24/06/2024

“La Regione Friuli Venezia Giulia, in accordo con lo Stato, per prima in Italia, ha attuato alcuni atti normativi che consentono di impiegare i migranti in Lavori Socialmente Utili (LSU) così da restituire al territorio che li ospita qualcosa di concreto. Inoltre, abbiamo avviato dei corsi di italiano e di sicurezza sul lavoro, attraverso i progetti locali dedicati, per 1.600 persone su 3.403 richiedenti asilo ospitati sul territorio. Progetti che sono utili per agevolare percorsi di integrazione con la popolazione residente”. Ne ha dato conto l’assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti in occasione dell’assemblea pubblica che si è svolta nella Sala consiliare del Municipio di Cavazzo Carnico per affrontare il tema dell’accoglienza dei migranti a cui hanno partecipato il prefetto Vittorio Zappalorto, il vicequestore aggiunto di Udine Alessandro Miconi, il direttore della Croce Rossa Fabio Di Lenardo, il primo cittadino del centro carnico Gianni Borghi, con il comandante provinciale dei Carabinieri di Udine Marco Zearo. La riunione ha inteso rassicurare ma soprattutto spiegare ai cittadini le motivazioni e le modalità di arrivo dei 22 afghani richiedenti asilo politico, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, ospiti dell’Albergo Olivo nel centro carnico. Torrenti ha rimarcato che si tratta di richiedenti protezione internazionale che si affidano a noi e ha invitato a non aver timore di chi si fa identificare e richiede protezione. Da qui l’importanza dei progetti volti a sostenere e potenziare la capacità di accoglimento diffusa e integrata in Friuli Venezia Giulia attraverso il supporto agli Enti locali che accolgono persone richiedenti o titolari di protezione internazionale. L’intento è di promuovere l’inserimento, la conoscenza e l’accettazione reciproca tra persone accolte e comunità ospitante, attraverso attività socialmente utili ed esperienze formative, con il coinvolgimento del privato sociale. L’assessore ha voluto ricordare il dato positivo della nostra regione dove un comune su tre ha accolto i richiedenti asilo rispetto alla media italiana che non arriva a uno su 10 e ha ribadito “la necessità di affrontare la situazione, di confrontarsi con persone che non conosciamo; lo sforzo richiesto è quello di non avere diffidenza perché i dati evidenziano grazie all’esperienza di molti Comuni che non ci sono motivi per preoccuparci”. Le preoccupazioni dei cittadini, se pur legittime, è stato detto, non trovano conferme nella realtà, come ha spiegato Zearo indicando che, in provincia di Udine, non sono stati rilevati episodi negativi legati ai profughi ospitati nei comuni che sono già stati oggetto di controllo e sui quali non ci sono denunce a loro carico. Analogamente si è espresso Miconi ed è stato ribadito come il territorio è presidiato e i controlli verranno ulteriormente rafforzati. Infine, Torrenti ha indicato come “queste persone devono rispettare le regole ma hanno il permesso di essere qui e non sono clandestini”. Anche il prefetto Zappalorto ha invitato all’accoglienza dei richiedenti asilo “che si portano dietro ferite profondissime. In questo percorso i sindaci hanno un ruolo fondamentale per l’integrazione”.

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