25/05/2022

Torna in presenza dopo due anni di stop a causa della pandemia il salone Olio Capitale, In programma dal 13 al 15 maggio al Trieste Convention Center in Porto Vecchio. Hanno confermato la presenza oltre 170 aziende produttrici provenienti da Italia e Grecia mentre i buyer arriveranno da tutta Europa e dal Giappone.

         La fiera è organizzata da Camera di commercio Venezia Giulia attraverso  Aries, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’olio.  Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali  , sarà protagonista all’interno dell’esposizione con una serie di azioni di promozione del prodotto ittico nazionale abbinato all’olio extravergine di oliva, nell’ambito di una dieta mediterranea.

 “Con Olio Capitale abbiamo inteso riportare Trieste e il Friuli Venezia Giulia nel panorama fieristico nazionale e internazionale –  afferma Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia – . In questi tre giorni di presentazioni, affari, dibattiti, corsi sull’olio extra vergine di oliva e show cooking a celebrare l’oro verde ci saranno migliaia di appassionati e numerosi buyer provenienti dall’estero”.

         «Bentornato Olio Capitale – ha esordito il vicesindaco del Comune di Trieste, co-organizzatore dell’evento, ringraziando la Camera di commercio – per il grande lavoro organizzativo, perché operare a margine di un periodo così difficile sicuramente non è facile. Trieste ha un importante ruolo di promozione dell’olio di oliva e questo significa anche promuovere un territorio, perché gli oli prodotti qua sono interessanti e di assoluta eccellenza”.

         Olio Capitale avrà anche momenti di condivisone, con convegni dedicati, di degustazione grazie all’Oil Bar e poi tanti show cooking a prenotazione libera. I produttori arriveranno da tutte le regioni italiane mentre i buyer, ovvero gli operatori che si occuperanno di fare il mercato, da Germania, Austria, Serbia, Croazia, Danimarca, Olanda, Francia, Inghilterra, Svizzera, Estonia e Giappone. Il 70% dei visitatori del salone è alla ricerca di nuovi fornitori sia per quanto concerne la grande distribuzione, la vendita al dettaglio e l’import-export.

         Il salone aprirà ufficialmente il 13 maggio e alle 10.30 è fissata l’inaugurazione con i saluti istituzionali mentre dalle 11 alle 12 ci sarà il convegno di apertura dal titolo “Olio Evo di qualità, simbolo del Made in Italy nel mondo. Rinascita degli uliveti, recupero e valorizzazione del paesaggio”

         L’accesso alla fiera (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19) è come sempre a pagamento – sette euro a prezzo pieno, cinque euro per chi effettuerà la pre-registrazione sul sito oliocapitale.it e per gli ingressi ridotti -, ma grazie all’accordo con gli albergatori cittadini chi pernotterà negli hotel convenzionati potrà richiedere un biglietto omaggio.

 IL MERCATO

         Il settore olio di oliva trova nel bacino del Mediterraneo l’area principale di coltivazione dell’ulivo, diviso fra Europa, Asia e Africa. La Spagna rappresenta il 45% della produzione mondiale seguita dall’Italia con il 15%. La produzione mondiale di olio da olive si attesta fra le 3.000 e le 3.500 migliaia di tonnellate, di cui 65-70% prodotto all’interno dell’Unione Europea fra i quattro principali produttori, in ordine decrescente, Spagna, Italia, Grecia e Portogallo. Al di fuori dell’Unione Europea i paesi maggiormente produttori sono la Tunisia e il Marocco in Africa, la Turchia e la Siria in Asia.

         L’Italia, con 642.000 aziende, 1.133.000 ettari in coltivazione e 160 milioni di piante, è il secondo produttore mondiale, con una produzione nel 2021-2022 pari a 381.000 tonnellate di olio, dato in crescita del 15% rispetto alla precedente campagna olearia 2020-2021 quando la produzione si era attestata a 331.000 tonnellate.

         Il dato, seppur importante, risulta inferiore a quello della media della produzione di olio nel decennio 1989-1999 che è stata in Italia di oltre 540 mila tonnellate di olio d’oliva, ma nel decennio successivo è calata a 476 mila tonnellate (-12%); e nel periodo tra il 2013 e il 2017 è stata ancora più bassa: 376 mila tonnellate. Questi dati in un contesto in cui nel mondo, parallelamente, la produzione è salita del 38% (e il consumo del 42%).

         Permangono problemi di tipo strutturale sull’olivicoltura italiana, sia a livello di fittezza di impianti che di produttività complessiva, legati a strutture di coltivazione obsolete e a sistemi da aggiornare, anche se l’olivicoltura collinare di alcune zone della penisola poco si prestano alla modernizzazione, possibile invece in circa il 37% della superficie italiana potenzialmente competitiva.

         A livello nazionale le regioni maggiormente produttive sono la Puglia, la Calabria e la Sicilia, che assieme detengono oltre il 70% della produzione.

         Nell’annata olearia 2021-2022 si è assistito ad un recupero delle produzioni meridionali rispetto all’annata precedente, ma ad una forte contrazione in quelle dell’Italia Centrale e Settentrionale. Al Centro il calo produttivo è stato del 25-50% in media, ma con punte anche del 70%. Al settentrione, in Veneto e Lombardia, causa problematiche climatiche, gelate e grandinate, la produzione ha subito cali anche del 90%; in Liguria mediamente del 50%.

         La situazione del Friuli Venezia Giulia ha registrato un calo del 70%, con tenuta solamente della varietà Bianchera in alcuni comprensori.

         A livello commerciale, l’Italia è il primo paese importatore di olio di oliva, da Spagna, Grecia, Tunisia e Portogallo: nel 2020 per 608.000 tonnellate ed un valore di 1.330 milioni di euro. Parallelamente è il secondo esportatore mondiale, con flussi che si dirigono principalmente verso gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone e la Francia, ma in generale in tutti quei paesi del centro nord Europa in cui le condizioni climatiche non consentono la coltivazione dell’olivo: sempre nell’annata 2020 l’export ha assunto valori di 410.000 tonnellate per un controvalore di 1.455 milioni di euro, con un incremento in volume del 22% rispetto all’anno precedente.

         Nel contesto internazionale, gli Stati Uniti presentano ampi margini di miglioramento dei consumi poiché la produzione californiana, seppur in crescita, non riesce a soddisfare il mercato interno. Il Sud America è un’area in forte espansione, sia dal punto di vista del consumo che della produzione che si concentra soprattutto in Argentina e in Cile. L’Africa magrebina sta ampliando le sue produzioni e la Tunisia si attesta come principale fornitore dell’Unione Europea. Il mercato asiatico risulta anch’esso in forte espansione, non solamente in Giappone ma anche in Cina e India, nonostante le tradizioni alimentari completamente diverse. Cresce anche la produzione in Australia.

         A livello della qualità del prodotto, il 40% degli oli riconosciuti di qualità in Unione Europea è italiano, con ben 42 Denominazioni di Origine Protetta (DOP) e 6 Indicazioni Geografiche Protette, mentre paesi come la Spagna e la Grecia ne contano 29 ciascuna. La produzione italiana di Dop/Igp è pari appena al 3% del totale, con ampi margini di miglioramento.

         In crescita la superficie condotta in biologico che interessa ben il 22% dell’intera superficie olivicola italiana, distribuita per il 31% in Puglia, 28% in Calabria, 16% in Sicilia e 6% in Toscana.

         Fra i punti di forza dell’olivicoltura italiana si segnalano la capacità di una elevata differenziazione del prodotto, grazie a oltre 500 varietà iscritte nel Registro Nazionale e un territorio con aree vocate dalle caratteristiche pedoclimatiche anche profondamente diverse. Anche il valore paesaggistico, storico e culturale degli oliveti giocano un ruolo importante a favore della produzione nazionale.

         La debolezza dell’olivicoltura italiana è legata invece principalmente alla frammentazione della struttura produttiva e ad un contesto territoriale in cui l’olivo costituisce presidio del territorio in situazioni orografiche difficili.

         Tuttavia la crescente sensibilità dei consumatori verso le produzioni di qualità consente buone opportunità sul mercato internazionale, anche se la competizione sui costi di produzione e sulla qualità è crescente di anno in anno.

 IL CONCORSO

  Nella giornata inaugurale sono previste dalle 15.30 le premiazioni della 16.a edizione del Concorso Olio Capitale 2022 a cui hanno preso parte 156 produttori da sei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. A seguire, dalle ore 16 alle 17, ci sarà la degustazione degli oli vincitori e della menzione d’onore del concorso a cura dell’Olea.

 GLI EVENTI

 Il 14 maggio dalle 10.30 ci sarà invece il convegno “Olive Oil Experience: la nuova frontiera del turismo enogastronomico”  moderato dalla giornalista televisiva Fabiola Pulieri

 La giornata del 14 proseguirà dalle 14 alle 16 con il workshop formativo sul Turismo dell’olio e sul come creare un percorso di visita e accoglienza.

Il 15 maggio, giornata conclusiva della rassegna, nel corso della mattinata è in programma l’incontro “La gestione del frantoio per ottenere la massima resa e la massima qualità per i mercati esteri”. Dalle 11.45 alle 13.00 invece l’incontro “Due chiacchiere con…” ospite Luigi Mancini (Food labelling).

Le indicazioni facoltative sull’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva: cosa dicono i regolamenti dell’Unione europea workshop per le aziende a cura di Alberto Grimelli, agronomo, giornalista, direttore di Teatro Naturale.

Nel pomeriggio, dalle 15, ci sarà il focus sul cambiamento climatico e le conseguenze per l’agricoltura a cura del naturalista Nicola Bressi.

Lo stand Mipaaf ospiterà il 13 maggio dalle 14.30 il convegno “Gestione delle acque e profili produttivi, ambientali e sanitari nei settori dell’acquacoltura e della pesca”.

Il 14 maggio, sempre allo stand del Mipaaf, sarà la volta del workshop “Sano come un pesce”, i segreti di olio e pesce per arrivare alla salute.

 GLI SHOW COOKING

 Numerosi gli show cooking in programma nell’area dedicata e per i quali sarà necessario prenotarsi in loco,

 OIL BAR

La promozione della cultura dell’extra-vergine passa attraverso l’ Oil Bar di Olio Capitale, il bar degli oli dove – seduti comodamente al banco – sarà possibile scegliere tra centinaia di etichette presenti in fiera. Novità assoluta di questa edizione la suddivisione delle etichette in “Monocultivar” (leggero/medio/intenso) e “Blend” (leggero/medio/intenso) per permettere a tutti di cogliere al meglio le caratteristiche dei diversi prodotti protagonisti a Olio Capitale.

 MIRABILIA NETWORK A OLIO CAPITALE

 A Olio Capitale 2022, con lo slogan “Uniamo Unesco”, sarà presente uno stand dell’Associazione Mirabilia Network che – grazie ad Unioncamere e a 18 Camere di commercio italiane – collega una serie di destinazioni, da Nord a Sud Italia, accomunate da siti aventi il riconoscimento Unesco di Patrimonio mondiale dell’umanità.  Ad Olio Capitale le 20 aziende ospiti di Mirabilia – provenienti da Sassari, Matera, Bari, Catania, Treviso, Umbria, Verona, Riviere liguri, Messina, Udine, Trieste – testimonieranno il valore dell’olio nelle sue varie accezioni, tradizionali e moderne (le visite guidate in frantoio, le degustazioni, ma anche corsi di assaggio, laboratori didattici, i massaggi all’olio, le camminate tra gli ulivi, i concerti musicali all’ombra degli ulivi secolari) e racconteranno a 5 buyer provenienti da Olanda, Francia, Croazia e Danimarca  proposte di viaggio e di relax tutte da vivere.

         La Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e del Turismo (Mipaaf), autorità preposta alla gestione e coordinamento del Programma Operativo del Feamp che promuove la pesca e l’acquacoltura intelligenti ed ecocompatibili insieme ad uno sviluppo sostenibile ed inclusivo delle comunità che dipendono dalla pesca stessa, organizza   Nelle giornate dell’evento convegni sul tema della sostenibilità ed efficienza nelle attività di acquacoltura e pesca, eventi informativi per la valorizzazione dei prodotti ittici allevati e pescati in Italia attraverso degustazioni e show-cooking incentrati sul connubio gastronomico pesce-olio.

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