13/05/2021

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Per contrastare il fenomeno sommerso della ludopatia la regione investirà nel 2019 circa 1 milione e e 400 mila euro, destinandoli alla rete di trattamento e cura ( 390 pazieni nel 2014, cresciuti a 500 nel 2017) ma soprattutto alla prevenzione, attraverso la formazione dei professionisti che monitorano il fenomeno, degli esercenti, degli insegnanti e dei genitori. Sulle tv locali andrà in onda uno spot ben fatto e angosciante  che, purtroppo, fotografa bene la realtà di chi è caduto nella spirale del gioco compulsivo.

In una conferenza stampa a Udine l’assessore alla salute e vice presidente della giunta regionale, Riccardo Riccardi, il presidente di Federsanità dell’ANCI Giuseppe Napoli e il responsabile  dell’Area Promozione e Prevenzione della Regione Paolo  Pischiutti, hanno illustrato in sintesi le dimensioni presunte di un fenomeno preoccupante. Si stima che per il gioco si spendano in Friuli Venezia Giulia un miliardo di euro (1300 euro procapite) mentre il giro d’affari in regione per ogni singola slot si aggiri sui 158 milioni di euro. Una “macchinetta”, spesso molto importante per la sopravvivenza di una attività economica, rende dai 5 ai 7 mila euro annui a fronte di un costo gestionale di 450 euro.

Secondo i dati di studi presentati da Riccardi, in Friuli Venezia Giulia si stima che  i giocatori patologici siano tra lo 0,5 e il 2,5 per cento delle popolazione. Vale a dire migliaia di persone rispetto a quelle effettivamente in cura ma se si contano quelle a rischio di parla di decine di migliaia.  Il 25 per cento dei giovani ha giocato almeno una volta, di cui il 50 per cento nei bar e il 16 per cento online. I casino on line, supportati di suadenti ed ossessive pubblicità, potrebbero rivelarsi una pericolosa trappola per i giovani  che affrontano  in solitudine e in modo compulsivo il rapporto con internet. Riccardi ha riconosciuto le iniziative legislative nel campo della prevenzione e del contrasto alla ludopatia,   intraprese già nella scorsa legislatura con una legge regionale e conseguenti normative comunali volte a distanziare i luoghi in cui sono presenti le slot machine da quelli sensibili di aggregazione come, ad esempio , le scuole (ricorrendo a questi  vincoli e divieti, per esempio, in Piemonte i giocatori sono diminuiti di mezzo milione). Anche quest’anno verranno incoraggiate le dismissioni di slot con incentivi agli esercenti che accettano di farlo.  La formazione culturale in chiave preventiva, come ha sottolineato Riccardi, rimane la strasa maestra, pur  sapendo che è presente la contraddizione in termini  di uno Stato che sul gioco d’azzardo ci guadagna, senza tener conto che gli efetti negativi del gioco sull’economia e sulla salute cittadini non fa tornare i conti,  a causa dei costi sociali e sanitari.

Intanto dovrebbe diventare presto illegale la pubblicità dei nuovi casino AAMS, che ora imperversa sui media. Il divieto previsto dal cosidetto Decreto Dignità va a toccare le tasche degli operatori del gaming e degli editori che veicolano la loro pubblicità inondando di spot le tv nazionali . Ma anche le tasche fiscali Stato. Si stimano 200 milioni di euro in meno di entra fiscali nel 2019  e circa 700 in tre anni. Lo Stato dovrebbe compensare le perdite aumentando i controlli ( quindi multe) e la tassazione sui concessionariodel gioco.  

 Stando alle parole del Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, dal 2019 il divieto riguarderà ad ogni forma di sponsorizzazione, rimanendo esclusi  i contratti in corso, e le lotterie non istantanee. Nel frattempo  contano le cifre del  gioco d’azzardo. Nel 2017 ha sottratto dalle tasche degli italiani più di 100 miliardi di euro.

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