11/08/2022

Nell’ambito del progetto di Learning Cities (le città della conoscenza) già iniziato qualche anno fa con la città e l’università di Udine attraverso l’università delle LiberEtà, che si è tenuto oggi un incontro tra una delegazione israeliana guidata da Haim Bibas, sindaco della città di Modi’in-Maccabim-Re’ut e presidente dell’Unione delle municipalità di Israele, accompagnato da Orna Mager, direttrice del Centro multidisciplinare di Modi’in-Maccabim-Re’ut, e da funzionari della municipalità locale, e il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, con l’assessore regionale a Lavoro, Formazione e Istruzione, Alessia Rosolen, il presidente della VI Commissione consiliare, Giuseppe Sibau, in quanto competente nelle materie trattate. Ma presenti sono stati anche l’assessore della Regione Veneto sempre per Istruzione, Formazione e Lavoro, Elena Donazzan, il vicepresidente del Consiglio regionale FVG Francesco Russo, il consigliere Furio Honsell e la presidente dell’università delle LiberEtà, Pina Raso.

Il presidente Zanin, ha sottolineato la portata e dunque l’importanza delle relazioni con Israele oggi e in futuro, oltre a far presente il segnale positivo che viene dalla collaborazione tra le istituzioni pubbliche e una associazione privata quale è l’università delle LiberEtà,una collaborazione che Zanin ha ricordato essere nata quando il consigliere Honsell ricopriva la carica di sindaco di Udine.

L’approccio è cambiato – ha riflettuto Zanin -, non si tratta più di seguire un individuo nel suo percorso educativo e formativo solo lungo la prima parte della sua vita, ma di farlo anche quando è ormai adulto. Ed è di grande interesse, per noi, vedere come Israele applica il concetto di Learning Cities partendo dalle autonomie locali e arrivando sino alla dimensione statale.

Come presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Zanin ha preso l’impegno di presentare un ordine del giorno, in accordo con la Giunta e che sarà formulato dalla VI Commissione, con cui coinvolgere l’Anci per far sì che alcune municipalità del FVG diventino “Comuni pilota” nell’iter di trasformazione in Learning Cities. L’ambizione è, poi, di arrivare ad essere, nell’arco dei 5 anni della nostra legislatura, una Learning Region.

Da parte del sindaco di Modi’in-Maccabim-Re’ut, Haim Bibas, la spiegazione di come la sua sia una cittadina fondata 22 anni fa da un uomo e oggi ci siano 100mila abitanti, e di come il sistema amministrativo israeliano, dove le città sono il braccio esecutivo dello Stato, abbiano bilanci propri e siano responsabili in toto, eccetto che della difesa, la quale è nazionale. Ma noi non siamo solo un Paese in guerra fatto di soldati – ha tenuto a sottolineare Bibas -, infatti a Modi’in spendiamo il 70% del bilancio per l’istruzione dei nostri cittadini.

Di collaborazione stretta e fruttuosa con il FVG ha poi parlato l’assessore Elena Donazzan, che ha anche rilevato come Israele sia fatto di poche città con molte competenze e molto territorio non abitato, mentre da noi è l’inverso. Anche la Regione Veneto – ha fatto sapere – punta alla competitività del suo territorio mettendo al centro la formazione.

Nell’ambito dell’incontro con la delegazione israeliana di Modi’in-Maccabim-Re’ut, il presidente della VI Commissione consiliare, Giuseppe Sibau, ha posto in evidenza che l’Unesco nel 2015 ha istituito una Global network of Learning Cities, una rete di comunità e di città di apprendimento, e oggi 223 città in 51 Paesi fanno parte della rete. Ebbene – ha detto Sibau -, il mio auspicio è che presto anche alcuni Comuni del FVG vi entrino a far parte. Intanto già stiamo mettendo mano, con l’assessore Rosolen, a una legge regionale, la 27 del 2017, in materia di formazione e orientamento nell’ambito dell’apprendimento permanente con l’obiettivo proprio di andare verso il concetto di Learning Cities all’interno di una Learning Region.

La presidente Pina Raso ha, quindi, ricordato i primi passi dell’università delle LiberEtà, che inizialmente ha trovato terreno più fertile a livello europeo che nazionale, fino a interfacciarsi con la città di Modi’in, verso cui oggi si sente ambasciatrice “informale” delle relazioni con l’Italia per le buone pratiche. E che il feeling sia grande, è trasparso anche dalle parole della direttrice Orna Mager, figura di livello nazionale in Israele per l’impegno nella promulgazione dell’educazione degli adulti e nel rispetto alla parità di genere. E’ stata lei a creare, grazie a un finanziamento statale, una rete nazionale di Learning Cities.

Garanzie di un legiferare che ci porti verso una Regione della conoscenza sono arrivate dall’assessore Alessia Rosolen, che ha rimarcato l’intesa con la Regione Veneto. La nostra proposta – ha detto – sarà di inserire questo concetto in tutte le nostre leggi regionali, affinché il seme piantato dalla città di Udine possa germogliare e si allarghi anche alle università, ai parchi scientifici e tecnologici, al sistema di start up. Siamo interessati a creare un sistema di scambio tra i nostri giovani e lo Stato di Israele.

Si deve iniziare a pensare – ha chiosato il presidente Zanin – a una società dove la competizione sia sostituita dalla cooperazione e dove l’apprendimento sia il fondamento dello sviluppo, del miglioramento.

Soddisfazione dall’assessore regionale a Lavoro, Formazione, Università e ricerca, Alessia Rosolen per la prossima estensione all’intero territorio regionale delle iniziative nate dalla collaborazione con queste realtà. Il progetto “L’apprendimento permanente in ambito formale e non formale: lo sviluppo delle soft skills”, consolida la collaborazione tra la nostra regione e lo Stato ebraico e conferma l’adesione al modello delle learning cities.

Rosolen ha rimarcato che “tra tutte le città italiane il sindaco di Modi’in ha scelto di visitare Trieste per la concreta possibilità di implementare il modello di learning cities, che le amministrazioni regionali del Friuli Venezia Giulia e del Veneto hanno dimostrato di apprezzare. Non vanno poi trascurate le opportunità che la collaborazione tra Friuli Venezia Giulia e Israele rappresenta nel campo scientifico e in tale ambito abbiamo già iniziato a sviluppare nuovi rapporti che si concretizzeranno all’interno di Esof 2020.

Il modello, di cui Modi’in rappresenta un’eccellenza internazionale, si basa sull’idea dell’educazione permanente come condizione fondamentale per il progresso, l’innovazione e lo sviluppo economico e consente di migliorare la qualità della vita dei cittadini, favorire le pari opportunità, ridurre il divario sociale e costruire nuovi modelli di business, attraverso una migliore integrazione nel mondo del lavoro e la crescita professionale.

La cooperazione Fvg-Israele ha già posto le basi per due collaborazioni tecnico-scientifiche: la prima orientata a indagare le variabili sociali, strutturali e psicologiche delle categorie più fragili per indirizzare al meglio gli interventi sul territorio; la seconda ha come obiettivo sperimentare un protocollo di intervento per lo sviluppo delle soft skills (capacità organizzative, di relazione e comunicazione), basato sull’innovativo approccio metodologico del design thinking.

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