Mancano le pale al mulino inaugurato a Galleriano di Lestizza.
Ricordo bene la presentazione ufficiale del progetto da parte dei Sindaci di quattro Comuni del Medio Friuli che ospitarono il grande Luca Mercalli. Un meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo italiano, noto al pubblico televisivo per la
partecipazione alla popolare trasmissione “Che tempo che fa”. Lui in verità si occupa principalmente d’inquinamento e mutazioni atmosferiche conseguenti.
Strano non si veda più molto in televisione, uno che dice quello che pensa e non ha peli sulla lingua per accusare gli Stati “evoluti” di mentire con promesse futuriste mai seguite da fatti concreti. Lui naturalmente promosse a pieni voti l’iniziativa di realizzare una catena biologica naturale per la produzione di farine e pane con prodotti locali, controllati dall’inizio alla fine. Adesso è partita l’iniziativa che pochi anni fa sembrava una scommessa di alcuni sognatori, si sta dimostrando una meravigliosa esperienza di comunità rurale nel territorio del Medio Friuli.
Era il 2015 quando i Sindaci di Mereto di Tomba, Basiliano, Sedegliano e Flaibano siglarono quel patto con i cittadini e alcuni soggetti privati, per dar vita a una filiera locale, solidale e sostenibile. Nel dicembre 2016 è nata la Cooperativa Agricola di Comunità D.E.S. Friûl di Mieç e il progetto ha coinvolto un numero crescente di aderenti e sostenitori, facendosi conoscere anche al di fuori dal panorama regionale e nazionale (peccato per l’uso del friulano che limita la comprensione).
Al momento sono venticinque gli ettari coinvolti nella coltivazione, una dozzina i panifici e una ventina le piccole botteghe di paese che aderiscono all’iniziativa, che coinvolge anche diverse associazioni locali e istituti scolastici del territorio. L’attivazione di un mulino affiliato alla Cooperativa rappresenta un importantissimo passo in avanti affinché il progetto Pan e Farine dal Friûl di Mieç sia ancora più fortemente radicato nel suo territorio, per dimostrare che un’altra economia è possibile. Un’economia solidale, che crede nella sostenibilità, nella rinascita delle comunità rurali, nella resilienza delle filiere locali.
Ora il distretto del Medio Friuli ha fatto un passo avanti con l’inaugurazione del mulino affiliato alla cooperativa agricola, che permetterà di macinare a pietra naturale il grano coltivato nella filiera locale sostenibile.
L’azienda agricola Friûl Bios a Galleriano di Lestizza, dei fratelli Gabriele e Fulvio Tavano, ha presentato il nuovo mulino per macinare cereali di propria produzione, ottenuti con coltivazione biologica e omeodinamica (con ridotto apporto idrico) e anche la macinatura avverrà senza le pale cui siamo abituati, spinte da corsi d’acqua oppure dal vento. L’impianto funziona a energia elettrica e per la produzione si utilizzeranno anche pannelli solari. Il nuovo sistema a basso consumo, permette la macinatura a basso regime di giri per evitare di danneggiare, con l’innalzamento delle temperature, le qualità organolettiche del grano biologico.
Tantissima gente per l’inaugurazione del nuovo impianto per la macinazione del grano con il consigliere regionale Massimo Moretuzzo (già sindaco di Mereto di Tomba), il Sindaco Geremia Gomboso di Lestizza, oltre all’amministratore delegato della Friul Bios, Gabriele Tavano. C’era anche l’assessore di Codroipo Graziano Ganzit che non può star lontano dai progetti che valorizzano il Medio Friuli rispettando la natura. Anche quest’azienda fa parte del progetto Terre del Friuli Venezia Giulia che come spiega Sandra Furlan, vuole essere l’espressione dell’impegno e della garanzia che offrono le singole imprese partecipanti per la valorizzazione e la tutela del territorio e di quanto questo esprime.
Marco Mascioli

















