25/06/2024

Di Marco Mascioli

Per noi friulani da quest’anno pensare al Giro d’Italia è un’ po’ triste. Aver perso il grande organizzatore, il patron del nostro Giro, è stato un duro colpo.  Enzo Cainero però prima di andarsene ci ha regalato l’ultima chicca, quella che ha fatto più discutere fino all’ultimo, ma soprattutto quella che regalerà al Friuli Venezia Giulia, la più grande notorietà. 

Le cartoline più belle, l’immagine che tutti abbiamo visto o vorremmo vedere delle montagne friulane è sempre la stessa: l’incantata  cima del Monte Lussari. 

Solo un uomo follemente innamorato della propria regione, delle proprie montagne, poteva pensare e soprattutto convincere gli organizzatori, di far passare il Giro d’Italia attraverso una stradina quasi inesistente, in una zona dove fino alla scorsa settimana nevicava e non c’è posto nemmeno per le auto dell’assistenza ai ciclisti. Eppure c’è riuscito! 

Enzo Cainero passerà alla storia della nostra regione per tutte le imprese che ha portato a termine col Giro e non solo. Dal passaggio delle Frecce Tricolori mentre i ciclisti partivano percorrendo la pista dell’aeroporto militare a Rivolto di Codroipo, all’arrivo in piazza Unità d’Italia a Trieste. Dagli sconfinamenti in Slovenia, al Piancavallo. Credo però che quest’ultima invenzione, da Tarvisio al Lussari sarà la sua pietra miliare, anche se potrà vederla solo da lassù.

Il Monte Lussari, a 1789m, è una delle principali chicche del Friuli Venezia Giulia. Rappresenta il simbolo della montagna friulana. La sua chiesetta con le poche case intorno sono la meta di pellegrini da tutto il mondo, non solo per questioni religiose, ma principalmente per la bellezza infinita del panorama. 

La strada che dovranno percorrere i ciclisti del Giro d’Italia in verità si chiama proprio Sentiero del Pellegrino e Cammino Celeste.  Il sentiero del Pellegrino  con quasi 1000 m di dislivello, risulterà impegnativo. Del resto non dimentichiamo che  d’inverno, con l’aiuto del manto nevoso, si tratta di una pista da sci. 

Con le temperature che si sono alzate da qualche giorno e sperando in una bella giornata di sole, la ventesima e penultima tappa del Giro, prima di andare a Roma per la chiusura, il 27 maggio prossimo partirà da Tarvisio per raggiungere il Monte Santo di Lussari, per la cronometro individuale. Gli ultimi sette chilometri con una rampa al 20% e punte del 22%. 

Sarà sicuramente memorabile per tutti, dai corridori alle squadre di supporto, dai cameramen agli organizzatori. Soprattutto sarà una delle più belle immagini della nostra regione, sugli schermi di tutto il mondo, sia per gli appassionati di ciclismo, sia per chi guarderà almeno un telegiornale. Sicuramente farà storia, d’altronde ci sono poche cose migliori del Giro quando si vuole promuovere turisticamente un luogo.

Quest’anno inoltre ci sono altre buone notizie per il Friuli Venezia Giulia, dato che il corregionale  Jonathan Milan ha vinto la Tappa 2 del Giro d’Italia 2023 e la maglia ciclamino (il corridore con più punti in classifica) gli sta davvero bene e Alessandro De Marchi, altro friulano che combatte, anche se ha 35 anni, dimostrando di poter dare ancora molto. 

Inoltre la notizia dell’abbandono per Covid da parte di Remco Evenepoel ha scosso appassionati, addetti ai lavori e certamente anche gli altri corridori. Il belga è risultato positivo a un controllo di routine e ha deciso di abbandonare la corsa, poco dopo aver ripreso la Maglia Rosa con la vittoria nella cronometro di Cesena. 

Sul Lussari quindi vedremo chi ha ancora gambe per vincere il giro e andare a Roma, dove si concluderà il 28 maggio, con un circuito di 17,6 km che i corridori dovranno completare cinque volte, con partenza dall’EUR, di fronte al Palazzo della Civiltà Italiana e arrivo ai Fori Imperiali.

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