25/03/2026

Di Marco Mascioli

In tutto il mondo, quando si parla della Guerra fredda, della cortina di ferro e delle divisioni del territorio europeo, si pensa subito al muro di Berlino eretto nel 1961. Fuori dal Friuli Venezia Giulia sono ancora in pochi a ricordare che 14 anni prima fu eretto il muro di Gorizia. Inoltre, mentre in Germania fu abbattuto, in diretta TV a livello mondiale nel 1989, quello si Gorizia rimase sino all’ingresso della Slovenia in Europa, nel 2004.

Sin dal medioevo la città di Gorizia sembrava saltare da una parte all’altra del confine. Dall’Italia all’Austria, dalla Repubblica di Venezia al Regno d’Italia, dall’impero Austro-Ungarico, fino al termine del secondo conflitto mondiale, con il trattato di Parigi, per cui il Comune dovette cedere i tre quinti circa del proprio territorio alla Jugoslavia, con il 15% della popolazione residente. Il centro storico e la massima parte dell’area urbana della città restarono però in territorio italiano.

Il 10 febbraio 1947 gli accordi furono ratificati e il confine ufficiale tra Jugoslavia e Italia fu concretato dal muro. Prima con un reticolato di filo spinato e cavalli di frisia, poi con una base di cemento. 

Simbolo principale di questa divisione era piazza della Transalpina. La piazza era il luogo di aggregazione per eccellenza, poi divisa a metà, dal muro di Gorizia. Il lato jugoslavo includeva la stazione dei treni, con le bandiere e la stella rossa con la frase: Mi gradimo socializem, noi costruiamo il socialismo (oggi rimossa, ma conservata all’interno dell’edificio).

Per conoscere, ricordare e tramandare la nostra storia, che in quanto a conflitti e morti in guerra non credo sia seconda a nessun territorio, l’associazione Espressione Est ha realizzato un progetto che comprende un film sulla storia del confine di Gorizia. Presentato in anteprima al Visionario a conclusione del progetto storico finanziato dalla Regione. Si tratta di un tema locale e la realizzazione è stata curata da una produzione indipendente friulana.

Goriski Zid – Il Muro di Gorizia” docufilm di Aeten Production con la regia di Gabo Antonutti è un film storico di fiction ispirato alla vicenda storica della divisione della città di Gorizia tra Italia e Jugoslavia, avvenuta dal 1947 al 2004, che ha impattato sulla vita dei cittadini di entrambe le nazioni.

Un lavoro enorme, tramite testimonianze storiche, museali e artistiche, realizzato a Gorizia ma anche in altre location con allestimenti storici, grazie alla collaborazione di associazioni specializzate (CRCS – Cingoli e Ruote per conoscere la Storia, Tergeste Historica, CAT – Circolo Alpinistico Triestino) e con tecniche di montaggio e animazione digitale, atte a rendere anche le ambientazioni nei periodi storici passati, con l’utilizzo di effetti di postproduzione e non solo con le tradizionali tecniche di ripresa e con alcuni software che permettono di modificare in modo sostanziale anche un girato tradizionale.

Regia di Gabo Antonutti, con Elvis Toffolo, Francesca Moncada, Eleonora Fornasaro, Lorenzo Zamolo, Federico Zamolo, Simone Floreani, Daniela Bortolin, Massimiliano Londero, Dioor, Riccardo Olivo, Federico Scridel, la voce narrante di Marco Ferraro, segretaria di edizione: Arianna Romano, doppiaggio: Golden Room Studio e fotografo di scena: Cristina Achucarro.

Prodotto da Espressione Est APS nel progetto “W.A.R.S. – Where Are Real Stories. Luoghi, vicende e arti per conoscere la Storia del Novecento”, comprende produzioni artistiche e creative che elaborano l’argomento storico del periodo della Guerra Fredda e della Prima e Seconda Guerra Mondiale in Friuli Venezia Giulia.

Ora la proiezione di questo docufilm sta girando per le sale di tutta la regione e lo scorso fine settimana ha riscosso un altro grande successo di pubblico al teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (PN), mentre venerdì 7 febbraio 2025 sarà proiettato al Cine Città Fiera di Martignacco – Udine sia alle 20, sia alle 21.30. In Seguito sarà in provincia di Gorizia, dato che rientra nel programma di Go2025! per la capitale europea della cultura, a Romans D’Isonzo il 28 febbraio e al Kinemax di Gorizia il 7 marzo.

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