01/10/2022

Riportiamo e commentiamo

Leoncini (Pd) sulla polemica nata sul velo della Serracchiani

UDINE – «La presidente Serracchiani si trova in Iran per importanti relazioni e accordi economici. Non dimentichiamolo». A parlare Enrico Leoncini, segretario del Pd di Udine. Lo fa nel leggere la polemica apparsa sui media nelle ultime ore. «Come la stessa presidente ha giustamente ricordato – precisa il segretario – le donne devono indossare un velo per andare in Iran, in caso contrario, non è possibile entrare nel Paese».

Il polverone che è stato alzato per il copricapo indossato dalla governatrice non è quindi andato giù al Pd di Udine che ritiene vergognoso attaccare «un “gesto” che non è altro che un segno di rispetto nel confronto di un Paese che ha una cultura differente dalla nostra». Per Leoncini si tratta di «una speculazione» che «spiace arrivi da un senatore e da un docente universitario come il professor Marco Orioles, uno studioso che non dovrebbe fare valutazioni di questo tipo, eccessive e fuorvianti».

Confondere più o meno volutamente il velo di Serracchiani con i fatti di Colonia e parlare di un presunto commercio di anime, poi, appare a detta di Leoncini «vergognoso e fuori luogo». Bisogna inoltre tenere sempre presente che la missione della Presidente non è finalizzata ad affari personali, ma è svolta nell’interesse dell’economia della nostra Regione. Con queste parole Leoncini si auspica che una tal polemica non abbia seguito.

nota del direttore
Il commento di Leoncini è condivisibile sul piano dell’opportunità. Se la prima cosa che Serracchiani avesse fatto mettendo piede in Iran fosse stata quella di bruciare il velo in piazza o di presentarsi in costume da bagno, avremmo avuto annullato il “senso affaristico” del viaggio ed anche il viaggio stesso… non parlo ovviamente di affari personali della presidente ma di azioni a beneficio di tutta la comunità regionale. Tralasciando anche i fatti di Colonia, la questione invece si pone sulla necessità di continuare a puntare l’indice sul mancato allineamento tra la severità degli altri (in questo caso l’Iran) sull’applicazione delle regole (non si entra nel paese se non si ha il velo) e quello che accade nel nostro paese, dove in nome dell’accoglienza a tutto tondo, lasciamo che il rispetto nei confronti delle nostre regole venga quotidianamente calpestato, deriso, sbeffeggiato. Quindi…anche un pur opportuno velo sul viso della Serracchiani deve essere una delle occasioni valide per rigirare il coltello in una ferita aperta. E non si tratta di sterile polemica….

GFB

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