19/02/2024

“Un bilancio positivo per il primo anno del marchio ‘Io sono Friuli Venezia Giulia’, nonostante la pandemia Gli imprenditori del settore agroalimentare, della distribuzione e della ristorazione stanno credendo nell’iniziativa di valorizzazione dei prodotti locali e del nostro territorio”.

Lo ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, collegandosi online al convegno “Un anno di: Io sono Friuli Venezia Giulia” tenutosi , nell’auditorium Comelli nella sede della Regione a Udine.

Alla base del marchio – ha detto Fedriga – c’è la volontà di informare i consumatori

sull’origine dei nostri prodotti e sull’impegno delle imprese sulla sostenibilità garantendo trasparenza e l’origine dei prodotti regionali. Accanto a questo vi è il valore dell’appartenenza che riguarda tutto l’agroalimentare e le offerte dell’intero territorio del Friuli Venezia Giulia, sia produttive che turistiche. Il marchio dovrà spaziare sempre di più nella promozione delle nostre eccellenze e tipicità. “Quasi 200 aziende hanno già aderito mentre sono 300 gli articoli con il marchio e 107 i punti vendita e i ristoranti” ha riferito Fedriga che ha richiamato la strategia messa in atto fin dall’inizio della legislatura, quella di inserire la parte promozionale dell’agroalimentare all’interno di PromoTurismoFvg.

Un altro aspetto sottolineato dal governatore ha riguardato le caratteristiche proprie del marchio: “è di facile lettura, il consumatore coglie immediatamente la provenienza del prodotto dal Friuli Venezia Giulia e la sua italianità. La capacità di penetrazione di un marchio è data anche da questa percezione”.

Accanto al governatore, anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. “Registriamo un’elevata risposta delle aziende a un progetto che cambia il paradigma: siamo abituati a pensare in un’ottica di certificazione di origine sui prodotti o di marchio di qualità sempre legato ai prodotti, oggi invece iniziamo a ragionare su uno strumento legato al sistema del Friuli Venezia Giulia”.

“Il marchio esprime anche l’orgoglio di appartenere al Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto l’assessore, il quale ha comunicato che per il futuro saranno attuate alcune migliorie per rendere il marchio sempre più strutturato anche sul fronte delle garanzie nella concessione dello stesso”. In futuro anche la gestione del marchio stesso passerà ad una Fondazione che verrà appositamente creata.

Zannier ha evidenziato, inoltre, la necessità di intraprendere la promozione “anche oltre il nostro territorio per far riconoscere la regione come una realtà nella quale le eccellenze sono presenti in tutti i comparti”.

GIF direttore del cluster Agrifood, Pierpaolo Rovere, ha ricordato le tre declinazioni del marchio, rivolto ai produttori, ai prodotti e alle aziende che distribuiscono e promuovono. La sostenibilità ambientale, sociale ed economica è un asset portante di questo marchio collettivo, che è anche formativo ed innovativo. La sua diffusione è sostenuta da campagne TV, manifesti, partecipazione a fiere, degustazioni e merchandasing. Anche quest’anno verranno proposti pacchi regalo marchiati.

Il direttore marketing di PromoturismoFVG, Bruno Bertero, si è soffermato sulla transizione dal logo da Friuli Venezia Giulia Live a Io sono Friuli Venezia Giulia, già presente negli info point, in attesa del logo definitivo che conterrà “Io sono”.

L’avvocato Pietro Tonchia, dello studio LegalNext, ha detto che il marchio è un legante tra storia, valore e identità territoriale. Sull’idea di sostenibilità, guardando al passato, gestendo il presente per creare un futuro sostenibile, Tonchia ha ricordato che sostenibili sono tutte le azioni che possiamo mettere in campo per migliorare noi stessi attraverso la cultura, prima ancora della strategia, del creare un valore condiviso che dall’individuale passi al generale, al collettivo. Questo è quanto il marchio Io sono Friuli Venezia giulia vuole essere. E se guardiamo alla storia, la questione della sostenibilità condivisa attraverso una cultura evolutiva, in Friuli Venezia Giulia nasc e già nel 1993 con la dichiarazione in 12 punti sui valori dell’essere umano sostenuta da da Rita Levi di Montalcini – ha detto Tonchia – precorritrice dei 17 obiettivi ONU sulla sostenibilità che indicano la strada del nostro attuale agire.

Davide Petraz dello studio GLP ha parlato dei 260 mila marchi di cluster agroalimentare registrati in Europa di cui 1250 sono marchi collettivi.

In chiusura di interventi, Claudio Filipuzzi, presidente della Società Consortile Agrifood che rappresenta il cluster agroalimentare, ha informato della sua i trasformazione in Fondazione Agrifood Bioeconomia, che sarà operativa dall’inizio del prossimo anno e rappresenterà aziende, associazioni, enti, mondo della ricerca e università. Una struttura inclusiva che porterà avanti, tra le sue competenze, anche la gestione del nuovo marchio, che dovrà avere come obiettivo fondamentale la cresceta della reputazione del territorio, per renderlo riconoscibile e credibile e quindi con un valore aggiunto che superi il valore dei prodotti stessi. Come quello degli orologi o la cioccolata migliori in quanto svizzeri e settori , ha esemplificato Filipuzzi, rimarcando anche la prospettiva di allargare il marchio ad altre attività dato che “non c’è un limite di settore al quale può essere applicato”.

Critico a distanza sui contenuti del convegno il segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli ritiene le sfide dell’agroalimentare altra cosa rispetto ad un marchio da appiccicare un pò ovunque e che, ad un anno, di distanza non avrebbe portato – secondo Shaurli – un solo euro in più ai produttori.

Per Shaurli “è irresponsabile parlare di sostenibililità e origine senza che ci sia un ente di controllo e disciplinari di produzione a tutela dei consumatori. Ci sono persone che si fanno in quattro per produrre bio, Dop, Doc o igp: sono iper controllati, ci fanno conoscere nel mondo e al loro impegno dobbiamo rispetto, afferma Shaurli.

di GFB

La critica di Shaurli, però, non regge in quanto “Io sono Friuli Venezia Giulia” è un marchio collettivo che tende, come più volte è stato spiegato nel convegno e dallo stesso Fedriga, a definire una immagine unitaria delle eccellenze produttive della regione. Il marchio non è una Doc, Dop, Igp, ma è complementare e queste denominazioni ( queste sì rigorose in quanto a discliplinari e controlli di qualità) in funzione della promozione unitaria, del marketing e del senso di appartenenza. Anche il marchio Io sono Friuli Venezia ha, però, un sistema di screening su qualità e sostenibilità di aziende e prodotti, che devono dimostrare di essere espressione del territorio.

In questo senso, tra gli interventi del pubblico presente al convegno sollecitati dal moderatore Rossano Cattivello, quello di un produttore agricolo che ha voluto testimoniare la speranza che questo marchio percorra una strada di successo, di orgoglio identitgario e di continuità al di là di ricambi istituzionali e politici, che hanno determinato l’archiviazione dei vari “M ade in Friuli”, Tipicamente Friulano,” Ospiti di Gente Unica”, “FriuLIVEneziaGiulia”. Ve li ricordate? quindi auguri sinceri a IoSonoFriuliVeneziaGiulia, nella speranza che non venga smentito dalla storia del marketing regionale.

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