Perché in italia i politici non riescono ad avere i “numeri giusti”? perchè quelli li ha la radio!...battute a parte, i dati confermano l’attualità del mezzo radiofonico. Un successo che gratifica sia gli investitori pubblicitari che quanti ci lavorano, dai tecnici agli artisti, dai conduttori ai giornalisti, che continuano così a ritenere obbligatorio “il passaggio d’esperienza alla radio ” per poter crescere bene professionalmente…E’ ancora così, ieri come oggi e sicuramente domani, perché ci sono gli ascoltatori, altrimenti la radio sarebbe un divertente quanto inutile giocattolo del passato. La testata on-line Fm-world Talk media ha raffrontato il numero di residenti nelle regioni italiane in relazione ai dati di ascolto del primo semestre 2019, elaborati da radioTer e cosa ne è emerso?…che il Friuli Venezia Giulia è la regione con più ascoltatori della radio, esattamente ben 771.000 su una popolazione residente rilevata di 1.078.000, vale a dire il 71, 52 per cento. Segue con poco distacco il Veneto con il 70,27 per cento dei suoi abitanti che segue la radio. Al terzo posto la Lombardia con il 68,86 per cento.
Nessuna delle regioni italiane scende sotto il 60 per cento, con unica eccezione la Liguria al 58,54 per cento. Complessivamente, gli ascoltatori della radio in Italia sono pari al 65,70 per cento. In numeri assoluti sono 34.802.000 su una popolazione rilevata pari a 52.975.000
Se la radio è ancora ampiamente tra di noi e con noi si deve a molti motivi, oggetto di ripetute analisi e studi. Volendo semplificare, possiamo dire che la radio ha una indubbia capacità camaleontica di adattarsi al cambiamento tecnologico e di stili , ma i suoi punti di forza rimangono immediatezza, mobilità, semplicità e vicinanza. Tutti attuali, tutti vincenti…
Questa la classifica regione per regione:
1. Friuli Venezia Giulia 771.000/1.078.000 (71,52%)
2. Veneto 3.014.000/4.290.000 (70,26%)
3. Lombardia 6.021.000/8.744.000 (68,86%)
4. Piemonte 2.607.000/3.865.000 (67,45%)
5. Lazio 3.453.000/5.155.000 (66,98%)
6. Umbria 522.000/780.000 (66,92%)
7. Marche 895.000/1.349.000 (66,35%)
8. Puglia 2.343.000/3.549.000 (66,02%)
9. Emilia-Romagna 2.576.000/3.903.000 (66,00%)
10.Molise 178.000/276.000 (64,49%)
11.Sardegna 946.000/1.474.000 (64,18%)
12.Valle d’Aosta 71.000/111.000 (63,96%)
13.Toscana 2.104.000/3.301.000 (63,74%)
14.Trentino Alto Adige 582.000/917.000 (63,47%)
15.Campania 3.186.000/5.033.000 (63,30%)
16.Basilicata 317.000/504.000 (62,90%)
17.Abruzzo 720.000/1.162.000 (61,96%)
18.Calabria 1.038.000/1.714.000 (60,56%)
19.Sicilia 2.641.000/4.377.000 (60,34%)
20.Liguria 816.000/1.394.000 (58,54%)






