29/01/2020

“Oggi più di ieri le tragedie del passato devono servirci da lezione per costruire un futuro di pace e di progresso”. E’ questo lo spirito con cui, a un secolo dalla conclusione della Grande guerra, si ritroveranno a Gorizia i rappresentanti di Italia, Austria, Slovenia e Ungheria che assiteranno alla presentazione della “Carta di Gorizia”, un documento che invita i governi europei a seguire valori e strategie che stanno alla base della convivenza pacifica fra i popoli.

Alla cerimonia, che si svolgerà venerdì 3 maggio, dalle 10.45, in Prefettura (a causa del maltempo non sarà possibile l’incontro a Oslavia) saranno presenti per l’Italia Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio dei ministri, per l’Ungheria Lajos Erdelyi, sottosegretario del ministero della difesa, per l’Austria Gerhard Leitner, membro del Consiglio federale austriaco e per la Slovenia Vojko Volk, console generale di Slovenia a Trieste. Hanno assicurato la loro presenza anche il presidente della Regione FVG Massimiliano Fedriga e altre autorità.

Ad accogliere le delegazioni sarà il sindaco, Rodolfo Ziberna che ha organizzato l’evento nell’ambito del progetto “Gorizia 18/18/- Da teatro di Guerra a laboratorio di pace”, cofinanziato dalla Regione e dalla Fondazione Carigo.

Il primo appuntamento, in realtà, sarà già alle 10 in Comune, dove i rappresentanti dei quattro si incontreranno con il sindaco e un gruppo ristretto di autorità e firmeranno il libro d’onore. Successivamente si recheranno in prefettura dove verranno accolti dal prefetto, Massimo Marchesiello e alle 10.45 prenderà il via la cerimonia con l’esecuzione dei 4 inni da parte del coro diretto dal maestro Alessandro Svab e la sfilata delle bandiere sostenute dagli studenti.

Seguiranno, quindi, gli interventi degli esponenti governativi, del sindaco e del presidente della Regione e la presentazione della Carta di Gorizia da parte di un gruppo di universitari del Corso di Scienze internazionali e diplomatiche dell’Università di Trieste a Gorizia, coordinati dal professor George Meyr e dall’Isig.

Alla fine, ci sarà l’accensione del tripode dell’amicizia in piazza Vittoria.

“E’ stato su questo lembo d’Europa che cento anni fa persero le vita migliaia di giovani di tutti i paesi coinvolti e le commemorazioni per questo Centenario devono servire a ricordarci il loro sacrificio e a impegnarci perché altri giovani, quelli del presente e del futuro non debbano ritrovarsi coinvolti in nuove guerre- commenta il sindaco Ziberna- E’ questo il messaggio che vogliamo trasmettere in questa cerimonia ma vogliamo anche chiedere che l’Unione europea ritrovi i valori per i quali venne fondata e ne aggiunga di nuovi riavvicinandosi ai cittadini, ai loro sentimenti e alle loro speranze”.

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