20/02/2024

Questo il discorso d’insediamento del presidente del Consiglio regionale del FVG Ettore Romoli:

‘Ringrazio il Consiglio per la stima e la fiducia che mi è stata accordata, nella consapevolezza della responsabilità che assumo come presidente dell’Assemblea legislativa che è l’espressione più alta della rappresentatività del Friuli Venezia Giulia. In quest’Aula verranno definiti gli indirizzi e le azioni per la
crescita e lo sviluppo della regione e sempre qui saremo chiamati ad affrontare con efficacia e tempestività le sfide che abbiamo di fronte. Per questo dobbiamo puntare alla qualità dei lavori consiliari che devono essere all’altezza del compito che ci è stato assegnato.

‘Come presidente mi atterrò con rigore al Regolamento consiliare, per assicurare funzionalità e dignità ai nostri lavori e il rispetto reciproco tra maggioranza e opposizione, che deve essere improntato a un forte senso delle Istituzioni che tutti insieme rappresentiamo.

‘Le riforme costituzionali degli anni scorsi hanno ridisegnato i rapporti tra Stato e Regioni e tra queste e le Autonomie locali, in una prospettiva di regionalismo rafforzato e di sussidiarietà.
La difesa e la valorizzazione della specialità e dell’autonomia del Friuli Venezia Giulia non va vista in contrasto con un regionalismo differenziato che, sulla base di quanto previsto dall’art. 116, terzo comma, della Costituzione, consenta l’acquisizione di nuove funzioni alle Regioni ordinarie, sulla base di strumenti pattizi con lo Stato. Le trasformazioni economiche e sociali del nostro Paese, che la globalizzazione dei mercati sta delineando da alcuni anni, devono indurci alle sfide e al confronto aperto senza rinchiuderci dentro steccati.

‘La sussidiarietà, la potestà legislativa regionale, le autonomie territoriali sono riconosciuti come elementi costitutivi delle politiche nazionali ed europee. La nostra autonomia, unitamente alle sue forme e condizioni particolari, che costituiscono la specialità, non è negoziabile e non rappresenta un privilegio, ma
è l’esercizio di una responsabilità come dimostra ciò che ha saputo costruire il Friuli Venezia Giulia dal 1964 a oggi.

‘Uno dei connotati essenziali della nostra specialità è il suo pluralismo, l’essere – pur nell’unità regionale – una realtà composita, multiculturale, caratterizzata dalla ricchezza delle espressioni culturali e linguistiche che la compongono e dalla pluralità delle sue articolazioni istituzionali.

‘Nel rapporto con il Governo sarà determinante riprendere il negoziato per introdurre norme che rafforzino lo Statuto di Autonomia, soprattutto in materia finanziaria e nella configurazione di un rapporto autenticamente pattizio. In tale cornice sarà di estrema importanza il ruolo della Commissione paritetica Stato/Regione per il confronto paritario sul trasferimento di nuove funzioni, nonché per la ridefinizione dei rapporti finanziari e di compartecipazione al gettito erariale, he deve tener conto delle funzioni attribuite alla Regione e
delle risorse necessarie per esercitarle. In questo quadro, la recente intesa con lo Stato in materia di compartecipazioni avrebbe dovuto seguire un percorso di maggior coinvolgimento del Consiglio regionale, favorendo la presentazione di proposte per l’introduzione di correttivi finalizzati alla salvaguardia e al rafforzamento dell’autonomia finanziaria della Regione, che negli ultimi anni si è già fortemente ridotta a causa dei tagli e dei
prelievi legati all’abbattimento del debito e agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica.

‘Da più parti del territorio regionale sono segnalate in materia sanitaria forti criticità in ordine all’attuazione di una riforma che ha ridefinito gli assetti aziendali e territoriali. Mi riferisco ad esempio alla gestione degli Hub, al loro collegamento agli ospedali di rete e agli esiti dell’attivazione dei centri per le cure primarie, in rapporto alle esigenze e alle aspettative dei cittadini-utenti.

‘La funzione legislativa dell’Assemblea, giustamente semplificata per gli inevitabili processi di delegificazione, è stata valorizzata da nuove competenze che sono attribuite alla Regione e che vedono il Consiglio regionale protagonista nel rafforzamento dei rapporti sia nell’ambito della Conferenza dei Parlamenti regionali, sia con le Assemblee legislative di Stati e Regioni contermini, in continuità con quanto costruito dall’approvazione – nel 1991 – della legge sulle aree di confine, che ha dotato il Friuli Venezia Giulia di importanti strumenti di
cooperazione economica e finanziaria.

‘La maggior competenza legislativa regionale, il sistema elettorale e la forma di governo, che la legge statutaria ha
definito, declinano l’equilibrio e le relazioni fra legislativo ed esecutivo; una legge statutaria alla quale sarà necessario porre mano per l’aggiornamento e la modernizzazione di alcuni Istituti.

‘L’Assemblea non deve approvare tante leggi, piuttosto deve licenziare provvedimenti necessari, pensando al riordino della legislazione e seguendo un processo di semplificazione, trasparenza e delegificazione del corpus normativo regionale che avvicinerà il Consiglio ai nostri cittadini. Il profilo dell’Assemblea non si basa soltanto sulla qualificazione dell’attività legislativa in occasione delle leggi di bilancio e stabilità e delle grandi riforme, ma anche nello svolgimento della funzione di indirizzo politico, attraverso la determinazione delle linee programmatiche fondamentali dell’esecutivo. Un ruolo che va esercitato dinamicamente in un sistema di relazione costante e costruttiva con la Giunta regionale. In questo contesto, le attribuzioni del Consiglio con
le clausole valutative sulle leggi, il controllo e le verifiche, portano a una maggiore responsabilizzazione delle Commissioni, con proposte e interventi che possono avere delle ricadute positive sulle decisioni dell’esecutivo.

‘Accanto ai classici poteri ispettivi delle interrogazioni e interpellanze e all’attività del Comitato di valutazione e controllo, assume rilievo irrinunciabile l’informazione e la comunicazione verso i cittadini per quanto concerne la produzione legislativa e le altre attività consiliari. E’ un compito importante perché l’Assemblea deve essere percepita dall’opinione pubblica come il momento più autorevole della sintesi, il livello istituzionale che si caratterizza per un’attività efficiente, trasparente e imparziale, contrastando l’immagine ingenerosa (che
talvolta viene proposta) di un luogo teso alla tutela di prerogative percepite come privilegi.

‘Consentitemi di evidenziare la necessità di riaprire subito le fila del confronto e di un dialogo sereno con il mondo delle Autonomie locali, affrontare il tema della valorizzazione delle specificità territoriali, delle diversità linguistiche, del rilancio del Consiglio delle Autonomie, che deve avere un naturale e costante collegamento anche con l’Assemblea legislativa se questa, com’è giusto che sia, deve rappresentarne le istanze.

‘L’attività della Conferenza dei Capigruppo favorirà il confronto tra maggioranza e opposizione, garantendo alla prima la responsabilità di governo e alla seconda proposte alternative, evitando possibili cadute del dibattito e dell’organizzazione dei lavori in sterili contrapposizioni. Tutti i Gruppi consiliari devono avere come obiettivo primario di assicurare ai lavori d’Aula e delle Commissioni equilibrio, trasparenza e produttività
che l’autonomia della struttura del Consiglio rafforza per ottenere livelli adeguati di efficienza e qualità della
produzione normativa.

‘La collegialità dell’Ufficio di presidenza, la responsabilità della Conferenza dei presidenti di Gruppo, la programmazione dei lavori delle Commissioni e dell’Assemblea, ci consentiranno di rendere efficace il nostro lavoro, l’organizzazione dell’attività consiliare e la valorizzazione del personale delle diverse strutture in cui operano e che qui mi sento in dovere di ringraziare per quanto hanno fatto e per l’apporto che assicureranno in questa legislatura’.

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