01/10/2022

Il dolce, famoso in tutto il mondo con il nome di “Tiramisù” è stato inserito con un decreto del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali di metà luglio, su richiesta della Regione Friuli Venezia Giulia, nella lista dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) e quindi riconosciuto come caratteristico del territorio,  nelle due versioni storicamente originarie del Friuli Venezia Giulia: quella carnica, conosciuta come “Tiramisù” o “Tirimi sù”,   le cui origini vanno ricercate nella Tolmezzo degli anni ’50 dello scorso secolo, presso l’albergo ristorante “Roma” e quella bisiacca, semifreddo in coppa noto come “Coppa Vetturino Tìrime Su”, servita sempre negli anni ’50 alla trattoria al Vetturino di Pieris, in provincia di Gorizia.

Sulla decisione ministeriale di inserire il tiramisù nell’elenco delle specialità del Friuli Venezia GIulia, Il presidente del Veneto, Zaia, ha annunciato di essere pronto a ricorrere.  Shaurli ritiene che siano incomprensibili le polemiche e i nervosismi di Zaia. Per Shaurli “non c’è nessun antagonismo o “guerra” in atto, solo l’orgoglio e la volontà di dar merito a chi ha creato quello che è diventato uno dei capisaldi del Made in Italy nel mondo.

“Al Presidente Zaia ricordo – sottolinea Shauli -che siamo generosi perché   anche il Prosecco, come da disciplinare di tutela, è nato ed ha origine in Friuli Venezia Giulia e, senza quel nostro Comune del Carso, nessuna denominazione di origine sarebbe stata possibile “.

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“Essere nell’elenco dei PAT – sottolinea Shaurli –  può anche rappresentare il viatico a un successivo e ancora più importante riconoscimento”. L’assessore ricorda  che diversi prodotti inseriti negli elenchi dei Pat hanno poi intrapreso il percorso per la registrazione europea DOP/IGP.

“In Friuli Venezia Giulia è il caso della Brovada, che ha ottenuto il riconoscimento DOP, ed è oggi il caso della Pitina con la richiesta di registrazione IGP sul tavolo della Commissione Europea a Bruxelles”.

L’iter di riconoscimento del Tiramisù quale Prodotto agroalimentare tradizionale, è iniziato con una domanda presentata dalla delegazione di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, che ora, attraverso il delegato Massimo Percotto,  parla di “ufficializzazione della verità storica sulle origini di un dolce simbolo dell’Italia nel mondo, riferimento permanente alla nostra cultura ed alla nostra maestria gastronomica”.

L’iter istruttorio è stato poi perfezionato da ERSA e  Direzione Centrale per le risorse agricole.

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