18/08/2022

Da teatro di guerra a laboratorio di pace e sviluppo economico. E’ ciò che i paesi dell’ Isontino hanno saputo  costruire nei decenni, dopo le due guerre mondiali.

Ma è sulla prima, a cento anni di distanza, che si vogliono accendere i riflettori, attraverso quelle cantine che rappresentano il “cuore” di un’economia fatta di testa e di cuore, che si sviluppa fra Collio, Carso e Isonzo, quella del vino.

Si ricorderà com’era questo territorio durante la Grande guerra, fra siti strategici e trincee ma anche coltivazioni agricole e vitivinicole.

Ecco dunque che, nell’ambito del progetto “Gorizia 18/18”, ideato dal Comune, insieme a Isig, èStoria e Associazione Isonzo  e finanziato anche dalla Regione FVG e dalla Fondazione Carigo, si allarga nuovamente lo sguardo per andare alla scoperta di questo territorio durante e dopo la Grande guerra, con una serie di iniziative messe in campo attraverso una partnership con il Consorzio Tutela Vini del Collio, in cui, grazie al supporto di alcuni produttori e cantine, si  immagina di raccontare il viaggio del soldato verso il fronte, dall’arrivo alla stazione di Cormons fino alle prime linee di Oslavia. Ciascuna tappa del percorso sarà l’occasione per approfondire, attraverso mostre fotografiche e documentali, letture e analisi storiche il ruolo dei luoghi, i temi e l’impatto del conflitto sul territorio. E si concluderà con una degustazione di vini.

Il primo appuntamento è previsto per il 15 dicembre, alle 17, a Cormons, nell’azienda Carlo di Pradis. Si parlerà dell’ultimo anno di guerra, dell’uso e della trasformazione del territorio attraverso un incontro con gli storici dell’Associazione Isonzo e della società cormonese Austria, che presenterà una mostra già presente a Vienna e Bruxelles.  Seguirà un brindisi con il produttore. In gennaio  l’incontro sarà a Capriva del Friuli, dove c’erano il comando militare e l’ospedale. A Villa Russiz si parlerà del ruolo delle dimore storiche e delle cantine del Collio. In marzo ci si sposterà a Villanova di Farra, nella Tenuta Villanova, dove si parlerà dei siti strategici di controllo, del fronte sul Carso e dei sistemi di collegamento dell’Esercito italiano.

In aprile ecco San Floriano, con il fronte e gli osservatori. Nella Tenuta Gradiscutta,  si approfondiranno temi legati all’industria alimentare bellica e al ruolo del vino sul fronte.  Poi sarà il momento della Cantina Fiegl, a Oslavia,la prima linea, il simbolo della guerra ma anche della rinascita.

La parte storica sarà curata dall’associazione “Isonzo”

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