11/08/2022

Dall’11 febbraio 1993, la chiesa ricorda la Madonna di Lourdes e, data la sua notorietà derivata dalle tante guarigioni miracolose ricevute da pellegrini e visitatori, si festeggia la giornata del malato. Tra il giorno del ricordo e le elezioni in Abruzzo non sono molti a ricordare questa ricorrenza che dovrebbe consentire alle persone sofferenti e alle loro cure, di destare l’interesse di tutti.


A Codroipo da quindici anni c’è un uomo, Angelo Macor e la sua famiglia, che organizzano un fine settimana di divulgazione, conoscenza e vicinanza in occasione del giorno del malato come responsabile territoriale dell’associazione “Tutela del cittadino nella sanità”. Quest’anno le giornate dedicate ai malati si sono svolte venerdì, sabato e domenica 8, 9 e 10 febbraio. Una conferenza / convegno nella sala consiliare del municipio, un evento con l’unzione dei malati presso l’Azienda per i Servizi alla Persona Daniele Moro e la messa domenica pomeriggio con la celebrazione dei vesperi e il conferimento dell’olio degli infermi ai fedeli nel duomo della città.
Ogni anno un argomento diverso, sempre interessante e partecipato, per divulgare informazioni con illustri ospiti competenti: lo scorso anno per esempio si è parlato di oncologia, nel 2017 fu la volta dell’autismo. Il 2019 però è stato un successo incredibile, con la sala gremita di gente, persone di ogni età che con grande interesse hanno seguito due specialisti parlare del diabete.


Due tipi di diabete che hanno caratteristiche leggermente diverse, innanzi tutto perché colpiscono fasce d’età differenti, nella stragrande maggioranza dei casi. Il diabete tipo 1 cui sono affetti principalmente i bambini, anche di pochi mesi, per cui si stanno facendo passi da gigante dal punto di vista della terapia con strumenti che eseguono test e somministrazione d’insulina in maniera automatica, gestiti dal paziente e dal medico tramite applicativi con il cellulare. Il diabete di tipo 2 è diffuso principalmente dai 50 anni in su e si genera principalmente per cause che potrebbero essere evitate se solo sapessimo come comportarci.
Da qualche tempo stanno diffondendo uno spot televisivo con la voce di Leonardo Pieraccioni e un bimbo che ha il solo scopo di condividere la “normalità” di un bimbo affetto dal diabete infantile (tipo 1), ma nulla si fa per informare seriamente gli adulti sani, informandoli sui rischi e sulle possibilità di evitare l’incorrere della malattia. Innanzi tutto il termine più usato dagli specialisti per dipingere il diabete di tipo 2 è: subdola. Infatti la principale caratteristica rilevata all’insorgenza è che non ci sono preallarmi evidenti. Se non si conoscono gli eventi cercati dai diabetologi, potremmo arrivare a problemi seri e complicanze anche mortali, senza alcun dolore premonitore. Se ultimamente vai sempre più spesso a fare pipì soprattutto di notte, se hai sempre sete, se sei stanco e spossato, non guardare la pubblicità in televisione che ti consiglia qualche pastiglia per la prostata, ma vai subito dal medico. Il principale motivo delle complicanze, dopo l’insorgenza delle malattie, si chiama automedicazione. Del resto consentono la vendita di prodotti che definiscono medicinali senza ricetta e le farmacie sono diventati supermercati del futile con un piccolo spazio dedicato ai farmaci, tutto il resto è …


Il diabete negli adulti innanzi tutto è causato principalmente per colpa nostra, dal mangiare troppo, ingestione eccessiva di cibi grassi e vita sedentaria. L’attività fisica dev’essere correlata al quantitativo di calorie immesse nell’organismo durante i pasti (e spuntini), quindi non è considerabile il fatto di salire o scendere due rampe di scale per raggiungere l’auto. Diciamo che 30 minuti di camminata ogni giorno sono il minimo, se non si praticano altri sport per un tempo superiore. Coloro che fanno un tipo di lavoro che li costringe a rimanere seduti per ore e sono “buone forchette”, dovrebbero rendersi conto che con l’avanzare dell’età si corrono rischi davvero gravi e dovrebbero considerare l’impegno sia dal punto di vista dell’attività ginnica, sia alimentare.


Le statistiche riportano che in Friuli Venezia Giulia il 41% della popolazione adulta è in sovrappeso o obesa. Solo il 35% fa attività fisica in modo regolare e anche tra i bambini, di età compresa tra i 6 e 10 anni, la situazione non è buona, il 5,7% risulta obeso, il 18,2% in sovrappeso e solamente il 10% dei ragazzi di 15 anni svolge l’attività fisica raccomandata. Per attività fisica s’intende camminare, correre, ballare, nuotare al mare, fare yoga, andare in giro in bicicletta o fare giardinaggio sono validi esempi, ossia movimenti e pratiche in grado di migliorare la salute di chi li pratica. Si tratta invece di esercizio fisico quando è pianificato e strutturato come coloro che vanno in palestra a sollevare pesi, praticano aerobica o un gioco a squadre, con impegno almeno due giorni la settimana.


Tutti sappiamo che lo zucchero rappresenta il problema principale, ma sebbene siamo al corrente che tanti prodotti lo contengono, spesso oltre a metterlo nel caffè, mangiamo pasta, riso, patate e tanti cibi e bevande che oltre allo zucchero vero e proprio, sono composti per lo più da carboidrati che si trasformano in zuccheri durante la digestione.
Raccomandiamo maggiore attenzione alla propria salute, perché se è vero che i sintomi premonitori del diabete sono trascurabili e spesso ignorati (minzioni eccessive, sete costante, tanta fame etc.…) è altrettanto vero che solo guardando il nostro BMI (Indice di peso corporeo) possiamo determinare la rischiosità del nostro comportamento. Sappiamo benissimo che l’attività fisica dev’essere direttamente correlata alla quantità del cibo ingerito, con particolare riferimento ai grassi e agli zuccheri. In verità la misurazione del peso è leggermente più complessa, infatti non è sufficiente raffrontarsi con la tabella, ma un medico deve considerare la massa grassa in relazione alla massa muscolare, per comprendere se ci sono rischi di diabete. In ogni caso solo gli esami di sangue e urine consentono una diagnosi concreta da parte di un medico.
La dieta che ci è stata suggerita da diversi specialisti, anche se in alcuni casi sembrano in contrasto, è valida per tutti ma in particolare di chi soffre di diabete, prevede che le verdure possano essere ingerite senza freni, sia cotte, sia crude, con l’eccezione dei tuberi (poche patate, carote etc…). Lo stesso vale per i legumi, senza esagerare nelle porzioni. Poi ci sono le carni bianche senza pelle, il pesce (riducendo quelli particolarmente grassi come salmone, crostacei, mitili e molluschi, quelli sott’olio o in salamoia), infine le carni rosse private dal grasso. Inutile dire che le fritture sono evitabili e il condimento a crudo solo con olio extra vergine d’oliva, dev’essere comunque molto limitato. La cottura preferibile è a vapore, al forno o alla griglia. Poca frutta, solo lontano dai pasti, mentre lo zucchero è da considerarsi come veleno. Per dolcificare si può utilizzare solo la Stevia (derivato dalla pianta Stevia Rebaudiana quindi naturale) oppure i dolcificanti chimici come il saccarosio e l’aspartame, ma qualcuno asserisce che non fanno male solo perché si assumono in quantità molto limitate.

Pane, pasta e riso dovrebbero diventare un’eccezione e preferibilmente evitando la farina di grano. Ci sono alternative come la farina di frumento integrale, farina integrale di altri cereali (riso, kamut, mais, avena, orzo, grano saraceno, quinoa, miglio, amaranto, etc.), farina di legumi (ceci, piselli, fave, soia, fagioli, lenticchie), farina di mandorle, di carrube e di nocciole, con piccoli accorgimenti possono diventare ottime alternative salutari. La dicitura “senza zuccheri aggiunti” non significa nulla. Bisogna leggere le etichette e valutare quanto carboidrato e zucchero c’è nella sostanza, anche se è positivo che non abbiano aggiunto gli zuccheri. Mentre una buona notizia per quanto riguarda le bevande: le bibite “zero” che contengono stevia vanno bene con moderazione, mentre il vino e la birra sono sconsigliati oltre un piccolo bicchiere a pasto e i superalcolici banditi.


Bisogna pensare sempre che solamente i consigli di un medico, diabetologo, dietista o comunque con esperienza nel trattamento del diabete, dopo aver considerato gli esiti degli esami di sangue e urine, potrà stabilire quale sia la soluzione migliore per ognuno. Per esempio le uova non avrebbero problemi legati agli zuccheri, ma se il colesterolo è alto…. Un portale interessante per approfondire la composizione dei cibi e fare raffronti è quello del SID (società italiana diabetologi), dove si trovano linee guida e tabelle alquanto complete http://www.siditalia.it/alimentazione-home.


In Italia, nel 2016 erano oltre 3 milioni 200 mila le persone che dichiaravano di essere affette da diabete, il 5,3% dell’intera popolazione (16,5% fra le persone di 65 anni e oltre). Considerando che il trattamento dei diabetici comporta una serie di adempimenti che non si limitano alle iniezioni d’insulina, ma tutti i test del glucosio diverse volte il giorno e soprattutto una dieta ferrea da adottare inevitabilmente se si vuole continuare a vivere, sarebbe meglio se le iniziative come quella organizzata da Angelo Macor, tese a informare le popolazioni dei rischi e delle possibilità da adottare prima di incappare nel diabete, fossero più frequenti e condivise.


Oltre alla folla presente alle giornate del malato di Codroipo 2019, c’erano alcuni studenti dell’enogastronomico del Linussio di Codroipo, che hanno curato l’ospitalità con grande classe e servito il rinfresco al termine dell’evento, anche se non tutto il cibo e le bevande erano adatte ai diabetici, come sottolineato dalla professoressa Gloria Perosa che li accompagnava.
Il “padrone di casa”, Sindaco Fabio Marchetti era in compagnia del presidente dell’Asp Daniele Moro Cristian Molaro, del Sindaco Roberto Gorza del comune di Castions di Strada che riveste anche il ruolo di vice presidente della conferenza dei Sindaci dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria 3 (Tarvisio – Canussio di Varmo), del sindaco di Bertiolo Eleonora Viscardis, di Camino al Tagliamento Nicola Locatelli, Giuseppe D’Antoni (sindaco in vece di Morettuzzo a Mereto di Tomba), il presidente dell’ordine dei medici di Udine Maurizio Rocco, il direttore sanitario dell’ASS 3 Maurizio Andreatti, oltre al vice Sindaco Antonio Zoratti e agli assessori Bianchini e Frizza e i militari con il comandante Cupin dei Carabinieri, il comandante dei Lancieri di Novara e un rappresentante dell’Aeronautica Militare. Con Angelo Macor, in veste di presentatrice – coordinatrice dell’evento c’era il direttore dell’Asp Daniele Moro Valentina Battiston. C’era anche il vice governatore regionale e assessore regionale alla sanità Riccardo Riccardi (che non ha voluto rilasciare dichiarazioni), ma nel suo discorso finale ha rivolto i complimenti ad Angelo Macor per il lavoro svolto ed espresso il desiderio che ci fossero 10, 100, 1000 Macor in Friuli Venezia Giulia capaci di organizzare conferenze importanti e utili come questa.


Due medici specialisti, che si occupano principalmente di diabete tipo uno e tipo due, rispettivamente Alberto Comici (Ospedale di San Daniele d.F. pediatra per il diabete infantile) e Paolo Bordin (internista, cardiologo, da 30 si occupa di diabete negli adulti) hanno saputo mantenere l’attenzione del pubblico con informazioni molto importanti, che dovrebbero essere comunicate a tutti. Presente anche il segretario dell’associazione Sweet Team FVG, Gabriele Cralli, che ha offerto la disponibilità, per diabetici e non solo, di affrontare un percorso di miglioramento delle abitudini con camminate e corse insieme agli associati.
Marco Mascioli

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