20/10/2021

Primo incontro tra l’Ambasciatore e il Console del Bangladesh e il Sindaco Anna Maria Cisint presso il Palazzo Municipale di Monfalcone. Il Sindaco ha approfittato dell’incontro con l’Ambasciatore e il Console del Bangladesh per fare il punto su questioni decisive per la vita nel monfalconese. Le tematiche sollevate dal Sindaco all’Ambasciatore Mr. Md. Shameem Ahsan vertono su tre aspetti culturali e operativi su cui la comunità di Monfalcone quotidianamente richiede risposte: controlli anagrafici, educazione e insegnamento della lingua italiana, ruolo della donna.

Tra le principali differenze culturali, infatti, in primo piano c’è la condizione femminile che in Bangladesh è senza dubbio tra le peggiori al mondo, ed è il risultato di condizioni di estrema povertà e di disparità sociali e tra i sessi. Violenze e abusi nei confronti delle donne sono spesso considerati episodi “normali”, tra quelli che avvengono all’interno delle mura domestiche. Nella maggior parte dei casi la donna vittima di violenza non sporge denuncia, perché quell’atto di protesta potrebbe avere ricadute negative su tutti gli aspetti della sua vita, compresa la sua immagine sociale.

La riunione si è aperta con l’esigenza di individuare un accordo per facilitare i controlli delle autodichiarazioni al momento della presentazione delle domande per contributi, per la richiesta di case ATER. Mentre per i provenienti dalla Comunità Europea è facile verificare la veridicità o meno delle autodichiarazioni, al momento è impossibile farlo con la comunità bangladese.

Questo favorisce dichiarazioni false, spesso neppure comprese completamente, che vanno a scapito di chi, magari, avrebbe diritto legalmente ad ottenere sostegni, anche economici, come ha spiegato il Sindaco Cisint. L’Ambasciatore si è reso disponibile a individuare uno strumento di dialogo con il proprio Paese.

Quando ci sono gruppi omogenei così imponenti in un piccolo centro come Monfalcone, la necessità di comunicare scema, in quanto normalmente rimangono tra di loro. Solo lo studio della lingua italiana può fungere da vero strumento d’integrazione. Soprattutto le donne non parlano italiano e questo crea una notevole distanza con la nostra comunità. Secondo i nostri usi e costumi, è difficile accettare che le donne camminino a volto coperto e, molto spesso, dietro gli uomini. In una più ampia analisi del ruolo della donna all’interno della famiglia, il Sindaco ha manifestato preoccupazione per le ragazze che, al termine del ciclo scolastico, spariscono per poi rientrare già sposate. Il Bangladesh è il paese con il più alto tasso di matrimoni infantili del mondo, circa il 18% delle ragazze si sposano a soli 15 anni.

La riunione si è conclusa con la volontà reciproca di instaurare una collaborazione dialogante, dandosi appuntamento a un incontro on-line per definire il protocollo d’intesa per i controlli anagrafici e con la richiesta del Sindaco ad Ambasciatore e Console che si facciano portavoce delle necessità di rispetto e mantenimento del decoro in Città.

Monfalcone è molto di più di un sobborgo di Dacca. Nella quiete di questa cittadina Mitteleuropea si sta sperimentando da tempo un modello d’integrazione. Monfalcone è un laboratorio dove si mescolano razze, culture, slanci solidaristici e prove tecniche di una convivenza che ormai dura da tanti anni, riconoscendo ai monfalconesi del Bangladesh la grande laboriosità e l’indole pacifica che difficilmente scaturisce in problemi concreti di convivenza. Il rispetto delle diverse culture dev’essere sempre considerato, sia da parte di noi indigeni, sia dagli immigrati.

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