16/05/2024

Di Marco Mascioli

In Italia, solo nei primi otto mesi del 2023, si sono registrate 382.242 denunce di infortunio sul lavoro e 657 decessi. Nonostante il calo rispetto allo stesso periodo del 2022, le cause delle morti restano sempre le stesse: intossicazioni o asfissie, urti con macchinari in movimento, cadute dall’alto e incidenti nei cantieri. La fascia più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, dove un ruolo importante è rappresentato dall’invecchiamento e dall’avanzare dell’età pensionabile, che porta a un maggiore rischio d’infortuni, spesso fatali.

Nel 2023 è aumentata anche l’incidenza di mortalità tra i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni e i lavoratori stranieri sono quelli più esposti con un rischio d’infortunio mortale quasi doppio rispetto agli italiani. A livello di settori il manifatturiero è il più colpito dagli infortuni mentre quello dei trasporti e del magazzinaggio registra il maggior numero di decessi.

Nonostante si richieda sempre più attenzione ai protocolli di sicurezza e alle normative, tutto questo spesso non basta a far sì che il lavoro resti un diritto e non diventi un pericolo per la propria vita.

La sicurezza sul lavoro rimane perciò un tema centrale per la presidenza della Repubblica e proprio lo scorso 3 ottobre il Presidente Mattarella ha ricevuto al Quirinale i tre segretari di GCIL CISL e UIL che hanno espresso le loro preoccupazioni sostenendo che le tragedie sul lavoro siano determinate «dalla volontà di abbassare i sistemi di sicurezza per accelerare i tempi e risparmiare» e chiedendo di rifinire le regole degli appalti favorendo l’adozione di misure e sistemi di prevenzione.

Anche Papa Francesco si è espresso sul tema lo scorso settembre, in occasione dell’80° anniversario dell’ANMIL, l’Associazione Nazionale Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro.

In ogni caso la responsabilità è da attribuire anche ai lavoratori stessi, che sebbene siano istruiti e formati sulle norme e prescrizioni relative alla sicurezza, troppo spesso le dimenticano o fanno orecchie da mercante procedendo con troppa disinvoltura.

Percorso Sicurezza, con l’AD Paolo Grossa, si occupa proprio di formazione, addestramento, prevenzione e controllo in molte delle più importanti aziende e industrie del Friuli Venezia Giulia e nel tentativo di portare la formazione a un livello più diretto, ha progettato e allestito uno spettacolo formativo e di sensibilizzazione sulla sicurezza sul lavoro, grazie al famoso duo comico I PAPU.

Dopo l’evento a Gorizia presso la Miko Srl (quella dei tessuti Dinamica) che ha coinvolto 130 lavoratori aziendali e circa 40 ospiti esterni di altre aziende e istituzioni del triveneto, ora una super sessione formativa spettacolare è andata in scena a San Giorgio di Nogaro presso la Taghleef Industries Spa.

Si tratta di una multinazionale con circa 400 lavoratori per cui le “lezioni” de I Papu son state quattro, in due giorni, con uno spettacolo al mattino e uno al pomeriggio. I partecipanti sono stati coinvolti durante tutto lo svolgimento della storia, trovando diversi momenti di riflessione, attraverso un test dinamico e interattivo.

La storia si snoda partendo dal rapporto sincero e scanzonato di 2 amici fuori dall’azienda, ma Preposto (Andrea Appi) e Lavoratore (Ramiro Besa) sul lavoro. Il lunedì mattina, dopo un fine settimana di festeggiamenti per aver vinto la partitella, Ramiro, distratto dallo squillo del suo cellulare personale, subisce un infortunio costringendo Andrea a chiamare i soccorsi. Si scatena il panico e il disorientamento generale ma, alla fine, Andrea riesce nel suo intento. I soccorsi arrivano, ma unitamente a loro anche gli organi inquirenti, per poi finire in tribunale, dove il PM sancisce il sequestro dell’area e la sospensione dell’attività lavorativa per tutta l’azienda.

Un infortunio non riguarda solo chi è direttamente coinvolto, bensì, nei casi più gravi, tutti i lavoratori che sono collocati in cassa integrazione.

Così l’impatto di un evento simile tocca gli equilibri dei lavoratori, delle famiglie e l’accaduto viene vissuto da una coppia formata da un collega dell’infortunato, interpretato sempre da Ramiro e da sua moglie, interpretata da un’improbabile Andrea con splendida parrucca.

Quando le indagini si concludono, viene disposto il dissequestro aziendale, con la conseguente possibilità per tutti i lavoratori di rientrare al lavoro. Si ritrovano anche il preposto Andrea e il lavoratore Ramiro, ripresosi dall’infortunio.

Tutti i lavoratori aziendali apprendono da questa avventura che ciascun lavoratore aziendale è il Responsabile della Sicurezza, è necessario aiutarsi sul posto di lavoro, correggere se qualcuno sbaglia e ci si incita ad ogni gesto virtuoso e rispettoso della salute e sicurezza di tutti, che rappresenta quanto di più prezioso abbiamo.

Si è trattato di sette atti teatrali, volati via in meno di due ore, che lasciano un segno in tutti i partecipanti, coinvolti attivamente attraverso un’app online, che consentiva di intervenire rispondendo alle domande pertinenti, per ogni scenetta vista.

Nel caso di San Giorgio di Nogaro, essendo la Taghleef Industries Spa una grande industria con macchinari, lavorazioni chimiche ed enormi magazzini, peraltro in ampliamento, lo spettacolo formativo del pomeriggio si è differenziato rispetto a quello del mattino, in quanto l’infortunio è avvenuto in un deposito, contro un sollevatore, piuttosto che con un secchio contente sostanze pericolosi.

Dalle impressioni rilevate tra i partecipanti, questo tipo di formazione divertente, coinvolgente, ma assolutamente centrata, consente d’imparare a prestare maggiore attenzione alle norme e procedure relative alla sicurezza, dovrebbe quindi essere replicata in tutte le aziende, perché le persone fanno la differenza e la sicurezza di tornare a casa dopo aver lavorato, dovrebbe essere la prima cosa.

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