10/06/2024

In FVG un giovane su tre sotto i 30 anni è un fumatore, tra le donne la maggior incidenza in Italia di tumore ai polmoni… questi alcuni dei dati emersi dal Convegno su giovani e fumo organizzato venerdì 27 ottobre dalla Storica Società Operaia di  Pordenone insieme all’Assessorato alle Politiche Sociali. 

Le sigarette elettroniche per i giovani e giovanissimi sono una sorta di “gateway”, un cancello aperto verso la dipendenza dal fumo e  verso gravi patologie cronico-degenerative in età adulta

 Dal Convegno intitolato  titolo “Una sigaretta non è solo una sigaretta”, tenutosi   presso la Storica Società Operaia di Pordenone,  che prosegue il suo impegno di studio e divulgazione rivolto alle problematiche di salute e dipendenze del mondo giovanile,  organizzato con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Pordenone, sono emersi diversi aspetti della  problematica, dai dati clinici alle implicazioni psicologiche, educative e sociali.

I dati portati dal dottor Diego Serraino, Direttore Epidemiologia Oncologica del Cro di Aviano, hanno evidenziato in Regione una  percentuale del 30% di fumatori tra i giovani sotto i 30 anni, con conseguenze che già si rivelano molto gravi soprattutto per le  donne, che in FVG registrano le percentuali più alte d’Italia di tumore ai polmoni, mentre al contrario quella maschile è la più bassa. 

Indice che le campagne antifumo degli anni passati hanno avuto successo sulla popolazione dei fumatori (fino ad allora  prevalentemente maschile), ma hanno anche lasciato spazio a nuove mode come quella della sigaretta elettronica, per la quale il  dottor Antonio Natòli, Medico Farmacologo Area Dipendenze presso il Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale di ASFO Pordenone,  ha parlato di “effetto gateway”, ovvero di un “cancello” spalancato pericolosamente verso i ben più gravi danni del fumo da sigaretta,  senza considerare anche la facilità di “manomissione” di questi dispositivi per altri usi impropri, anche con sostanze da abuso.

Attualmente l’età nella quale si inizia a fumare si è abbassata: si comincia già verso gli 11 anni, specie attraverso lo “svapo”, più  piacevole del fumo da sigaretta grazie alle miscele aromatizzate, innescando però comportamenti che già dai 15-18 anni possono  trasformarsi in vera e propria dipendenza. Il fumo tuttavia, e in particolare quello da e-cig, rimane ancora, a differenza di altre  dipendenze, tra i comportamenti considerati “socialmente accettabili”, e questo, come ha sottolineato dottoressa Franca Da Re,  Psicologa, già Dirigente Tecnico del Ministero dell’Istruzione, non aiuta i giovani a combatterla efficacemente, anzi spesso la trova  associata all’abuso di alcol, altra piaga dei nostri adolescenti. Tutto ciò finirà nel prossimo futuro per creare un serio problema di  salute pubblica, quando le conseguenti patologie cronico-degenerative si manifesteranno in tutta la loro gravità e incidenza sociale.  Per questo, come ha sottolineato l’Assessora Guglielmina Cucci, è necessario condurre azioni incisive di prevenzione e  sensibilizzazione, creando alleanze efficaci tra enti pubblici, istituzioni e Terzo Settore.

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