tratta di un’area a se stante, con un passato tutto suo e un presente unico, fatto di multi-cultura, multi-lingue, multi-religioni, multi-etnie, dove tutti vivono in armonia con la terra, il cielo e il mare, nonostante gli invasori succedutisi. Ognuno ha il suo posto, il suo ritrovo, le sue usanze e anche il suo topolino (definizione originale degli “stabilimenti” balneari per lo più fatti di scogli e cemento). È un pezzo di Mitteleuropa annesso all’Italia.

Prima di andare dall’altra parte del mondo o dell’Italia, avete visto Aquileia (UD), Grado (GO), Redipuglia (GO), Gorizia e Trieste? Con oltre cinquanta fine settimana l’anno, qualche gita intelligente farà bene alla mente, all’anima e ci consentirà di recuperare quella fierezza d’appartenenza al territorio, l’orgogliosità che stiamo perdendo, forse solo per colpa nostra.
Senza chiederci perché la scuola non organizza gite in regione, portiamo noi i nostri figli e cogliamo l’occasione per vedere quante meraviglie offre il Friuli Venezia Giulia, a pochi minuti di macchina, senza cercare sempre i centri commerciali! Dopo una giornata trascorsa a scoprire Trieste e dintorni, torni a casa come se fossi stato all’estero, in un altro Paese, un altro mondo, un altro ambiente. Non sembrano diversi, lo sono. Vivono in una montagna che sprofonda nel mare.
P. S. Poi si sa, da Trieste è un tiro di schioppo andare in Slovenia, fare il pieno, comprare le sigarette, la carne e qualcos’altro, significa risparmiare tutti i soldi spesi per la gita in città.
Marco Mascioli
















