19/05/2024

Se c’è una cosa che ci hanno insegnato questi ultimi anni è che non tutto è sotto il nostro controllo. Tuttavia, se alcuni fatti appartengono alla  categoria dell’inevitabile,  sta a noi battere anche un sentiero diverso, capace di sottrarsi a ciò che pare già tracciato. Con Rilke e le sue Lettere a  un giovane poeta: “Il destino esce da noi, non entra in noi da fuori”; in ciò consiste anche la sorgente della creatività di tanti innovatori. 

Da queste riflessioni, tra coincidenze, necessità e scarti al destino, nasce la XXXII edizione di Mittelfest – festival multidisciplinare di teatro,  musica, danza e circo di riferimento per l’area Centro-europea e balcanica con sede a Cividale del Friuli, che quest’anno affronterà proprio il tema  INEVITABILE. A svolgerlo, accanto al festival maggiore, per il terzo anno ci sarà anche la rassegna under 30 Mittelyoung, che mette in scena una  nuova generazione della Mitteleuropa, dando a questa un sostegno concreto per esprimersi.

Così il direttore di Mittelfest Giacomo Pedini spiega il tema che lo ha ispirato per il programma: «Giunti, come annotava Italo Calvino nella sua  sfida al labirinto, “nella fase dell’industrializzazione totale e dell’automazione”, siamo forse costretti ad agire simili ad automi, a compiere passi  inevitabili in un mondo in cui “le macchine sono più avanti degli uomini e le cose comandano le coscienze”? Quale è il margine dato ancora alla  scelta decisiva, a quella capace di cambiare l’andamento di un meccanismo che sembra immutabile?   Ogni spettacolo di Mittelfest 2023, in modi  molto diversi, divaga attorno a queste domande».

Prima di iniziare l’illustrazione del programma nella conferenza stampa di presentazione, Giacomo Pedini e Roberto corciulo hanno provocato un  effetto domino con delle tessere disposte sul tavolo, perfetta metafora del rapporto con il destino e di quella linea che sembra non si possa  arrestare, ma che invece può subire brusche interruzioni

  Roberto Corciulo, presidente di Mittelfest, ringranziando il direttore artistico e l’ex assessore regionale alla cultura, Tiziana Gibelli, ha sottolineato  che  Mittelfest è diventato un progetto che dura tutto l’anno, un progetto di territorio,  ma allo stesso tempo sempre più internazionale, un festival  capace di valorizzare ed attrarre i giovani talenti europei.

Mittelfest  è proiezione del nostro territorio verso il futuro, che infatti guarda a famiglie e bambini. 

Siamo un festival che è diventato strutturale per la nostra regione. Mittelfast tesse ponti culturali e si propone   come motore di relazioni  internazionali, in un momento storico in cui alla cultura più che mai spetta di farsi ambasciatrice di pace.

“Mittelfest è riuscito a fare un piccolo miracolo, parlo di Mittelyoung, il festival nel festival dedicato agli under30 della Mitteleuropa, un progetto che  in soli 3 anni ha guadagnato visibilità internazionale, credibilità e  incremento costante delle richieste di partecipazione dall’estero, ha commentato  Giuseppe Morandini, presidente della Fondazione Friuli, istituto che sostiene convintamente la kermesse culturale. 

Quello di Mittelfest è un dialogo con la Mitteleuropa, per l’Europa, un contenitore di esperienze a tutto tondo che, grazie alla lungimiranza del suo  presidente Corciulo e del cda, ha saputo portare un nuovo stile di gestione e organizzazione capace di confrontarsi con la percezione del pubblico e  che può diventare esempio virtuoso nel mondo culturale”.

Di nuova vivacità che il Mittelfest ha saputo creare, ha parlato Daniela Bernardi, Sindaco di Cividale del Friuli, 

“Mittelfest lavora ormai 365 giorni all’anno…e   abbiamo visto i ragazzi invadere vie e piazze. Sono molto felice che Mittelfest ritorni in piazza  Duomo con il palco nel cuore della nostra città”

I due festival internazionali saranno in scena rispettivamente dal 18 al 21 maggio, Mittelyoung, e dal 21 al 30 luglio Mittelfest, mentre lungo tutto  l’arco dell’anno Mittelfest prosegue sotto il nome di Mittelland (1 aprile-31 dicembre), con eventi che danno continuità al festival e lo identificano  come ponte tra collaborazioni europee e realtà del territorio. 

Con il titolo “Inevitabile” il festival si propone, dunque, di offrire spunti per evidenziare le scintille tra destino e innovazione, guardando al futuro  con progetti dedicati alle famiglie e rendendo quanto mai contemporanea la messa in scena in spettacoli itineranti. Da qualche anno, un’altra  connotazione di Mittelfest è, inoltre, un’attenzione speciale per l’arte del circo. 

I NUMERI DEI FESTIVAL 

i due festival metteranno in scena complessivamente 38 titoli, coinvolgendo artisti e artiste da 13 diversi Paesi della Mitteleuropa, dei Balcani e  limitrofi (Italia, Ungheria, Svizzera, Germania, Austria, Paesi Bassi, Lituania, Slovenia, Rep. Ceca, Bosnia ed Erzegovina, Slovacchia, Croazia,  Russia, Spagna).

Nel dettaglio, Mittelfest quest’anno avrà 28 progetti artistici – 16 musicali, 8 teatrali, 3 di danza e 1 di circo, a cui si aggiungeranno i 3 spettacoli  selezionati da Mittelyoung e lo spettacolo scelto da CS Under 30, la sezione young del Carinthischer Sommer Music Festival – per 14 prime assolute  e italiane, 7 produzioni o coproduzioni, il tutto coinvolgendo 12 diversi Paesi.

Mittelyoung ospiterà i 9 spettacoli usciti vincitori dal bando concluso lo scorso febbraio con 169 candidature, di cui 85 giunte dall’estero: 2 di  teatro, 3 di musica, 2 di danza e 2 di circo, in rappresentanza di 6 diverse nazionalità.

Mittelfest è realizzato con il sostegno dei soci Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, #iosonofriuliveneziagiulia, Comune di Cividale del Friuli,  CiviBank, Ente Regionale Teatrale FVG e con il contributo di PromoTurismo FVG, Ministero della Cultura, Fondazione Friuli, Camera di Commercio  Pordenone e Udine, ARLeF- Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane.

Ha il sostegno di: ATP Gorizia – Azienda Provinciale Trasporti spa, Associazione Culturale Mitteleuropa, Ente Friuli nel mondo, Fazioli Pianoforti

Un ringraziamento particolare va alla direzione Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e, per il novero di Mittelfest tra i Grandi  eventi, a PromoTurismo FVG

Inoltre è realizzato con il supporto internazionale di Performing Arts Fund NL e Pro Helvetia Fondazione Svizzera per la cultura

Sono media partner di Mittelfest Rai Radio 3, Rai Friuli Venezia Giulia, Messaggero Veneto e Telefriuli.

Mittelfest, infine, aderisce a European Festivals Association, Italiafestival, AGIS Nazionale e al progetto GO!2025 Nova Gorica – Gorizia, collabora  al Premio Rete Critica.

MITTELFEST 21/30 luglio. 

Il programma

Il taglio del nastro ufficiale di Mittelfest 2023 si terrà il 22 luglio alla presenza delle autorità, ma già dal 21 luglio si aprirà il sipario sul programma,  suddiviso in vari filoni tematici che declinano il tema Inevitabile.

Due concerti che incorniciano il festival, in apertura e in chiusura.

Si tratta del concerto inaugurale Janoska Goes Symphonic (21 luglio, prima assoluta, musica), con l’eccezionale incontro tra il gruppo austro- slovacco Janoska Ensemble e il respiro sinfonico della FVG Orchestra, orchestra residente a Mittelfest, che faranno duettare la regolarità del  canone e il soffio vitale della sua stessa rottura, in un succedersi di ironici rimandi tra il repertorio classico centro europeo e variazioni  sorprendenti. 

Mentre il concerto di chiusura guarda decisamente a un pubblico giovane con i Fast Animals and Slow Kids, sul palco eccezionalmente con  l’Orchestra Arcangelo Corelli (30 luglio, musica), che ci faranno entrare in musicalità irruenti e rotonde insieme, che fanno “sbandare” il rock verso  linee sentimentali, fino alla poesia. La direzione è di Carmelo Emanuele Patti, in un progetto che unisce Mittelfest e Ravenna Festival. 

Più che mai Mittelfest 2023 dialoga quest’anno con la città, e propone tre spettacoli itineranti, che rendono lo spettatore parte della creazione. 

Si inizia con Deriva Urbana (A part not apart from a place) (22 e 23 luglio, prima nazionale, teatro), spettacolo internazionale del collettivo  austro-catalano Eléctrico 28, realizzato da Mittelfest in co-produzione con il Dramma italiano di Fiume – HNK Ivan Zajc Rijeka, che ci induce a  cercare, camminando per Cividale, nuovi rapporti tra persone, cose e luoghi, tra elementi evitabili e inevitabili, oltre la solitudine nella folla. 

Walk  with me di Strijbos & Van Rijswijk (28-30 luglio, prima nazionale, teatro) porta invece in giro per la città uno spettatore alla volta, guidato da un  software per mezzo di cuffie e cullulare, da cui riceve un mutevole paesaggio musicale, a sua volta mescolato con i suoni urbani, a cui si aggiunge  ogni tanto l’incontro con una cantante lirica e con nuovi stimoli sonori: il percorso di viaggio sarà determinato dal software o dallo spettatore? Il  tutto per esplorare il rapporto tra suono e spazio, e la creazione individuale del racconto in un progetto da fruire dal proprio smartphone, in una  co-produzione con Periferico festival e il sostegno di Performing Arts Fund NL.

 Il terzo è lo spettacolo di Effetto Larsen La fiera degli altri (28-30  luglio, teatro), che riunisce 35 spettatori alla volta e li invita a un’esperienza ludica, con piccole gare in cui affrontare i propri pregiudizi e il  rapporto con gli sconosciuti, per riconoscere i confini che ci separano dagli altri. Un gioco alla scoperta della propria visione del mondo. 

Troviamo poi un ampio filone di spettacoli “innovatori o inevitabili”, in cui si riuniscono storie emblematiche, destini non contrattabili e affronti a ciò  che detta la regola. 

A questo gruppo appartiene l’omaggio al centenario di Calvino di cui sarà messo in scena Il visconte dimezzato (22 luglio, prima assoluta, teatro),  con Vinicio Marchioni e la musica dal vivo di alcuni musicisti parte dei Radio Zastava, in una collaborazione Mittelfest-Fondazione Teatro della  Toscana che prosegue. Mentre impazza la guerra in Boemia tra Austria e Turchia, il Visconte viene travolto da una cannonata che lo scinde in due  metà, una buona e una cattiva, destinata a tornare sul proprio trono. Sarà inevitabile il male? La storia, parte della Trilogia degli antenati di  Calvino, parla in realtà di tutti noi, rilanciandoci la palla su quale parte vogliamo nutrire e far vincere, o se è necessario un punto di incontro fra le  due. 

Una storia che va contro un destino che pareva scritto è certamente, poi, quella di Marlene Dietrich, che si sottrae al suo ruolo di icona del cinema  del Terzo Reich e durante la Seconda Guerra Mondiale decide di combattere il nazismo accanto agli americani. In uno spettacolo atteso, scritto e  diretto da Haris Pašović, ex direttore di Mittelfest e uno dei più registi più stimati del Sud-Est Europa, Marlene (27 luglio, prima assoluta, teatro)  avrà il volto della star serba Mirjana Karanovi, in una co-produzione tra Mittelfest, Teatro Nazionale di Sarajevo e East-West Centre.

A questo gruppo si iscrive anche lo spettacolo dedicato all’inventore serbo Nikola Tesla, dal titolo appunto Tesla, di Ksenija Martinović e Federico  Bellini (30 luglio, prima assoluta, teatro), che ripercorre la vita e le tappe dello scienziato, in particolare il suo progetto più ambizioso: la torre  Wardenclyffe, quella che sarebbe potuta essere la svolta epocale per l’umanità, con la produzione di energia elettrica gratuita per tutti, a cui fu  rifiutato il finanziamento finale dal più grande banchiere di inizio ‘900, J.P. Morgan. Con un dialogo tra performance e interpretazione, il corpo  dell’attrice Ksenija Martinovic diventa macchina e produttore di energia, come una creazione dell’inventore.

Un altro modo per andare oltre l’inevitabile è quello di tracciare un contrappunto creativo alla regola. È così che l’innovazione si è da sempre  affermata. 

E questa è l’ispirazione che sottostà ad alcune proposte di Mittelfest 2023, come i Tre fenomeni. Piovani – Vivaldi i concerti della natura (23 luglio,  musica), un raffinato intreccio di rimandi musicali, dove tre celeberrimi concerti di Vivaldi si uniscono e si riformulano con nuove composizioni da  essi ispirate, scritte da Nicola Piovani.

Virtuosismo e divertimento si riconcorrono e rinnovano le aspettative anche nell’opera da balcone Questo è un nodo avviluppato (26 luglio, prima  nazionale, musica), a cura di Piccolo Opera Festival di Gorizia che mette in scena duetti, terzetti e brani di insieme nel suggestivo Monastero di  Santa Maria in Valle, da pagine fatali di Mozart e Rossini. L’evento vede la collaborazione del Centro Sloveno di educazione musicale Emil Komel di  Gorizia e dell’Accademia musicale Chigiana di Siena. 

Si cambia ritmo ma non ardire con Besh o drom (26 luglio, musica), spettacolo di world music della band ungherese – l’Ungheria è il Paese su cui  Mittelfest 2023 fa un focus speciale – che da due decenni affascina il pubblico di tutto il mondo con la sua sfida alla categorizzazione dei generi. 

Arriva ancora dall’Ungheria Mechanics of Distance (22 luglio, prima nazionale, danza), in cui la coreografia di Máté Mészáros indaga e riscrive il  rapporto tra i corpi e le variazioni che possono crearsi a contatto con l’ambiente, attraverso lo studio del gesto e della quotidianità e dei suoi scarti. 

Senza dubbio innovativo è anche Toonzetters di Primo Ish-Hurwitz (28 luglio, prima nazionale, musica), progetto che arriva dall’Olanda, con il  sostegno di Performing Arts Fund NL, e raccoglie le opere di venti giovani compositori olandesi, restituendo un caleidoscopio di stili e caratteri  musicali, da melodie neoromantiche al jazz. 

Così come Solo bianco e nero, spettacolo italo-russo-lituano (30 luglio, prima assoluta, musica), in cui Lukas Geniušas, Corrado Rojac e Anna  Geniushene reintepretano, a partire dalle possibilità dei toni e mezzi toni del pianoforte e della fisarmonica, brani di Schurbert, Solbiati (due prime  esecuzioni assolute) e Prokofiev. 

È, infine, affascinante il progetto Quadri di un’esposizione (28 luglio, musica), che unisce il pianoforte di Alexander Gadjiev a testi poetici letti da  Federica Fracassi, per ripercorrere la promenade di Modest Petrovič Musorgskij, il quale, nel 1874, provò a tradurre l’intera mostra dell’amico  Hartmann con un pianoforte. Ovvero a riprodurre i suoi dieci dipinti e anche il vagabondare per le sale dei visitatori in quella traslazione di stili che  in retorica si definisce “ecfrasi”.

Spostandoci su un filone di spettacoli poetici e letterari, Clessidra è ancora una reinvenzione linguistica, questa volta da parola a musica, che  Enrico Malatesta con la sua performance sonora fa dei racconti del poeta e scrittore Danilo Kiš, considerato tra i più significativi scrittori della ex  Jugoslavia (24 luglio, prima assoluta, musica).

Così come Le rose di Sarajevo di Erri de Luca e Cosimo Damiano Damato, con la Minuscola orchestra balcanica di Giovanni Seneca, rende omaggio  al poeta Izet Sarajlić (29 luglio, musica), cantore della città di Sarajevo e testimone della tragedia bosniaca. Tanto che ai tempi dell’assedio i  cittadini andavano alle sue serate di poesia nel buio di una città senza corrente elettrica. Nello spettacolo ci saranno poesie e le lettere che il poeta  bosniaco scambiò con lo stesso Erri de Luca. 

In Minotauri (27 luglio, musica) la violinista e compositrice Anaïs Drago intraprende, invece, un viaggio musicale e letterario attraverso le nostre  solitudini interiori. Il concerto si divide in tre parti, con occhiolini a Dürrenmatt e Calvino. La musicista ha vinto il Top Jazz 2022 nella sezione  nuove proposte e collabora da anni con il cantante pop Ultimo. 

Mentre Paolo Triestino porta in scena il bel romanzo di Delphine de Vigan Le gratitudini (25 luglio, prima assoluta, teatro), curandone  l’adattamento, la regia e comparendo tra gli interpreti con Lucia Vasini e Lorenzo Lavia. Si narra la storia di Michka, anziana correttrice di bozze  polacca, che per anni ha accudito la figlia problematica di una vicina di casa. Ora è lei ad avere bisogno di aiuto, mentre sta perdendo la capacità  di parlare e ringraziare chi l’ha salvata bambina dai campi di sterminio: e questo è il suo ultimo viaggio. 

Mittelfest dà molta attenzione al pubblico di domani, ospitando anche un ampio progetto famiglia nella sua programmazione, per includere e  formare i più giovani. 

Qui incontriamo lo spettacolo Fili di inchiostro e nuvole di Circo all’Incirca (22 luglio, prima assoluta, circo), una combinazione di due atti unici, In  Ottavo e Overcoats. Nel primo, tre acrobate, accomunate dall’amore per i libri e per il Barone Rampante di Calvino, volano al trapezio disegnando  sogni. Nel secondo, a partire dal Cappotto di Gogol, si immagina che il protagonista Akaki continui a rubare cappotti nell’aldilà. Il tutto per  un’esperienza sul potere narrativo dell’arte circense. 

È un progetto per il pubblico di tutte le età, poi, La sarta con la grande clownessa svizzera Gardi Hutter, per la regia di Micheal Vogel dei Familie  Flöz (23 luglio, teatro, realizzato con il supporto di Pro Helvetia e Swiss Arts Council), che, tra bambole di pezza e manichini danzanti, cuce la  trama dello spettacolo, ambientato in una sartoria, senza risparmio di sforbiciate e azzardi. Gardi Hutter tesse il filo del destino dei suoi personaggi  e di sé, in un crescendo di maestria clownesca e narrativa, per un lavoro divertente e oscuro a un tempo.

In Drunken Master (29 luglio, prima nazionale, danza), troviamo, poi, l’acrobata Noah Chorny che ha bevuto più grappa del dovuto e, alticcio,  barcollante, decide di salire su una lanterna per accenderla con un piccolo fiammifero, mentre il palo alto sei metri, si piega sopra le teste del  pubblico. 

Infine, in Chüssi di Lowtech Magic (30 luglio, prima nazionale, musica, con il sostegno di pro Helvetia) il protagonista è un misterioso oggetto  morbido posto al centro della scena, che si allunga, si muove, infine si sveglia. Un danzatore e un musicista raccontano così, senza parole, il gesto  di diventare, inevitabilmente, grandi. 

Dall’acrobazia all’epica, è uno spettacolo per tutto il pubblico The game of Nibelungen, un’epopea di teatro d’oggetti sanguinari, in un tedesco  gestuale di Laura Gambarini (29 luglio, prima nazionale, teatro, sempre con il sostegno di pro Helvetia), che regala un’esilarante performance sul  grande classico del medioevo tedesco in un tedesco irresistibile e comprensibile a tutti: una lezione anomala su uno dei grandi archetipi della  narrativa germanica sul destino.

Lo stesso per il duplice spettacolo – ancora in forze al focus sull’Ungheria – Proper mess + Pyrodise del Duo Two Many più Firebirds e Flame  flowers (24 luglio, prima nazionale, danza) che esplorano le meraviglie e i pericoli dell’arte circense e della danza verticale, in un gioco tra il  rischio e le sue probabilità. In particolare Pyrodise è un tributo a Linda Farkas, danzatrice e coreografa, mancata nel 2016 in un incidente durante  un numero pirotecnico. 

Per quanto riguarda la valorizzazione degli enti musicali del territorio, sarà rappresentato Il castello di Barbablù dell’ungherese Béla Bartók (25  luglio, musica), opera per baritono, mezzosoprano e orchestra, diretto da Vakhtang Gabidzashvili, nel progetto che vede la collaborazione culturale  Italia-Serbia, ovvero tra il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste e l’Accademia di musica di Belgrado, l’Accademia delle Arti di Novi Sad, il  conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. 

Mittelfest ritorna, inoltre ad ospitare uno dei talentuosi pianisti che arrivano alle fasi finali del Concorso pianistico internazionale del Friuli Venezia  Giulia – manifestazione con sede nella città di Sacile – riconosciuto come uno dei maggiori appuntamenti internazionali per le nuove promesse (23  luglio, musica). Cadenza perfetta è, per chiudere, la proposta del Conservatorio Jacopo Tomadini di Udine, in collaborazione con Accademia  Antonio Ricci e Fondazione de Claricini Dornpacher (27 luglio, musica): in scena raffinate geometrie barocche calano a passaggi pop, mentre la  suadenza delle melodie rock lascia trapelare la musica delle corti europee, in un gioco di specchi che insegue le epoche. 

Mittelfest ospiterà inoltre i 3 spettacoli selezionati da Mittelyoung e uno spettacolo da CS Under 30 del Carinthischer Sommer Music Festival e molti  eventi collaterali. Ricordiamo il Premio Adelaide Ristori (21 luglio), i “Kaffee” con gli artisti. E poi workshop, proiezioni di cortometraggi al tramonto  con Mittelimmagine, inoltre eventi di promozione con Promoturismo FVG. 

MITTELYOUNG 18 – 21 maggio

Mitteyoung, il festival under 30 della Mitteleuropa, è una delle novità più originali che Mittelfest porta nel vasto panorama dei festival italiani ed  europei: alla sua terza edizione è divenuto un appuntamento atteso e maturo, per vedere una generazione in scena e al contempo per dare  sostegno produttivo ai giovani.

Come la scorsa edizione, si avvarrà di alleanze importanti come quella con Carinthischer Sommer Music Festival, e in particolare con il progetto  under 30: CS under 30, di cui sarà ospitato uno spettacolo, tratto dalla selezione ristretta, a Mittelfest, mentre sarà ospitato a Villach in agosto uno  spettacolo di musica tra i 3 finalisti di Mittelyoung.

Importante è quest’anno la collaborazione rinnovata con SNG Nova Gorica che porta Mittelyoung a oltrepassare il confine: la prima giornata, il 18  maggio, con due spettacoli di circo, sarà ospitata proprio a Nova Gorica nella sala piccola dell’SNG.

Anche quest’anno la selezione degli spettacoli è nata da un bando diffuso in tutti i Paesi della Mitteleuropa e dei Balcani, che ha avuto esito in 169  proposte, successivamente sottoposte alla giuria di curatores under 30 composta da giovani provenienti da enti culturali e di spettacolo dell’area  friulana, dello stesso Carintischer Sommer Music Festival, di SNG Nova Gorica, più i vincitori della passata edizione, ovvero: 

Agnese Poci, Agnese Rollo, Alice Bozzetti, Alice Lanzara, Andrea Giaretta, Andreas Antonio Garivalis, Antonio Fraziano, Bianca Podbersig, Chiara  Helena Orawiec, Christina Lancione, Cristina Costantini, Efrem Del Toso, Elena Rainis, Emma Pertoldi, Enrico Osgnach, Federico Furlan, Francesca  Santi, Gaia Stacchini, Giacomo Santini, Ginevra Rossi, Ilaria De Crignis, Lorenzo Butussi, Luca Pezzetta, Majda Svitek, Margherita Caridi, Maria  Chiara Arrighini, Marianna Iob, Marta Soci, Martina Aimo, Paride Lussa, Pia di Raimondo, Rachele Piccolo, Rachele Qualizza, Sara Gargano, Sara  Papinutti, Sara Pittia, Simone Di Biagio, Sofia Fraziano, Sofia Mauro, Tajda Lipicer, Valeria Liaskovets.

Sono stati questi 40 giovani a individuare 9 spettacoli, 2 di teatro, 3 di musica, 2 di danza e 2 di circo, che andranno in scena dal 18 al 21 maggio a  Cividale del Friuli e, nella prima giornata, a Nova Gorica, in virtù delle iniziative e delle collaborazioni che preparano GO! 2025 Capitale europea  della cultura. Spettacoli che vedono il sostegno economico di Mittelfest, al fine di dare opportunità produttiva ai giovani artisti. Al termine di  Mittelyoung, saranno scelti dalla stessa commissione 3 spettacoli che replicheranno anche nel calendario di Mittelfest. 

6 sono i Paesi rappresentati nelle opere prescelte (Italia, Germania, Austria, Paesi Bassi, Croazia e Repubblica Ceca), quasi tutte in prima  assoluta. Il filo rosso che percorre questi giovani spettacoli pare più che mai quest’anno quello del radicamento nel futuro e dei sogni per  raggiungerlo, spesso traditi dalle generazioni precedenti.  

Si ringraziano i partner che hanno collaborato al progetto: Associazione culturale Arearea, Associazione culturale Circo all’inCirca, Associazione  culturale Quarantasettezeroquattro, Associazione giovanile Robida, Carinthischer Sommer Music Festival, Civica Accademia d’Arte Drammatica  Nico Pepe, Conservatorio Statale di Musica Giuseppe Tartini di Trieste, Conservatorio Statale di Musica Jacopo Tomadini di Udine, Convitto  Nazionale Paolo Diacono, Fondazione Luigi Bon, Scuola di Danza Erica Bront, Teatro Club Udine – Palio Teatrale Studentesco, Università degli Studi  di Trieste, Università degli Studi di Udine, SNG Nova Gorica.

Programma: 

Scorrendo il programma in ordine cronologico, il 18 maggio si inizierà, come si è detto, a Nova Gorica con il primo studio di Quieto Parado (circo),  spettacolo italiano creato da Pietro Barilli, in cui un personaggio tragicomico è alla ricerca spasmodica dell’equilibrio, fino a rasentare la follia. Un  crescendo emotivo che porta il pubblico ad immedesimarsi con il performer e a stare con il fiato sospeso. A seguire CM_30, spettacolo tedesco di  Kolia Huneck (circo), dove un giocoliere esperto, che accompagna i suoi numeri con composizioni sonore di Rutger Zuydervelt, crea un ambiente  immersivo a metà strada tra il circo contemporaneo e l’installazione artistica. 

Il 19 maggio si rientra a Cividale del Friuli, sul palcoscenico della chiesa di Santa Maria dei Battuti, con lo spettacolo austriaco I sogni sono gli  specchi notturni dell’anima (musica) di Trio-Bio, un progetto interdisciplinare per esplorare le possibili narrazioni dei sogni, e quindi dei desideri,  che si articolerà nel tempo in più capitoli. In questo capitolo è messa sotto i riflettori la cupidigia che sta strappando il futuro ai giovani, deturpando  la Terra. 

Nella stessa giornata salirà sul palco la musica di What if…? Di Lavish Trio, in arrivo dai Paesi Bassi. Un pianoforte, un violino e un violoncello  mescoleranno composizione e improvvisazione, creando ambienti sonori di intensità variabile. Tramite codici QR gli spettatori potranno nel  contempo condividere le proprie domande. 

Il 20 maggio si aprirà con uno momento extra calendario, esito di un workshop di drammaturgia, realizzato dalla collaborazione di più realtà  teatrali, tra cui, appunto Mittelfest. Si tratta di uno dei momenti del progetto A est del palcoscenico, finanziato dal Ministero della Cultura  nell’ambito del bando “BOARDING PASS PLUS”, con capofila AMA – Accademia Mediterranea dell’Attore (Lecce) in partnership con Mittelfest  (Cividale del Friuli), Malte (Ancona), Alibi (Tricase), UUU (Belgrado -Serbia), Qendra Multimedia (Priština – Kosovo), Macedonian Center ITI  (Skopje – Macedonia del Nord), AKT (Elbasan – Albania), ATAC (Podgorica – Montenegro).

 A Cividale del Friuli sarà ospitato il laboratorio tenuto dall’autrice bosniaca Tanja Sljivar. Di seguito, ancora dai Paesi Bassi arriva lo spettacolo  Something else di Collectief MAMM (danza), in cui cinque performer esplorano la pressione sociale che spinge al raggiungimento del successo. La  domanda che si pongono e che ci pongono è: in questa corsa folle, come fare a relazionarsi con gli altri?

Chiude la giornata lo spettacolo Piango in lingua originale dell’attrice italo-croata Carla Vukmirovi

 (teatro), figlia dell’esodo e della dissoluzione della ex Jugoslavia, che rimane per lei viva nei racconti dei genitori e che si deposita in poesie e nel  tentativo di trovare ordine tra lingua italiana e croata. Le sue due identità in lotta tra loro rappresentano il prezzo delle guerre sulle nuove  generazioni. 

Il 21 maggio, giorno di chiusura, i danzatori italiani di Esenco Dance Movement presentano Lay Bare (danza), spettacolo vincitore del progetto  residenze artistiche Area Mediterranea. I corpi in scena divengono prigioni da cui far scaturire essenza d’anima, ovvero la parte più intima e vera  di ognuno di noi, esente da condizionamenti esterni. 

Nella stessa giornata si succederà The Honey Maker, spettacolo del gruppo ceco FRAS (teatro), che racconta la storia di Joshi, vecchio nepalese  che non ha mai dovuto allontanarsi dal villaggio, fino alla malattia della sorella. Inizia così un viaggio avventuroso e metaforico, gestito con piccoli  pupazzi di cera, manipolati sapientemente dagli attori. 

E infine chiuderà in bellezza il ritmo inedito di Hrduja dell’italiano Massimo Silverio (musica). Il titolo riprende una parola friulana di origine  longobarda, che indica la crosta che si forma quando si rimargina una ferita. Da questa suggestione, l’artista ha composto il suo disco d’esordio,  accostando e mettendo in rima friulano e inglese. 

Accanto a questi due festival nazionali il calendario di Mittelfest si diffonde dal primo aprile al 31 dicembre con Mittelland, di cui si darà via via  comunicazione. Mittelfest, inoltre, è anche la sua terra e la sua città, Cividale del Friuli, patrimonio mondiale dell’Unesco: una rete di pubblico, artisti, ospiti,  cittadini e un network di hotel, ristoranti e caffè, in una delle terre più rinomate d’Italia per la storia e i sapori. Un punto di riferimento  enogastronomico internazionale attorniato dai paesaggi unici delle Valli del Natisone e del Torre terre perfette per un turismo slow

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