27/09/2022

L’Austria non intende chiudere unilateralmente i suoi confini ai migranti, lasciando da soli i Paesi dei Balcani occidentali ad affrontare tutto il peso dell’emergenza profughi. Lo ha detto a Sarajevo il ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz, che nella capitale bosniaca ha cominciato un lungo giro nei Paesi della regione. E’ necessario, ha aggiunto in una conferenza stampa con il collega bosniaco Igor Crnadak, trovare insieme la soluzione alla crisi dei migranti, in particolare con Serbia e Macedonia. “Non vogliamo addossare a nessuno pesi che non si è in grado di sopportare”, ha detto Kurz. Il capo della diplomazia austriaca ha incontrato a Sarajevo le massime autorità bosniache, alle quali ha ribadito l’appoggio di Vienna al processo di integrazione europea e alla realizzazione delle necessarie riforme. “Noi siamo un partner forte, ma spetta a voi approvare leggi conformi all’Ue – ha detto Kurz – avete iniziato bene a risolvere quanto prevede l’agenda delle riforme”. La Bosnia presenterà la domanda di adesione all’Ue il 15 febbraio, e “nel 2018 – ha annunciato il ministro degli esteri Igor Crnadak – possiamo aspettarci lo status di paese candidato, e l’Austria può aiutarci in questo”. I due ministri hanno sottolineato le buone relazioni economiche
bilaterali – l’Austria è il più importante investitore diretto in Bosnia – e i legami storico culturali. A Sarajevo Kurz ha presenziato all’inaugurazione del progetto di scambi culturali dal titolo “Anno della cultura Bosnia Erzegovina – Austria 2016”, manifestazione nell’ambito della quale saranno realizzati oltre 50 singoli programmi per presentare, sia in Bosnia che in Austria, numerosi eventi culturali. Nel pomeriggio si è spostato a Belgrado, da dove ha proseguito il suo giro nei Balcani occidentali visitando Montenegro, Albania, Kosovo e Macedonia. Emergenza migranti, riforme e integrazione europea i temi centrali dei colloqui. (FONTE ANSA).

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