17/05/2024

Di Marco Mascioli

Non tutti i paesi e le città stanno sfoggiando grandi allestimenti e luminarie in questi giorni. Alcuni la pensano diversamente. Sembra strano passare nei centri abitati illuminati solo da vecchi lampioni, ma ci sono casi in cui non si tratta di pigrizia o scarsa  intraprendenza delle amministrazioni, bensì di vere e proprie scelte per questioni sociali che possono anche essere discutibili, ma sicuramente valide e condivisibili in un momento come questo.

Inoltre, da qualche anno, stanno nascendo come funghi i mercatini di Natale anche da noi. Non venitemi a dire che si tratta di una tradizione, perché se non siete austriaci, tedeschi o ancor più nordici, i mercatini dell’avvento, di San Nicola o similari non fanno parte della nostra storia. 

In effetti anche in Italia (dell’estremo nord) da tempo sono organizzati mercati a tema natalizio, ma spesso hanno le idee confuse e i Comuni fanno quello che possono/riescono con le casette in legno o in luoghi caratteristici, ma non sempre riescono nell’intento. 

Abbiamo visto alcune delle più famose d’Italia come a Levico Terme e Bassano del Grappa dove la riuscita è garantita anche dalla bellezza peculiare dei centri cittadini, mentre altre località, sempre in Veneto, come a Jesolo, dove il viale centrale ha una lunghissima fila di casette, ma quasi esclusivamente con “cibo di strada”. 

In Friuli Venezia Giulia ci sono situazioni simpatiche come quella di San Vito al Tagliamento (PN), dove senza casette hanno duplicato il mercato settimanale durante i fine settimana, aggiungendo qualche artigiano con gufi e pupazzi di neve. Attenzione però che la Filarmonica Sanvitese è riuscita nell’intento di far sentire l’atmosfera natalizia, dividendosi in diversi gruppi di musicisti, sparsi in differenti angoli della cittadina. 

La Pro San Vito da qualche anno utilizza parte del castello per il vero piccolo mercatino di Natale che è una chicca imperdibile. Una pregevolezza che consente di unire gli acquisti dei regali, con la visita del palazzo Patriarcale risalente al XII secolo e recentemente ristrutturato, per l’ennesima volta, con un restauro apprezzabile. Però non si trova affacciato nella famosa piazza principale di San Vito al Tagliamento, bensì in via Marconi e le indicazioni non sono molto visibili. In piazza hanno nesso una pista per il pattinaggio sul ghiaccio finto e alcuni addobbi, oltre all’albero di Natale. 

A proposito di addobbi natalizi e luminarie, quest’anno più che mai abbiamo riscontrato tante località in cui né l’amministrazione comunale, né tantomeno i cittadini nelle loro case, hanno voluto apporre luci e festoni. Approfondendo la cosa abbiamo scoperto che si tratta per lo più di centri abitati da anziani, poco propensi ad arrampicarsi sugli alberi per apporre le catene luminose e di primi cittadini risparmiosi. 

In particolare, una delle più belle località del pordenonese che tra duomo con organo, castello, mura merlate e costruzioni storiche non può essere dimenticata, quest’anno ha solamente alberi di Natale nelle piazze e le luci dei residenti è Valvasone Arzene.  

Il Sindaco Markus Maurmair precisa che questa lacuna è frutto di una ponderata scelta fatta come amministrazione comunale già lo scorso anno e ripetuta anche per questo Natale: in sostituzione di una spesa di circa 15mila euro per noleggiare stelle luminose o decorazioni lungo le strade, hanno deciso mettere a disposizione buoni spesa straordinari a favore delle famiglie maggiormente in difficoltà a Valvasone Arzene. Consegneranno 117 tessere digitali per un valore complessivo di 15.320 euro, con buoni spesa da 80 a 220 euro, che potranno essere spesi esclusivamente in dodici attività commerciali di Valvasone Arzene.

In questo modo daranno l’opportunità d’incassare ad aziende, gestite da famiglie locali, aiutando anche loro in questi anni di grande difficoltà e contribuendo alla loro sopravvivenza con l’economia circolare. Forse le famiglie più abbienti e che non hanno avuto conseguenze negative dalla pandemia, potrebbero addobbare l’esterno delle loro case per contribuire a far vivere a tutti il periodo natalizio e tutti sarebbero coinvolti da quest’iniziativa dato che… a Natale siamo tutti più buoni. 

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