26/03/2026

Di Marco Mascioli

Dopo l’esperienza dello scorso anno, anche l’istituto Linussio di Codroipo sta partecipando alle Olimpiadi di Primo Soccorso 2024, grazie all’impegno della Croce Rossa. Alcuni studenti delle superiori stanno imparando le procedure corrette, per competere poi a livello regionale e, speriamo, nazionale.

Nei Paesi occidentali, l’arresto cardiaco extra ospedaliero, senza che la rianimazione cardiopolmonare abbia successo, rappresenta la terza causa di morte, di gran lunga superiore alle morti per neoplasie, malattie infettive o incidenti stradali.

In Europa e negli Stati Uniti muoiono circa 700.000 persone ogni anno. Il 70-80% di tali eventi avviene nelle abitazioni private, mentre un terzo accade sul posto di lavoro o in strada. Dopo un arresto cardio-respiratorio (ACR) extra ospedaliero, la percentuale totale di sopravvivenza si attesta tra il 2 e il 10%; questa percentuale sale dal 20% fino all’80% a seconda del grado di diffusione dei defibrillatori semiautomatici o automatici esterni (DAE).

Molte di queste vite potrebbero sicuramente essere salvate se un maggior numero di soccorritori laici fosse in grado di praticare immediatamente la rianimazione cardiopolmonare (RCP): nonostante la possibile efficacia e l’alto grado di sicurezza sia della RCP che della defibrillazione con DAE, infatti, sono poche le vittime di arresto cardiaco che vengono soccorse dai testimoni o dagli astanti. Dai dati EuReCa One pubblicati nel 2014 in Europa, si stima che in Italia ciò avvenga in meno del 30% dei casi rispetto ad una media europea del 47.4%.

Se si considera che nel nostro Paese avvengono più di 65.000 arresti cardiaci all’anno, è possibile calcolare un numero altissimo di morti legate a questo evento, pari a circa 46.000 ogni anno. Questo numero elevato è ancora più difficile da accettare, considerando che, in base ai dati e alle conoscenze che abbiamo, si potrebbero salvare almeno la metà di queste persone se fossero loro praticate le manovre di soccorso nei primi minuti successivi alla perdita di coscienza.

La diffusione e l’insegnamento della cultura e delle pratiche di primo soccorso è un target primario della Croce Rossa Italiana: tra le varie attività rivolte ai Volontari a esso inerenti, ogni anno vengono organizzate le “Gare di Primo Soccorso” a livello regionale e nazionale, in cui squadre di soccorritori si sfidano su scenari di soccorso simulati.

L’obiettivo sarà perseguito organizzando una competizione denominata “Olimpiadi di Primo Soccorso per Studenti”, che vedrà le squadre degli istituti presenti sul territorio nazionale mettersi alla prova con simulazioni di soccorso che avranno luogo sia a livello regionale che nazionale.

Le squadre saranno selezionate all’interno di classi opportunamente formate sulle manovre di primo soccorso, tramite lezioni ed esercitazioni pratiche in aula e formazione specifica per gli studenti selezionati.

La strada migliore per aumentare la sopravvivenza è informare la popolazione su come intervenire.

Due mani possono salvare una vita! Obiettivo del progetto è diffondere la cultura del primo soccorso tra gli studenti del 4° anno delle Scuole Secondarie di Secondo Grado.

Chiamata di soccorso e gestione dei soccorsi, tecniche di autoprotezione e sicurezza della scena, rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione precoce, primo soccorso della vittima di patologia medica, primo soccorso della vittima di patologia traumatica, primo soccorso della vittima di attacco di panico o crisi d’ansia, primo soccorso al bambino.

L’associazione assicurerà la possibilità di partecipare al progetto ad almeno 15 istituti per regione. La formazione, erogata da Volontari CRI, andrà ad ampliare il bagaglio culturale dei partecipanti, che non solo acquisiranno le competenze teoriche, ma soprattutto apprenderanno e sperimenteranno le tecniche pratiche di primo soccorso.

Gli argomenti trattati, a titolo esemplificativo, ciascun gruppo di studenti riceverà una formazione articolata in un modulo teorico/pratico accompagnata dalla produzione di slide dedicate a ciascun argomento. Le slide, unitamente a un sunto degli argomenti affrontati, saranno messe a disposizione degli studenti al termine della formazione.

Gli studenti saranno, inoltre, coinvolti in esercitazioni pratiche attinenti i temi trattati in modo da consentire a ciascuno di calarsi progressivamente nell’applicazione concreta dei concetti teorici appresi. Al termine della formazione dedicata ai 40 studenti, saranno selezionati 6 tra i partecipanti formati (5 titolari e 1 riserva); questi ultimi saranno guidati nella fase regionale dalla figura di un trainer accompagnatore CRI. Nel corso della fase regionale, si confronteranno le squadre degli Istituti di ogni regione; all’istituto vincitore sarà garantito l’accesso alla fase nazionale, che si svolgerà nel mese di maggio 2024.

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