17/04/2024

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 2 luglio , il regolamento comunitario  sancisce la definitiva registrazione della Pitina tra i prodotti ad indicazione geografica protetta (IGP).

Il regolamento, firmato dal commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, l’irlandese Phil Hogan, è datato 19 giugno e, preso atto che a seguito della pubblicazione del disciplinare (avvenuta il 23 gennaio scorso) non vi è stata alcuna “dichiarazione di opposizione”, ha dato il “via libera” alla registrazione e alla conseguente tutela della denominazione Pitina IGP in tutti gli stati membri.

“Sono lieto e orgoglioso – ha commentato l’assessore regionale alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier –di poter dare alla Pitina il “benvenuto” nella ristretta rosa dei prodotti DOP ed IGP della nostra Regione; lo sono ancor di più se penso che è in assoluto il primo prodotto della destra Tagliamento”. La Pitina, salume “unico e irripetibile” della montagna pordenonese, entra nel ristretto “club” di cui fanno parte i DOP Prosciutto di San Daniele, Formaggio Montasio, Olio Tergeste e Brovada e l’IGP Prosciutto di Sauris. Si tratta di una eccellenza enogastronomica assolutamente unica nel panorama delle DOP ed IGP europee: è prodotta a base di carni ovicaprine o di selvaggina ungulata, conservata grazie a un processo di affumicatura e ad uno strato protettivo di farina di mais. La Pitina si può produrre esclusivamente nel territorio comunale dei Comuni di Andreis, Barcis, Cavasso Nuovo, Cimolais, Claut, Erto Casso, Frisanco, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto.

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