28/06/2022

La nota finale dell’edizione 2019 di Mittelfest suggella in toni trionfalistici i risultati di questo festival in piedi da 28 anni, la cui nobile missione è quella di raccontre i grandi cambiamenti dell’Europa attraveso grandi performances artistiche in un luogo storico, suggestivo e simbolico, Cividale del Friuli, patrimonio UNESCO, incastonato in un crocevia della cultura e delle tradizioni della Mitteleuropa. Quindi ideale per tutto questo.

Un festival di caratura internazionale, non solo negli spettacoli ma anche negli importanti contributi alla riflessione sul presente portati quest’anno da grandi testimonial come l’ex Primo Ministro greco Giorgios Papandreou, l’intellettuale e scrittore italiano Erri de Luca, o l’ex Presidente della Croazia Ivo Josipovic. Del respiro europeo del festival danno conferma anche le collaborazioni con importanti partner internazionali come la Fondazione Onassis Stegi di Atene, fondamentale per il focus sulla Grecia (altra novità di quest’anno), l’olandese Dutch Performing Arts (che ha contribuito a tre progetti musicali di grande livello), il Premio internazionale Teresa Pomodoro – Spazio Teatro No’hma.

Grande soddisfazione – si legge nella nota finale – per il calore dimostrato dal pubblico e per il livello artistico sfoderato in 11 giorni con 16 proposte artistiche internazionali, 6 nazionali e 7 del territorio. Nel cartellone numerosi anche i debutti, tra i quali 6 spettacoli in prima mondiale e 10 in prima nazionale. Anche la parte mediatica ha fatto la sua parte – si sottolinea nella nota finale – con 41 giornalisti accreditati e 61 testate e 121 siti web che hanno parlato del festival. il sito di Mittelfest è stato visitato da circa 77.500 persone uniche e sono state 105 mila le pagine visitate; è di circa 100.000 la copertura totale Facebook e Instagram (persone raggiunte da Mittelfest) e sono state 920 mila le visualizzazioni dei contenuti.

L’attività di Mittelfest ha avuto anche una vetrina durante l’anno, in particolare con la messa in onda di alcuni degli spettacoli dell’edizione 2018 su importanti reti Tv.

Tutti numeri che, teoricamente, avrebbero dovuto riflettersi nela quantità di biglietti staccati per i 35 spettacoli a pagamento, che in realtà sono stati appena 5.921 con un incasso lordo di 76.078 euro (netti 68.938). Un risultato economico – si è affrettato a sottolineare il presidente Rossi – superiore ad edizioni come il 2009, 2010, 2013,2014 e 2015”, anche se il grado di successo di una manifestazione non si può misurare solamente dai numeri. Noi diciamo, invece, di sì, soprattutto per il fatto che questa manifestazione gode di un cospicuo finanziamento pubblico regionale di cui, nella nota finale, si cita solamente la parte detratta (110 mila euro) e non quella concessa!

A sostenere la tesi del grande successo, oltre a segnalare un numero complessivo di presenza pari a 10 mila persone, tra paganti e non paganti, si gioca sugli incrementi percentuali, che possono apparire molto positivi (+ 73 per cento di biglietti venduti e piu 50 per cetno di abbonamenti rispetto al 2018) ma su numeri assoluti irrilevanti rispetto ad economia e qualità di spettacolo messi in campo. Gli abboamenti sono passati da 146 a ben 218. Ma di che cosa stiamo parlando? di una sagra o di un festival internazionale? Se è giusto riempirci la bocca con la qualità di ciò che è stato portato a Cividale, allora è lecito fare dei “paragoni di esempio” senza alcuna sindrome di inferiorità… ai 50 spettacoli dell’Arena di Verona calendarizzati tra giugno e settembre, assistono ben 400 mila spettatori paganti, vale a dire una media di 8mila spettatori per spettacolo. Per il Mittelfest, considerando i 35 spettacoli a pagamento e i relativi biglietti staccati, la media di presenze per spettacolo è di ben 170 persone. Un successone. Ci viene in mente per similitudine un famoso passaggio della canzone di Ruggero dei Timidi … che cos’ha New York (Verona) che Udine (Cividale) non ha?

E’ vero che i numeri non sono tutto ma i numeri rendono “sostenibile” la cultura. Un’equazione che si può raggiungere a dispetto di chi dice che la culura non paga… ed è un obiettivo che è doveroso cogliere tanto più quanto un evento si storicizza. E’ una questione di scelte e di responabilità altrimenti bisogna avere il coraggio di farsi da parte.

Tra le difese d’ufficio al Festival quella del sindaco di Cividale Balloch, che riferndosi a così numerosi sold out come non se ne registravano da anni, ha sottolineato (almeno nella nota) la lungimiranza e scelta vincente degli sponsor istituzionali e in particolare della Regione nel finanziare per 28 anni il festival. Capiamo l’apprensione del sindaco per la sua città ma su queste parole è più facile ironizzare che condividere.

GFB

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