23/02/2024

Di Marco Mascioli

Alcuni sono stati bloccati dal decreto del presidente del consiglio dei ministri, altri dai contagi, altri ancora dalle conseguenze delle chiusure altrui. Oggi siamo in prossimità della potenziale riapertura, ma con misure di prevenzione mai viste prime e soprattutto con il terrore nelle norme che superano la paura del virus stesso. 

Nessuno si attende in Italia che saranno emanate direttive precise e puntuali, per cui tutti sono in procinto di affidarsi a consulenti e avvocati per interpretare quelle che saranno le condizioni imposte per riaprire le grandi, medie e piccole industrie, con dubbi su quali saranno le procedure, la condizioni economiche e finanziarie e di conseguenza quanto dovranno investire dal punto di vista logistico per spazi di sicurezza e  strumenti per la misurazione della temperatura corporea. 

La confusione e l’improvvisazione sono una delle peculiarità della nostra nazione e degli italiani, costretti da sempre a sottostare a circa 150.000 norme tra leggi e decreti e sono tutt’ora in vigore 21 atti firmati da Mussolini, nonché una quantità enorme (oltre 7.500) di regi decreti emanati a partire dal 1861. 

Sarà un bel da fare per i responsabili della sicurezza sul lavoro che dovranno attivare nuove procedure alla luce delle normative che saranno emanate nei prossimi giorni. Controllo della febbre all’ingresso, DPI come mascherine e guanti sempre indossati, distributori di gel igienizzante e sapone per le mani, oltre alla sanificazione di locali e postazioni di lavoro con prodotti specifici tra cui sembra che l’ozono sia la soluzione migliore e inodore. 

Per approfondire la situazione delle aziende che sono già operative e di quelle che riapriranno a breve abbiamo consultato Paolo Grossa, un professionista della sicurezza che svolge da anni l’incarico di RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) e consulente in materia di salute e sicurezza per alcune importanti aziende italiane. Precisiamo che i video e le foto sono d’archivio, precedenti al D.P.C.M. del 10 aprile 2020.

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