27/03/2026

Dopo undici anni di attività, l’associazione di San Daniele del Friuli, Scriptorium Foroiuliense, si è trasformata in  Fondazione (Ente del terzo settore) e Impresa Sociale, assumendo la denominazione ufficiale di “Fondazione  Scriptorium Foroiuliense Ets – Impresa Sociale” grazie all’atto firmato presso lo studio del notaio Maistrello di  Spilimbergo il 3 aprile scorso.

Alla guida della nuova Fondazione è stato eletto come presidente Roberto Giurano che già ricopriva lo stesso  ruolo nell’associazione. Consiglieri sono stati eletti Enio Agnola, Agostino Maio, Giovanni Marcuzzi, Federico  Marzona, Gianni Sergio Pascoli e Mario Topazzini.

La nuova Fondazione ha ricevuto gli auguri dell’appena rieletto sindaco di San Daniele, Pietro Valent, che ha  dichiarato: «Continueremo a sostenere le pregevoli attività della Fondazione Scriptorium, con particolare  attenzione ai progetti di inclusione sociale, alcuni dei quali già da tempo avviati».

«La nostra attività con gli anni si era molto ampliata – ha spiegato il presidente Giurano a margine della firma  dell’atto costitutivo – e con la trasformazione in Fondazione potremo meglio gestire tutte le attività che portiamo  avanti. Eravamo, infatti, partiti – ha continuato – con la scuola e i corsi per amanuensi, allargandoci via via alla  creazione e gestione del Museo Prefilatelico, alla realizzazione di prodotti di varia natura quali albi d’onore, inviti,  riproduzione di libri antichi, realizzazione di carta con tecniche antiche, alla gestione del Museo del Territorio di  San Daniele e ancora alle fondamentali collaborazioni con il Centro di Salute Mentale di San Daniele che ci ha  permesso di avviare al lavoro alcuni loro pazienti e con le scuole, alle convenzioni con le Università, il Burlo  Garofolo, la Fondazione Beneficentia del Liechtenstein, la Fondazione Zeffirelli e, infine, alla realizzazione di  mostre e corsi in molte città d’Italia e all’estero. Tutte queste attività – ha chiarito ancora Giurano – erano difficili  da gestire con i limiti operativi di una normale associazione e il trasformarci in Fondazione ci permette di gestirle  meglio, di sostentarci anche con le attività di commercializzazione e vendita dei prodotti (agende, calendari, albi  d’onore, carte filigranate, libri, ecc.) che produciamo grazie anche all’integrazione al lavoro di persone  svantaggiate. Crescendo – ha concluso il presidente della nuova Fondazione possiamo contare di allargare la  nostra attività, aprire sedi staccate e aumentare il numero di persone disagiate che potremo contribuire a  reinserire nel mondo del lavoro. Insomma, la Fondazione ci permetterà di essere ancora più efficaci come impresa  sociale ed ente del terzo settore, senza far venir meno, ma anzi potenziando, l’impegno a favore della cultura e  della società che ci caratterizza fin dall’inizio e nel quale da sempre reinvestiamo tutti i nostri utili».

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